Lettera aperta ai soci della Porto spa per fare il punto della situazione. (Gennaio 2019).

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1.0          Premessa

Nel mese di novembre dell’anno scorso, mi è stato chiesto da parte di alcuni soci di occuparmi più da vicino delle vicende della vostra società, la Porto spa. Fino ad allora mi ero occupato degli aspetti “pubblici” della vicenda, aspetti legati principalmente agli obblighi assunti dalla Porto spa nei confronti del Comune di Cecina relativi alla messa in sicurezza del fiume, obblighi assunti tramite la convenzione stipulata per poter avviare i lavori di costruzione del porto.

Per poter operare più da vicino mi è stato ceduto un piccolo pacchetto azionario e da allora, nelle vesti di socio, ho iniziato un complesso percorso di esplorazione, fatta di contatti con i soggetti coinvolti e di approfondimento della situazione.

1.1          Obbiettivi

L’obbiettivo principale prevede la tutela degli interessi dei soci e con essa la verifica della presenza delle condizioni perché il progetto del porto possa essere effettivamente portato a termine.

Pur con le difficoltà date dalle scelte gestionali che hanno reso la vicenda molto poco trasparente, vedasi la mancata approvazione della situazione contabile chiusa al 31 dicembre 2017 e l’assenza di dati ufficiali riguardo all’attività portuale, tutti i soggetti da me contattati fino ad oggi, hanno espresso la forte convinzione che il progetto del porto di Cecina sia ancora attuale, sostenibile ed infine attuabile portando benefici al territorio circostante e quindi all’intera economia cecinese.

1.2          Posizione dei soggetti contattati

Proficui sono stati i contatti con i principali creditori della Porto spa così come con chi è interessato al progetto per poter sviluppare le proprie attività come quella cantieristica, turistica, commerciale e gestionale.

Il settore in assoluto meno attraente è risultato quello immobiliare. La perdurante crisi del settore determinata principalmente dal crollo delle valutazioni immobiliare a partire dal 2008, impedisce qualsiasi ottimismo per il comparto. A questa difficoltà si sovrappongono le esperienze fallimentari a noi vicine, ultima quella del progetto immobiliare del porto di Pisa che proprio in questi giorni è stato “battuto” all’asta inseguito al fallimento.

1.3          Debiti e mancata certificazione continuità aziendale

Debiti Porto spa estrapolati dai dati contabili

2013
24.852
2014
33.825
2015
37.139
2016
35.393
2017*
Oltre
31.000
2018

Ignoto
Dati in milioni Bilancio
non approvato

Dai dati desumibili dai prospetti dei bilanci passati della Porto spa e dal bilancio depositato l’anno scorso relativo all’esercizio 2017 (*non ancora approvato), la Porto spa evidenzia una leggera riduzione del debito complessivo a partire dal 2016 ma, contestualmente, i debiti a lungo termine sono arrivati a scadenza.

L’attuale crisi, evidenziata dalla società di revisione contabile con la mancata certificazione della continuità aziendale per il bilancio 2017, è stata causata dalla mancata rinegoziare delle scadenze dei debiti con gli istituiti di credito e con la mancata consegna ai soci compratori dei posti barca e auto.

1.4          Fiducia nella società

Agli interlocutori, preso atto delle loro affermazioni in merito alle possibilità di “salvare” la Porto spa, ho gioco forza dovuto chiedere a cosa fosse data la situazione di apparente stallo che prosegue da almeno due anni. Unanime o quasi la risposta:

 “abbiamo perso la fiducia, troppo promesse mancate, troppi lati oscuri, non ultimo l’annuncio della vendita del comparto terra alla Peverell. Vendita che non si è mai concretizzata in qualcosa di utile a proseguire i lavori del porto e anzi, ha fatto perdere più di due anni di tempo, aggravando di fatto la situazione della società.”

Nei colloqui è altresì emersa una fortissima preoccupazione in merito alla possibile attivazione di una qualsivoglia procedura concorsuale e/o peggio, fallimentare. Una tale ipotesi assolutamente non lontana dalla realtà stante l’assenza dei bilanci e la evidente crisi patrimoniale, è vista da tutti come nefasta. I creditori perderebbero il loro credito, i soci le azioni e tutti i soldi anticipati per i posti barca e i box auto ancora non rogitati. I fortunati che già hanno rogitato il posto barca vedrebbero “congelare” il loro investimento oltre al concreto rischio di veder peggiorare o azzerare i servizi portuali e infine, non meno importante, nei rogiti di vendita dei posti barca troviamo una clausola che rende i proprietari solidalmente responsabili pro quota per l’esecuzione delle opere compensatorie previste nella convenzione con il Comune di Cecina (opere dal valore di oltre 6 milioni di euro).

La situazione avrebbe così generato una diffusa sfiducia o “mancanza di fiducia” non tanto nel progetto, quanto piuttosto verso l’operato dell’attuale governance. Sfiducia nell’attuale governance della società che mina qualsivoglia ipotesi di ristrutturazione e studio di un nuovo piano strategico per lo sviluppo del porto. Negli affari la fiducia in un Consiglio di Amministrazione è elemento determinante e imprescindibile perché fornitori e istituti di credito collaborino al 100%. La mancata realizzazione dei tanti annunci di salvataggio, compreso il compromesso con la Peverell, stipulato nell’ormai lontano 2016 e che ad oggi non è corrisposto ad alcuna azione concreta, hanno totalmente esaurito la fiducia di chi si è avvicinato al progetto.

