Melosi: questo concordato ci regalerà altri guai
Abbiamo nuovamente intervistato il socio Mauro Melosi che, come altre volte ha dimostrato, esprime le sue sensazioni senza tergiversare …
Domanda
Melosi buona sera, abbiamo ritenuto fosse il momento di disturbarla per sentire la sua opinione sull’evoluzione della crisi della Porto spa.
Risposta
Intanto grazie a Voi per concedere un po’ di spazio “pubblico” per i miei pensieri che spero possano essere da stimolo a tanti altri soci per meglio comprendere la situazione. Sono trascorsi due mesi dalla mia prima intervista e nel frattempo ho approfondito la mia conoscenza della situazione.
Oltre ricostruire quanto successo nel passato ho accuratamente esaminato la proposta di Concordato depositata presso il Tribunale di Livorno.
D.
Cosa ci racconta di interessante in merito questo suo approfondimento.
R.
Sono molti gli argomenti che ritengo meritino una riflessione critica.
Ammesso e non concesso che prima di presentarlo il CDA abbia esaminato approfonditamente e non superficialmente la possibilità di trovare nuovi finanziatori che consentissero di rilevare le ipoteche, suppongo che in quella fase ci siano stati contatti diretti tra la Sales ed il neoeletto CDA.
Per quanto ho potuto ricostruire, l’amministratore di Sales spa, l’avv. Zambernardi, avrebbe manifestato la volontà di non proporsi come assuntore unico, ribadendo che restava disponibile a valutare un intervento a condizione che fossero chiarite alcune vicende oscure ereditate dalle passate gestioni.
Posso immaginare che per la Sales rilevare la parte demaniale con la relativa concessione sia nella natura della loro attività.
D.
Queste sue considerazioni comportato una qualche critica ha chi ha condotto la strategia fino ad oggi?
R.
Io mi faccio semplicemente alcune domande:
-sono state valutate bene e a fondo tutte le possibilità per poter mantenere nelle mani della Società almeno una parte del porto studiando un piano che portasse ad una vendita di alcuni assets?
-è’ stato individuato un elenco dettagliato dei costi e delle risorse necessarie occorrenti per conseguire tale obiettivo?
-il CDA si è posto il problema di immaginarsi come partner guida di un’associazione d’imprese per acquisire il porto lasciandolo, anche se diviso, in mano ad un gruppo di imprenditori/soci invece di rischiare di vederlo finire in fallimento e nella miglior ipotesi cadere nelle mani di uno squalo che spadroneggerà a suo piacimento su tutto e su tutti?
-è stata valutata l’ipotesi di acquisire la darsena aprendo la strada, dopo la rinuncia allo sciagurato progetto MILIOTTI, per individuare un’area dove ricoverare le imbarcazioni minori mantenendo lo spirito sociale presente all’inizio del progetto e creando una possibile convivenza tra proprietarie e membri del CNFC.
D.
A queste domande si è dato una risposta?
R.
Alcuni di noi hanno fatto delle ipotesi che dimostrano come queste strade sarebbero percorribile se tutti, a partire dai membri del CDA, fossero seriamente intenzionati a percorrerle.
Allora mi chiedo:
PERCHE’ SI È OPTATO PER IL CONCORDATO senza alcuna proposta alternativa?
D.
Passiamo alla proposta di concordato, cosa ne pensa?
R.
Mi sono preso tutto il tempo necessario per esaminarlo; si prevede di vendere tutto il porto a circa 20 milioni dandosi 3 anni di tempo per trovare chi compra.
Se nei tre anni non si trova chi spende almeno 20 milioni, fatto per me scontato alla luce anche delle recenti vendite svanite, si passerà al fallimento in quanto la perizia presentata dalla nostra stessa società non consente di poter ridurre il prezzo a cifre più ragionevoli.
D.
Oltre alla questione del “prezzo”, c’è qualcosa altro che non la convince?
R.
Altroché se c’è!
I creditori sono stati suddivisi in ben 7 classi.
Nella classe 6, ad esempio, compaiono ancora gli esponenti del vecchio CdA che, malgrado la gestione disastrosa e i danni arrecati non hanno neanche avvertito il dovere morale di rinunciare ai loro compensi;
Nella classe 7 viene riconosciuta la possibilità di rogitare il posto barca prenotato. Qui si raggiunge l’assurdo che si comprende sia i promissari acquirenti SOLVENTI, ossia coloro che hanno versato tutte le rate, che tutti gli altri furbetti INSOLVENTI che al contrario hanno versato poco o niente;
È innegabile che anche la condotta di questi soci che non hanno mantenuto gli impegni finanziari presi abbia concorso all’attuale crisi finanziari. Adesso vengono addirittura ASSURDAMENTE PREMIATI con la possibilità di rogitare.
