Concordato: più No che Si !
Poche certezze, tante incertezze …
…non sono solo le dimissioni dal Cda della Porto di Cecina spa di Giannetti e De Ferrari ad agitare le acque intorno alla vicenda del porto.
Oggi sono le posizioni di due creditori “top” della Porto di Cecina spa, il Comune di Cecina e la Sales costruttrice del porto, ad alimentare tutta una serie di incertezze evidenziando le carenze di una proposta concordataria che nel percorso compiuto non ha mai saputo dar risposte trovano risposte concrete ai tanti dubbio affiorati.
La Sales ha già espresso il suo NO al concordato e il Comune, alla luce della situazione odierna, ha anticipato che, nulla cambiando, seguirà la Sales nel voto negativo.
In realtà non ci sono grandi novità rispetto a quanto emerso nei mesi scorsi, aggiungendo così nuovi dubbi sulle scelte operate da chi ha “guidato” la proposta del concordato e non ha mai rimediato alle critiche emerse.
Il Comune, tramite il Sindaco Lippi, aveva preso posizione in modo netto e chiaro: si al concordato solo in presenza di un soggetto attuatore che presenti solide garanzie rispetto agli impegni ad oggi inevasi e legati alle autorizzazioni. In caso contrario, trovandosi di fronte ad una grave e reiterata violazione della convenzione e della concessione, il Comune sarà obbligato a procedere con la revoca delle stesse dovendo tutelare l’interesse pubblico.
La Sales dal canto suo ha ribadito una posizione non dissimile da quella del Comune… evidenziando i rischi dovuti alla formulazione vaga dell’attuale proposta concordataria e che qui proviamo a riassumere:
1.) L’assenza delle prescritte fideiussioni a garanzia del pagamento del canone di concessione demaniale e il mancato termine dei lavori del porto, sono condizioni in base alle quali la concessione demaniale deve essere dichiarata decaduta in base al testo dell’accordo e alle norme di legge;
2.) Né il piano, né l’attestazione, né la relazione del Commissario garantiscono che nelle more delle procedure per l’individuazione di un assuntore, la concessione demaniale non possa essere dichiarata decaduta, rischio che un investitore serio e sopratutto i suoi finanziatori , non correrebbero mai;
3.) L’assenza nel concordato di una chiara posizione in merito alle azioni risarcitorie rispetto a chi ha causato la crisi della Porto spa e i notevoli danni ai fornitori e ai soci;
4.) L’assenza di garanzie da parte del debitore in merito al raggiungimento degli obbiettivi inseriti nel piano, fa si che i rischi di incassare anche molto meno di quanto indicato nella perizia, siano tutti sulle spalle dei creditori;
5.) L’anomala posizione dei rogitanti che vengono trattati su un piano di particolare vantaggio rispetto agli altri creditori, concedendogli il voto (sub iudice secondo il verbale dell’assemblea dei creditori) quando in realtà gli si riconoscerebbe tutto il credito, oltre al fatto che i loro compromessi non risultano registrati e pertanto sarebbero inopponibili ai terzi creditori che non traggono alcun vantaggio dalla loro esecuzione;
Appare quindi quanto mai incerto il futuro di questa proposta concordataria che viene messa in dubbio proprio da due dei principali creditori, cosa anomala perché in genere i concordati vengono “concordati” con i creditori più importanti che sono coloro che hanno più “carne al fuoco” e quindi subiscono, in proporzione, le perdite maggiori dai tagli proposti.
In questo caso poi, nessuno dei due si lamenta propriamente della proposta economica, quanto piuttosto della effettiva fattibilità della stessa, che, come più volte abbiamo ripetuto, sembra un’altro sogno con poche possibilità di tramutarsi in realtà ….
Restano pochi giorni alla Porto spa per trovare qualcuno che sciolga i nodi evidenziati dal Comune, il voto si chiude il ventesimo giorno successivo alla data del verbale di apertura (era il 18 maggio), dopo le promesse i russi americani ciprioti e Manz … avanti il prossimo …
Articoli Tirreno :


Omai siamo all’epilogo finale e nessun compratore si è manifestato. Le carte vanno scoperte e vediamo se e chi vince la mano. La Inmar ha manifestato l’intenzione di fare una proposta che probabilmente sarà l’unica ora e dopo; la faccia e vediamo se il Comune si sentirà sufficientemente garantito.