Per i motivi su esposti, condizione imprescindibile per iniziare un serio percorso di ristrutturazione e quindi aprire dei tavoli di trattativa con soggetti seri e dalle comprovate capacità patrimoniali, industriali e commerciali, è quella di un rinnovamento nel Consiglio di Amministrazione.

1.5          Piano di rilancio

Altro aspetto approfondito in queste ultime settimane, malgrado le difficoltà create dalla mancanza di dati ufficiali, è stata la effettiva possibilità di studiare un equilibrato e credibile piano di rilancio che preveda un adeguata ristrutturazione dei debiti concordato con gli istituti di credito, i creditori e i soci tutti. Piano che probabilmente vedrebbe la necessità di aprire il porto e la Porto spa verso l’esterno. Ricordiamo che ad oggi, il groviglio di lacciuoli creato fin dalle origini, lega i posti barca alla Porto spa, a sua volta legata al Circolo Nautico, in un vortice chiuso su sé stesso.

A fronte di un debito complessivo di circa 30 milioni di euro, malgrado che il comparto “a terra” sia da considerare attualmente come asset almeno parzialmente congelato, un serio piano di completamento del porto rivisto sulle possibilità e richieste del mercato attuale, aprirebbe la strada ad una vera e definitiva ristrutturazione con beneficio per tutti, a partire dai soci.

1.6          Messa in liquidazione vs aumento di capitale e situazione patrimoniale aggiornata

In queste ore abbiamo appreso che l’attuale Cda della Porto spa ha convocato finalmente l’assemblea dei soci. Purtroppo, all’ordine del giorno dell’assemblea convocata in forma “straordinaria”, risulta la
“presentazione della proposta di acquisto di rami di azienda costituenti l’attività di costruzione e gestione del porto e degli altri rami collegati.”
In poche parole, si chiede ai soci di autorizzare la vendita del patrimonio della Porto spa, una fase che normalmente si chiama LIQUIDAZIONE;

In alternativa, sempre in totale assenza di alcun bilancio o stato patrimoniale aggiornato, si propone ai soci di sottoscrivere un aumento di capitale da 30 milioni di euro.

Si pretende dunque che i soci consegnino nelle mani degli attuali manager una somma 10 volte superiore a quanto già versato, questo quando gli stessi manager hanno appena comunicato di “gettare la spugna” proponendo la sostanziale liquidazione e cessazione della società vendendo i rami d’azienda, ogni commento appare, purtroppo, superfluo.

Per quanto su esposto e in assenza di una situazione patrimoniale aggiornata, riteniamo che qualsivoglia proposta dell’attuale Consiglio di Amministrazione, anche alla luce dei recenti fallimenti, non abbia i presupposti per tutelare l’interesse dei soci né dei creditori attuali.

Riteniamo inoltre che nelle more del Consiglio di Amministrazione sia il Collegio Sindacale ad aver il dovere di aggiornare l’assemblea in merito alla situazione patrimoniale, situazione che è tenuto a conoscere in seguito all’obbligo delle verifiche periodiche tanto più quando si è in assenza di un bilancio approvato per mancata certificazione della continuità aziendale.

Al Collegio Sindacale spetta altresì segnalare all’assemblea dei soci l’operato degli amministratori quando questo non è conforme alle vigenti norme e non salvaguarda l’interesse dei soci e dei creditori.

1.7          Prospettive

Una situazione patrimoniale aggiornata è il primo tassello per dare il via, con un CdA rinnovato e che goda della fiducia degli istituti bancari e dei fornitori, ad un serio piano di rilancio del progetto e ristrutturazione delle posizioni debitorie. Preso atto dei debiti noti, tale piano agirebbe su un importo che non dovrebbe superare i 15 milioni di euro e vedrebbe coinvolti tutti, non solo i soci, riportando “in bonis” la Porto spa.

Alleghiamo un prospetto che è una ricostruzione approssimativa dell’ammontare dei debiti della Porto spa riferiti all’anno 2018 per quanto ci è dato conoscere.

Nei prossimi giorni vi informeremo sulle prossime iniziative tese a tutelare l’interesse dei soci.

Grazie per l’attenzione

A. Lucibello Piani

Prospetto indicativo dei debiti della Porto spa –  anno 2018

Debiti Diversi5 mil
Anticipi soci posti barca11 mil
Caparre soci posti auto5,5 mil
Sales4,5 mil
Compensi Amministratori0,7 mil
Debiti banche2,5 mil
Atri debiti banche4,1 mil
TOTALE33,3 mil

Capitale sociale attuale 3,8 milioni

A questi debiti vanno aggiunti quelli inerenti i lavori di messa in sicurezza del fiume previsti dalla convenzione con il Comune.

Come si evince dai dati, i più grandi creditori, sono i soci stessi …

2 pensieri su “Porto spa, ombre e luci”

  1. È una cosa indecente, convocare un’assemblea per mettere al corrente i soci di proposte di acquisto (spezzatino a parte) in alternativa, quasi minacciare i soci di chiedendo di fare un aumento di capitale di 31 milioni di Euro, ( 8 volte quello attuale), senza mettere al corrente i soci degli ultimi 2 bilanci 2017 e il 2018. Per ben 2 volte questa assemblea era stata rinviata, per approvare il bilancio, in questa convocazione non è nemmeno all’ordine del giorno?
    Ma vi sembra un atteggiamento equilibrato?

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