Riceviamo la richiesta di Mauro Melosi di precisare meglio le sue recenti dichiarazioni apparse su Il Tirreno e come sempre fatto con tutti coloro che hanno chiesto di essere inseriti nel nostro sito lo abbiamo fatto. Buona lettura.

Melosi buona sera, qual buon vento la spinge a voler tornare sul tema del porto a pochi giorni dalla sua intervista pubblicata dal Il Tirreno?

Vorrei rendere più chiari, a chi avrà la pazienza di leggermi, i motivi che mi hanno spinto a denunciare sul Tirreno dello scorso 1/11 la cattiva gestione economica attuata dal CDA e prima di tutto Le chiedo di pubblicare la versione integrale delle mie dichiarazioni per la parte omessa:

“Desidero inoltre far rilevare ai Magistrati che stanno gestendo il Concordato che si apprestano a sentenziare, che ci sono fatti di recente accadimento relativi a situazioni anomale che potrebbero individuare altre possibili cause del dissesto che ha condotto la Porto di Cecina SPA all’attuale stato di precarietà. Mi riferisco a vari sospetti già in passato circolati tra la banchine, in merito a particolari trattamenti riservati ad alcuni soci, che adesso ad esempio emergono ufficialmente nel comunicato messo in data 30/09/2022 dalla Cecina Servizi Portuali SRL, dove si preannuncia un possibile aumento delle tariffe di ormeggio per il 2023. In tale documento, l’emittente riconosce che il trattamento di favore riservato ai promissari acquirenti, fino ad oggi identico a quello previsto per i proprietari, sarà rivisto “per ragioni di equità e di proporre una soluzione al riguardo” che preveda un calibrato aumento. In tal modo la Dirigenza del vecchio e nuovo CDA della Porto di Cecina SPA e della Cecina Servizi Portuali, si sono assunti l’onere di aver perso per circa dieci anni maggiori introiti nelle casse della Società e per questo, io ritengo che su tale aspetto la Magistratura dovrebbe anche accertare se ci sono gli estremi per ravvisare eventuali responsabilità da perseguire.” 

Bene Melosi, cerchiamo di capire, ha avuto contatti con la attuale dirigenza della Porto spa?

Tutto questo nasce da una mia email del 5 ottobre inviata al Presidente della Cecina Servizi Portuali, l’Ing. Scali, a seguito della sua comunicazione del 30/9 dove mi rifiutavo di pagare l’aumento del 15% sulla tariffa di ormeggio finché non si fosse totalmente recuperato il credito di 250.000 euro iscritto a bilancio 2021 e a mio giudizio probabilmente, almeno in parte, imputabile a TRATTAMENTI PARTICOLARI riservati ad alcuni soci che occupano posti barca della SPA.
Per l’occasione chiedevo che fosse stilato e reso noto un elenco dei morosi con le loro motivazioni e con l’evidenza delle azioni intraprese per il recupero del credito, cose queste DEL TUTTO NORMALI SE CI FOSSE UN AMMINISTRATORE che applicasse le normali regole di gestione previste per un CONDOMINO.
La risposta ricevuta fu che non ci sono accordi particolari né ci sono state compensazioni (falsità dimostrabile), che sono in corso valutazioni legali per il recupero del credito e che comunque per MOTIVI DI RISERVATEZZA, non è possibile dare informazioni di questo tipo.
Contestai subito tale risposta ed ottenni un incontro con L’Ing. Scali dove, per spirito di collaborazione, chiesi di compilare almeno un elenco ANONIMO delle situazioni di morosità e di coloro che occupano STABILMENTE posti barca SENZA ESSERNE PROPRIETARI pagando la stessa tariffa ridotta riservata ai proprietari.
chiesi anche di stilare un crono programma per arrivare alla nomina di un Amministratore condominiale che assicurasse quella TRASPARENZA promessa dal CDA al momento della loro elezione e poi mai attuata.
Mi fu risposto che sugli IMPORTANTI problemi sollevati, il CDA avrebbe preso una posizione.
E la “posizione” fu quella poi letta nelle comunicazione al Comitato Proprietari dove si afferma che la gestione contabile attuata è per loro corretta e che la nomina di un Amministratore avverrà solo a porto ultimato, cioè non si sa quando.
E’ a questo punto che mi sono chiesto : perché tutta questa reticenza ?
Non è che magari possono essere veritiere le voci che da tempo circolano sul fatto che alcuni ex ed attuali membri del CDA godono anch’essi di questi particolari trattamenti sulla occupazione, addirittura con subaffitto, di posti barca così come i rogitanti e forse anche alcuni semplici iscritti al CNFC?
Ed è allora che, prendendo spunto da quanto dichiarato nella comunicazione CSP del 30/9, ho deciso di denunciare il tutto sul giornale.

Ci sono altre azioni che intende perseguire visto la “reticenza” dell’attuale governance del porto?

Colgo l’occasione per ufficializzare che insieme ad altri proprietari ed un legale, stiamo verificando la procedura per inoltrare al Tribunale l’imposizione alla SPA di ufficializzare il nome dell’Amministratore di condominio come previsto dal regolamento provvisorio inserito nei rogiti. Questa ed altre azioni atte a tutelare il nostro investimento diventano irrinunciabili vista la situazione.

Grazie Melosi, direi che è stato chiaro, altro da aggiungere prima di chiudere?

Mi permetto quindi di invitare il CDA a fare chiarezza prima che qualcuno glielo imponga con conseguenze peggiori.

 

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