Il punto della situazione sul porto che nessuno compra …

1

Ad oggi la situazione è questa, nessun compratore si è fatto avanti alle condizioni descritte nella proposta di concordato.

A questo punto i creditori dovranno decidere se accettare la proposta di concordato senza l’elemento essenziale : ossia senza avere la certezza di sapere quanto recuperano del loro credito.

Le procedure concorsuali sono previste dal sistema per permettere al debitore di uscire dalla crisi aziendale e finanziaria saldando al creditore l’importo più alto possibile, quale esso sia.

L’assurdità della attuale situazione della Porto di Cecina spa si evidenzia già dalle premesse del concordato: alla maggior parte dei creditori si indica un riparto del credito pari al 100%, in pratica nessuna perdita, come se non ci trovassimo in una crisi aziendale.

Se veramente fosse così, se i numeri indicati nel concordato fossero economicamente sostenibili e interessanti per un compratore, perché questo soggetto ad oggi non si è ancora fatto avanti? Mistero che verrà svelato nei prossimi mesi ( o anni).

Come ben spiegato nell’articolo del Tirreno sotto riportato, se la proposta concordataria sarà approvata, si apriranno le aste di vendita partendo da quei 20 milioni oggi necessari per pagare al 100% i creditori.

Da li il prezzo scenderà di volta in volta fino a trovare chi è interessato ad offrire qualcosa per comprarsi il porto da finire.

Analizzando altre situazioni simili (porti turistici falliti), è difficile pensare ad una cifra più alta di 4/5 milioni di euro. Da questa sarà necessario detrarre i costi della procedura ed è quindi facile prevedere che ai creditori non resterà che spartirsi una cifra più vicina al 20% del loro credito che al 100% come promesso oggi.

Da un ricevere il 100% ad una decurtazione del 80% il passo è solo questione di tempo.

Nel mentre restano aperte tutte le questioni legate agli atti autorizzativi e alle inadempienze accumulate in questi anni: argini fiume Cecina e ponte di Marina in primis. Il porto, si sa, non è finito. Servono altre decine di milioni di euro per finirlo e sopratutto servono atti autorizzativi validi, atti che oggi (vedi VIA scaduta) non garantiscono chi compra.

Il Sindaco di Cecina, nel suo compito di tutelare la parte pubblica e l’interesse collettivo, il 23 dicembre scorso ha fatto approvare un ordine del giorno al Consiglio Comunale (148/2021) in cui vengono messi tre punti come condizione imprescindibile per non avviare una procedura di recesso dalla convenzione:

 

1 ha pensato a “Il punto della situazione sul porto che nessuno compra …”

  1. Mi sono battuto a lungo nel chiedere a proprietari,rogitanti e CDA di impegnarsi e compattarsi per trovare una soluzione “interna” che evitasse il fallimento ; tutto inutilmente. A questo punto se l’offerta massima che possiamo attenderci è di 5 milioni, ritengo che, pur con grande dispiacere nei confronti di tutti i creditori che in tale ipotesi sarebbero pesantemente falcidiati, nel caso che una tale offerta venisse presentata dovrebbe essere necessariamente accolta per evitare un lungo inutile e penoso strascico dell’ iter fallimentare che ci manterrebbe comunque esposti ai rischi di un porto non in sicurezza.

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.