Questa benevolenza nei confronti degli insolventi mi appare estremamente scandalosa anche in considerazione del fatto che se il vecchio CDA avesse esercitato quanto previsto nei compromessi, ossia l’esclusione per inadempimento con trattenimento degli eventuali acconti versati, questi signori non sarebbero neanche stati presenti nel concordato.
D.
Si è fatto un’idea del perché di queste scelte?
R.
No, non ho un’idea precisa sul perché ma ho fatto un ragionamento al contrario.
Mi son chiesto: A CHI POTREBBE SERVIRE QUESTO CONCORDATO?
Non certamente ai proprietari che con i loro regolari pagamenti hanno consentito di raggiungere l’attuale stato di costruzione del porto e ora si ritrovano con il loro investimento svalutato, impossibilitati a venderlo, esposti al debito rispetto della convenzione con il Comune. Poi abbiamo i gravi rischi derivanti dal fatto che il porto NON E’ IN SICUREZZA, ed è soggetto agli effetti deleteri derivanti dalle possibili calamità naturali oggi sempre più frequenti e pesanti.
Questa proposta concordataria non serve neanche ai promissari acquirenti solventi ed a tutti i creditori che vedono allontanarsi di 3 anni una soluzione che con un pizzico di buon senso si può già dire non arriverà.
D.
Quindi, chi potrebbe avere interesse a trascinare in lungo la vicenda?
R.
Non mi resta che fare delle ipotesi guardando a chi potrebbe beneficiarne:
– i PROMISSARI ACQUIRENTI INSOLVENTI ad esempio;
– i PROFESSORI E CONSULENTI lautamente pagati dal CDA per stendere e seguire il concordato;
– i COMPONENTI DEL VECCHIO CDA che attraverso la prescrizione che maturerà nel lungo tempo dove nulla succederà, eviteranno ogni possibile AZIONE DI RESPONSABILITÀ nei loro confronti per lo stato di crisi creatosi nella loro passata gestione.
Tengo anche a far rilevare che i vecchi membri presenti nell’attuale CDA, oltre a non rinunciare ai crediti loro spettanti nella famigerata classe 6, continueranno a percepire, a differenza dei consiglieri neoeletti che vi hanno rinunciato, i compensi derivanti dalla loro carica.
D.
Cosa suggerisce a questo punto?
R.
Qualora a gennaio l’assemblea dei creditori bocciasse l’attuale proposta, ritengo probabile che nascano ricorsi legali contro chi ha portato la società in queste condizioni e ha infine ha proposto questo inconsistente concordato. A questo punto, anche i consiglieri neoeletti sarebbero chiamati in causa. Per questo invito costoro a distinguersi cercando una soluzione che salvi la Società nell’interesse dei creditori, dei soci e della comunità di Cecina, garantendo così che le ricadute economiche del porto, restino sul territorio.
D.
Da quanto ci dice, lei è pessimista su tutti i fronti?
R.
SI, allo stato delle cose non posso che essere pessimista.
Servirebbe uno slancio di volontà nel perseguire gli intenti per i quali questi consiglieri erano stati eletti.
Gli amministratori dovrebbero impegnarsi seriamente e con competenza nell’unico percorso che oggi possa salvare qualcosa di quanto costruito fino ad ora.
RITIRARE IMMEDIATAMENTE IL CONCORDATO, privo di qualsiasi possibilità di successo, ricercare nuovi capitali per togliere subito le ipoteche, far rogitare chi né ha diritto, riprendere i lavori e quindi le vendite dei posti barca disponibili mettendo così in sicurezza il porto. Queste sono le tappe di un percorso che era ed è ancora fattibile se l’obbiettivo è quello di salvare il porto e non altro.
Questi dovrebbero essere i punti cardine e obbiettivo del CdA.
Se ritengano di non essere all’altezza per portare avanti questo difficile compito, buon senso dice che dovrebbero DIMETTERSI lasciando il compito a d altri soggetti con le giuste competenze.
Melosi la ringraziamo nuovamente per le sue puntuali osservazioni e per il tempo che ci ha dedicato e restiamo a disposizione qualora avesse notizie o informazioni utili ai tanti soci coinvolti in questa vicenda.