Oggi è il giorno dopo l’assemblea dei soci che ha segnato una svolta importante per il porto di Cecina: inizia un’epoca nuova.

Spazzati via

Tutti i racconti propinati ai soci negli ultimi anni da Matteoli, sono stati spazzati via dalle stesse parole del Presidente Salvatori.
Dall’albergo a 5 stelle alle villette sui moli. Dai russo americani ciprioti svizzeri alle società dai fantasiosi nomi come Peverel e Acefold. Entrambe erano prive di consistenze patrimoniali tali da rendere le proposte almeno un minimo credibili, ma loro ci hanno creduto.

Spiegazione: la pandemia. Non ci crede più nessuno al di fuori del vecchio CdA.

Acefold e la caparra

Nel CdA ammettono di capire solo a giugno che non c’è un vero interesse a concludere da parte della Acefold.
Questi, invece di firmare il definitivo, iniziano a contestare diverse inadempienze alla stessa Porto spa. Viene quindi siglato un accordo finale.
Scadenza: marzo di quest’anno.
Decadrà ogni reciproco impegno: tutti liberi senza pretese reciproche. La fideiussione da due milioni di euro era comunque già scaduta.
La vicenda si conclude con qualcosa di molto simile ad un “abbiamo scherzato ed è stato bello finche ha funzionato” (vedi cecinapapers.com).

I quaquaraquà

L’ex presidente Matteoli nel suo intervento ci definisce “quaquaraquà”. Il tanto tempo che ci dedica dei pochi minuti che ha a disposizione, testimoniano quanto il nostro lavoro certosino abbia colpito nel segno. La sentenza del Giudice di Livorno ha certificato quanto siano vere le cose che abbiamo scritto e che non si possono cancellare solo perché lui non vuole siano rese note.
Abbiamo indagato e informato giorno per giorno i soci di tutti i dubbi che emergevano.
Abbiamo continuato a porre semplici domande di buon senso. Lui ha continuato a non rispondere e nascondere i fatti.
Se noi siamo dei quaquaraquà, come definire chi ha portato la Porto di Cecina spa al quasi fallimento raccontando che tutto era a posto e ha cercato invano di farci zittire persino da un giudice?

La situazione adesso

Alla fine, è sempre e solo una questione di punti di vista, i fatti però restano inequivocabili.

La procedura di concordato, in attesa di essere accettata dal Tribunale, data 12 Gennaio.
Da questa data decorrono i 180 giorni, termine massimo per depositare il piano di risanamento ancora da predisporre.
Con i termini feriali del Tribunale potremo slittare a settembre.

Il bilancio chiuso al 31 dicembre 2019 approvato dai consiglieri in carica un anno fa e che non hanno mai cambiato malgrado gli inviti degli organi di controllo è stato ritirato per essere rinviato ad altra assemblea.

Perché?
Serve certificare i valori degli attivi data la mancata continuità aziendale e hanno informato di aver incaricato un perito per farlo. (Tempestivi?!)

Sui 13 milioni di euro versati dai soci che attendono da anni di rogitare, non sono state ancora indicate soluzioni o idee

A gennaio 2021 è successo qualcosa che non ha più permesso ulteriori rinvii: le banche hanno avviato le procedure per recuperare i loro crediti “incagliati” ormai da oltre 4 anni.
La notizia, sia chiaro, è che le banche hanno aspettato 4 anni e non che si siano mosse!

Da agosto a dicembre 2019, viene svelata una trattativa sulla falsariga di quella Acefold con un gruppo pistoiese. Trattativa che naufraga a dicembre quando si percepisce che la situazione con le banche sta precipitando.  Il racconto che non collima con la nota per cui con Acefold gli impegni scadono questo marzo.  Il nuovo CdA farà chiarezza.

Le votazioni

Sconfitti i vecchi amministratori a partire da Matteoli, il candidato rimasto “nascosto”.
La sua difesa: non essersi comportato da padre padrone del porto. Tutti gli atti, dice, sono sempre stati approvati all’unanimità da un cda composto da sette membri e se il porto c’è, è merito solo suo. La tesi questa volta ammaglia troppi pochi soci.

Insieme a Matteoli, spariscono dal CdA Gorgone, Secci, Topini, Guideri.
Confermati solo Masoni e Salvatori, gli artefici del ribaltone.

Eletti 5 nuovi consiglieri: De Ferrari, Scali, Giannetti, Volterrani, Artabano.

Il presidente sarà eletto dal nuovo CdA e saranno distribuite le deleghe (fino a ieri concentrate nelle mani del solo Matteoli).

Impegni

Confermiamo l’augurio di buon lavoro a tutti i neo eletti.
Soprattutto se manterranno fede all’impegno, ribadito in assemblea, di agire con più trasparenza di quanto successo fino ad oggi e di aggiornare regolarmente sui fatti rilevanti. Condivisone e lavoro collettivo sono sempre ottimi ingredienti per risolvere problemi.

Se così sarà, potremo finalmente sospendere l’attività di soci-portodicecina.it!

Sales

Interviene a sorpresa l’Avv. Zambernardi (Sales) invitato dal Presidente Salvadori.
Dalla sua viva voce arriva la conferma che gli ultimi avvenimenti hanno permesso di riallacciare i rapporti interrotti da anni tra le due società.
Un primo passo per il ritorno all’auspicata normalità e all’avvio del percorso per un serio piano di risanamento.

Recuperare il tempo perso

Era la fine del 2018 quando abbiamo iniziato a scavare sulla vicenda e raccontare i tanti fatti “non detti” della vicenda del porto. La prima era l’anomalia della figura del padre padrone Matteoli. Già allora si percepiva come fosse un ostacolo per una risoluzione della crisi.

I filmati degli incontri pubblici organizzati da noi sul tema della nautica toscana sono ancora attuali e sono in bella vista sulla destra del nostro sito.

Siamo arrivati all’inizio del 2021, due anni gettati all’ortiche. Serve fare in 6 mesi quello che non è stato fatto in 2 anni.

Ai nuovi consiglieri deve essere concessa  la giusta fiducia con un obbiettivo: ribaltare le sorti avverse, con proposte serie e credibili.

In bocca al lupo!

Ora serve rimboccarsi le maniche.

I soci e tutta Cecina attendono buone nuove!

1 ha pensato a “Ritorno alla normalità …”

  1. Forza nuovo gruppo , avanti a tutta forza. Emilio salvatori potevi esse venuto prima , porca miseria. L’ ultras pescatori sono con voi⛴

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