Crisi porto: aumentano gli affitti
Arriva il regalo di Natale
La notizia si è diffusa rapidamente tra chi ha un posto barca in affitto al porto di Cecina: aumentano le tariffe.
Sembra che la comunicazione non sia ancora arrivata a tutti. Qualcuno lo ha saputo in via informale a voce, ad altri è già arrivata comunicazione scritta.
L’aumento si aggira intorno al 10%.
Lo sconcerto tra chi ha il posto barca in affitto è tanto, sopratutto per le tempistiche della comunicazione.
L’anno scorso i contratti annuali sono stati tutti unificati con scadenza al 31 dicembre con la scusa che la fantomatica Acefold Service Company Ltd dei russo-americani comprava il porto e ci sarebbe stato un subentro dei “nuovi proprietari”.
Tra le lamentele emerge che la comunicazione dell’aumento arriva proprio a ridosso del rinnovo e in pieno inverno, quando le barche è difficile spostarle.
Una mossa del CdA della Porto di Cecina che viene letta da molti come altamente scorretta e certo non aiuta a migliorare l’immagine del porto e di come è attualmente gestito.
Gli utenti rilevano che i servizi in questi anni sono rimasti gli stessi per non dire che sono diminuiti con la crisi della società e i lavori di costruzione del porto non sono mai ripresi lasciando per anni, tutti, in un area di cantiere.
Le lamentele si alzano forti.
Anche le nuove modalità di pagamento destano molti dubbi, sopratutto viste le condizioni in cui versa la società.
L’aumento del 10% prevede il pagamento anticipato del 50% del canone annuo entro il 15 dicembre con il saldo integrale in primavera.
Se vi fosse una vendita o se la società non fosse più in grado di garantire i servizi minimi essenziali, chi ha già pagato con tanto di aumento si troverebbe in una situazione sgradevole.
Per questi motivi non sono pochi coloro che propongono di pagare la stessa quota dell’anno scorso contestando l’aumento.
Ma quali possono essere i motivi di un aumento delle tariffe annunciato a sorpresa e a ridosso dei rinnovi?
Le casse della Porto di Cecina spa sono drammaticamente vuote.
Il bilancio del 2019 conferma le tensioni finanziarie e la mancanza della continuità aziendale che da tre anni emerge dalle relazioni dei controllori (Revisori e Sindaci). A questo sommiamo che la Porto di Cecina ha dovuto pagare un’altro anno di interessi alle banche (siamo a fine 2020) e non è stata in grado di rinegoziare ne le esposizioni bancarie ne quelle con i fornitori e la vendita annuniciata è sfumata senza alcuna spiegazione da chi l’aveva architettata (Matteoli).
In conclusione tutte le mosse attuate dall’attuale CdA della Porto di Cecina negli ultimi anni, hanno avuto l’esito di una strambata sbagliata.
Le nuove risorse per tenere a galla la barca almeno nelle spese quotidiane vengono ora chieste agli “inquilini”.
Se la mossa può essere considerata sensata e forse anche l’unica rimasta a questo CdA per pagare i costi operativi ed evitare ulteriori contenziosi è imbarazzante che i “clienti” vengano omaggiati di un regalo natalizio senza alcun preavviso.
Basterà questo aumento a chi paga l’affitto del posto barca per dare nuovo ossigeno all’attuale gestione?
Come prossima tappa della “spremitura” alla ricerca di soldi non restano che i proprietari dei posti barca … preparatevi … o cambiate timoniere!