Domani è il giorno dell’adunanza dei creditori … a questa è demandata l’approvazione della proposta concordataria presentata dalla Porto di Cecina spa. Il voto si potrà esprimere in presenza ma l’esito si conoscerà solo tra 20 giorni dato che per tutto questo periodo si potrà votare anche per corrispondenza.

L’attuale proposta, unica sul tavolo, prevede il pagamento quasi integrale a tutti i creditori e proprio su questo aspetto i proponenti sperano di far breccia tra i votanti.
L’aspetto inquietante è che per pagare i debiti secondo quanto indicato, servono almeno 20 milioni di euro, come averli? §
Vendendo gli assets … è la risposta che si legge nel concordato.
Quindi serve andare alla ricerca di altri fantomatici investitori che ad oggi nessuno ha trovato. Investitori disposti a pagare 20 milioni per aggiudicarsi la concessione e gli eventuali altri assets e poi disposti ad investire altre decine di milioni per concludere la costruzione del porto, adempiere agli obblighi delle opere di compensazione  e risolvere le miriadi di piccoli e grandi problemi gestionali legati ad un progetto estremamente complesso. Difficile o meglio, improbabile!

Se il concordato fosse approvato, si avvierebbe dunque una procedura di vendita al miglior offerente. Procedura che, ad oggi, in congruenza con situazioni simili di altri porti falliti, sarebbe di pagare non più di 4/5 milioni di euro per la concessione provocando la riduzione del rimborso ai creditori a non più del 20-25% dei crediti… sempre che nel mentre non venga revocata la concessione a causa delle tante inadempienze da parte della Porto di Cecina spa.

Se il concordato non fosse approvato, espletate le formalità di rito e non trovando finanziatori, la Porto Spa non avrebbe altra strada che presentare essa stessa istanza di fallimento.

La conclusione è che se non è zuppa, è pan bagnato, dove ti giri ti giri … la situazione non ha soluzioni rapide ne indolori.

Curiosità da più parti su come si esprimerà il Comune di Cecina e la Sales … il Sindaco di Cecina si era già espresso in modo chiaro e con tanto di ODG approvato dal Consiglio Comunale in cui si afferma che in assenza di un compratore manifesto, il Concordato sarebbe stato respinto.

Domani sapremo qualche cosa in più ….

1 ha pensato a “Si vota … ma se non è zuppa, è pan bagnato!”

  1. Nessuno comprerà a 20 milioni, né ora né tanto meno fra 3 anni vista la situazione economica italiana e mondiale sempre più in peggioramento. Approvare il concordato, significa solamente prolungare e peggiorare l’agonia del porto, quindi meglio il fallimento subito con la speranza che la cordata Sales – Inmar, magari integrata con il contributo finanziario di un gruppo di proprietari e rogitanti, riesca rapidamente a fare un’offerta soddisfacente che tuteli i soci azionisti partecipanti all’acquisto del porto e rilanci il suo completamento garantendo l’occupazione del personale e offrendo agli altri creditori che saranno falcidiati, un patto di collaborazione su lavori e forniture future.

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