Questo succede quando i Consulenti si sentono Onnipotenti
Prendiamo atto delle considerazioni riportate nell’articolo apparso sul sito Sito – Porto di Cecina, ma vorremmo analizzare l’altra faccia della medaglia ed i motivi per cui riteniamo di dover auspicare che la domanda di concordato preventivo venga approvata ed omologata dal Tribunale di Livorno.
La mancata approvazione della domanda di concordato comporterebbe infatti la dichiarazione di fallimento della società che sicuramente andrebbe ad impattare negativamente per tutti.
Per questo riteniamo che l’interesse di tutti coloro che sono parte della vicenda sia quello di ottenere l’omologa del concordato che consentirà agli organi della procedura concordataria di avviare gli esperimenti finalizzati alla cessione degli assets della Porto di Cecina con il cui ricavato verrebbero soddisfatti i creditori nella misura proposta con la domanda proposta dalla società.
Riteniamo che solo a fronte della certezza di poter acquistare gli assets dalla procedura , qualsiasi soggetto interessato potrà concretamente avanzare la proposta di acquisto, poiché qualunque proposta avanzata nella fase attuale rappresenterebbe una mera manifestazione di interesse che non potrebbe essere confortata dalle garanzie che si rendono necessarie a garantire l’adempimento della proposta stessa.
Il fatto che non siano pervenute proposte nelle more della approvazione della domanda di concordato appare del tutto naturale , dal momento che
qualunque proposta , anche se vincolante , avrebbe valore ed efficacia solo dopo l’omologa del concordato
le garanzie offerte possono essere concesse e rese valide solo dopo l’omologa del concordato che rende certa ed efficace la proposta vincolante , seppur subordinata alla apertura della procedura competitiva obbligatoria per la vendita degli assets
gli organi della procedura dovrebbero a quel momento avviare la procedura competitiva richiedendo le garanzie di pagamento nei tempi e modi previsti dal piano di concordato
solo con l’assegnazione degli assets al termine della procedura competitiva , l’acquirente avrebbe titolo per negoziare con il Comune , ancorchè solo per la parte degli aspetti convenzionali che riguardano gli assets acquisiti , dal momento che con la vendita degli assets , il soggetto attuatore , obbligato principale nei confronti del Comune , rimane la Porto di Cecina s.p.a.
Appare evidente come la dichiarazione di fallimento della Porto di Cecina spa avrebbe un impatto negativo per tutti i creditori.
I promissari acquirenti richiederebbero al Curatore fallimentare l’adempimento dei contratti preliminari stipulati previo pagamento di quanto ancora dovuto ed il Curatore ed il Tribunale potrebbero ritenere conveniente l’adempimento e non la risoluzione dei contratti stessi
I soci proprietari dei posti barca perderebbero le somme versate , ma non la proprietà dei posti acquisiti
Il ceto bancario sarebbe ammesso al passivo in chirografo e quindi otterrebbe una somma percentualmente molto più bassa rispetto a quella proposta nella domanda di concordato
I fornitori sarebbero ammessi in chirografo ed otterrebbero una somma di molto inferiore a quella proposta nella domanda di concordato
Il Comune relativamente ai crediti scaduti otterrebbe una somma nettamente inferiore rispetto a quella proposta nella domanda di concordato
Il Comune , qualora dovesse impugnare l’efficacia della Convenzione e della concessione demaniale , dovrebbe affrontare un contenzioso amministrativo con la Curatela che avrebbe interesse al mantenimento della efficacia degli atti convenzionali e di concessione e comunque dovrebbe attendere la vendita degli assets con la procedura competitiva fallimentare
La gestione del Porto passerebbe al Curatore fallimentare fino alla vendita degli assets
Il fallimento provocherebbe incertezza ad ogni possibile acquirente che si troverebbe ad acquistare i beni nello stato in cui si trovano con i contenziosi in essere ed un valore complessivo ridotto al minimo.
Una diversa proposta di concordato con la previsione di soddisfacimento dei creditori per un importo inferiore a quello oggi proposto , potrebbe essere presentata solo ove la Porto di Cecina ritenesse di dover ritirare quella attualmente alla votazione dei creditori e verrebbe sottoposta preliminarmente al giudizio di ammissibilità del Commissario e del Tribunale , prima di essere sottoposta alla votazione dei creditori che si troverebbero a dover accettare una proposta diversa e peggiorativa rispetto a quella attuale che già trova difficoltà di accoglimento.
Per questo ci auguriamo che tutti creditori usino il buon senso per il bene di ognuno di loro e della società e contribuiscano alla approvazione della proposta di concordato con il loro voto favorevole.
Il Comitato Rogitanti