Si è svolta stamane, come previsto, l’adunanza dei creditori per esprimere il voto sulla proposta concordataria presentata dalla Porto di Cecina spa. In base ai voti espressi, il Giudice Pastorelli ha preso atto che non si sono raggiunti i quorum richiesti ne per approvare ne per respingere la proposta. Il voto dunque prosegue per corrispondenza per 20 giorni da oggi.

Le uniche notizie rilevanti emerse nel corso della riunioni sono:

1.) l’assenza di un qualsivoglia rappresentante del Comune di Cecina;

2.) il voto contrario espresso della Sales, uno dei maggiori creditori, che è stato lungamente motivato con documenti depositati agli atti e che proveremo a recuperare;

3.) la contestazione, di non poco conto, ancora non sciolta dal Giudice in via definitiva sul diritto di voto dei creditori delle classi 1, 2, 4 e 7 (quindi anche dei rogitanti). La questione sarà affrontata definitivamente in sede di eventuale omologa del concordato (quindi solo se sarà raggiunta la maggioranza necessaria) nel mentre il loro voto è calcolato.

Il Giudice ha altresì ricordato che il totale dei crediti ammessi al voto ammonta ad € 24.973.668,84 e che, pertanto, la proposta di concordato presentata dalla PORTO DI CECINA S.P.A. risulterà approvata ove raccolga un numero di voti favorevoli che rappresentino, nel loro insieme, l’importo di € 12.486.835,12, a condizione, però, che la maggioranza sia raggiunta in almeno quattro delle sette classi.

Quindi perché il concordato sia approvato dai creditori serviranno contemporaneamente due condizioni: il voto favorevole di creditori rappresentanti complessivamente almeno 12.486.835 euro e la maggioranza di voti favorevoli in quattro delle sette classi.

 

2 pensieri su “Adunanza dei Creditori: ancora un nulla di fatto”

  1. Qualcosa di concreto secondo me c’è. La Sales ha preso una posizione chiara dichiarandosi contraria al concordato e assumendosì così la responsabilità dell’eventuale fallimento. La INMAR ha presentato ufficialmente una dichiarazione d’interesse per l’acquisto del porto e tutti sappiamo chi la affiancherebbe nell’operazione. Il Comune si è politicamente eclissato per non prendere quella posizione contraria al concordato già comunque in precedenza dichiarata.Quindi ci sono evidenti i primi segnali di una manovra di cui da tempo sentivamo parlare che prevedeva un acquisto non certo conforme alle condizioni del concordato. Ora io mi auspico che nel periodo che ci separa dall’omologa, gli attori interessati,anche coinvolgendo altri possibili finanziatori, mettano a punto una proposta che possa soddisfare al massimo le aspettative di tutti i creditori rogitanti solventi compresi.

  2. Mauro grazie per i tuoi sempre interessanti contributi … da parte mia posso solo sottolineare che ad oggi nessuna offerta, bella o brutta, è stata resa pubblica … e trattandosi di un bene in parte pubblico e comunque di interesse diffuso … mi aspetto una trasparenza quanto mai ampia!

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