Offerta Setha – dalla GB notizie poco rassicuranti
Sono passati solo pochi giorni dall’annunciata risoluzione della crisi della Porto di Cecina spa con l’annuncio dell’arrivo dell’offerta della Setha Ltd e già affiorano dubbi e timori di ritrovarsi con l’ennesimo pugno di mosche in mano.
Già il Tirreno, pochi giorni dopo, rilanciava la notizia evidenziando qualche dubbio e su come tocchi alla procedura verificare la solidità dell’offerta e la coerenza della stessa con il concordato in essere. In effetti la vendita del comparto doveva concludersi entro il 30 giugno (oggi), mentre il pagamento ai creditori del concordato doveva concludersi entro fine anno. Nei tempi previsti dal percorso omologato dal Tribunale, il concordato non è riuscito ad ottenere nessuna offerta irrevocabile d’acquisto. L’unica soggetto che, pur oltre i tempi, avrebbe fatto un offerta compatibile con la cifra richiesta dal concordato è la Setha Ltd , società di diritto inglese ma gestita da italiani con diversi interessi in Italia.
Ricordiamo che il concordato prevedeva la vendita per un importo di almeno 19,4 milioni di euro degli assets della Porto di Cecina spa nello stato di fatto in cui versano oggi.
La Setha Ltd è società con uno spessore ben differente dalle società con soci “sconosciuti” posti in sedi off shore come la Acefoldt e la Peverel di cui tutti ci ricordiamo l’esito delle fantomatiche trattative. Pur tuttavia resta che la Setha Ltd non è società nota per operare nel settore della nautica. Detto questo, dalle prime verifiche presso la Camera di Commercio Inglese emergono alcuni aspetti poco rassicuranti.
La situazione patrimoniale
Il primo aspetto emerso riguarda la capacità patrimoniale della Setha Ltd.
Dai dati del bilancio 2023, la Setha possiede un patrimonio netto pari a poco meno di 700mila Sterline. Un po pochino per garantire i 20 milioni di euro necessari a siglare l’acquisto del porto di Cecina (senza considerare i milioni necessari per portare a termine il progetto). Il dato non è una sorpresa considerando che società come la Setha sono composti da professionisti e non necessariamente da investitori. Queste società si occupano per conto di altri di tutte le procedure burocratiche e della costruzione degli immobili che poi, una volta pronti, vengono formalmente trasferite al reale acquirente al prezzo concordato con la Setha ad inizio operazione.
Resta alquanto poco rassicurante che non si abbia notizia di alcuna garanzia rilasciata dalla Setha in merito alla sua proposta di acquisto (esiste un reale compratore?). Proposta definita irrevocabile ma condizionata a certe condizioni che non dipendono ne dalla Porto di Cecina spa ne dal Tribunale. Pur trattandosi di una trattativa privata , quests offerta tardiva e condizionata, appare alquanto distorsiva della procedura di concordato in cui il bene è offerto a tutti alle stesse condizioni (qui le condizioni, perché la vendita possa andare in porto, devono cambiare).
Evidenziati questi primi dubbi che solo il Cda della Porto di Cecina spa potrebbe dirimere, Cda ad oggi stranamente silente (la notizia dell’offerta è stata data dal Comune di Cecina, soggetto non coinvolto nel concordato), la notizia recuperata dalla camera di commercio inglese che ha fatto suonare l’allarme è un altra.
L’insolvenza
Risale al 5 aprile scorso l’iscrizione di un caso di insolvenza da parte della Setha Canterbury LTD, la società veicolo impegnata in un complesso ed importante recupero edilizio a Canterburry.

Come confermato da alcune dichiarazioni di stampa del presidente della Setha LTD Manuel Alsoni. La crisi del progetto di Canterbury è reale essendo scaduto un debito di milioni di sterline ma Alsoni ritiene ci siano ancora i margini per risolverla. In effetti il debito scaduto e non rimborsato che ha portato all’amministrazione controllata non riguarda la capogruppo ma la società veicolo.

Riassumendo
Ad oggi, nessuno soggetto operante nel mondo dei porti turistici, ha presentato un offerta per rilevare il porto di Cecina a 20 milioni di euro, come richiesto nel concordato.
Ad oggi, per quanto su riportato, il concordato così come proposto dal Cda della Porto di Cecina spa non è andato in porto.
L’unica proposta sul tavolo sembra essere quella della Setha Ltd che però è condizionata e non sembra aver depositato fideiussioni o cauzioni a garanzia della sua esecuzione.
La palla ora passa nuovamente al CdA della Porto di Cecina spa che, se decide di accettare l’offerta della Setha, dovrà trovare il modo di convincere il Tribunale di Livorno a rilasciare una proroga dimostrando che l’offerta è concreta e sopratutto nell’interesse dei creditori .
Dimostrazione che con il biglietto da visita emerso dalla Camera di Commercio Inglese non pare cosa semplicissima.

Che la Setha Ltd non avesse i soldi per acquistare con mezzi propri era palese.
In aggiunta ora c’è notizia della grrave Insolvelza causa dal Progetto Canterbury.
Ora mostrare se ci sono allegate all’Offerta la Cappara o la Fidejussioni è dovuto
C’è ben poco da commentare, siamo molto presumibilmente difronte all’ennesima farsa, questa volta avallata per motivi elettorali ,dal Comune e dalla Regione. Il nuovo Sindaco ci dia per favore dimostrazione di quella serietà e trasparenza fino ad oggi mancata, accerti le reale seria e garantita intenzione della Setha oppure, ritirando la Concessione Demaniale, avvii una volta per tutte la procedura fallimentare. Il Porto manterrà la sua operatività sotto la gestione di un Commissario del Tribunale, ma presto avremo un acquirente che finalmente lo completerà e soprattutto ci libereremo di questo CDA inefficiente che ha solo fatto perdere due anni di tempo e sprecare due milioni di euro in consulenze. Mauro Melosi.