Il Comitato Rogitanti risponde ai dubbi sorti sull’efficacia del Concordato.

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Riceviamo e pubblichiamo la posizione del Comitato Rogitanti sul voto pendente al Concordato:

 

“Prendiamo atto delle considerazioni riportate nell’articolo apparso sul sito Sito – Porto di Cecina, ma vorremmo analizzare l’altra faccia della medaglia ed i motivi per cui riteniamo di dover auspicare che la domanda di concordato preventivo venga approvata ed omologata dal Tribunale di Livorno.
La mancata approvazione della domanda di concordato comporterebbe infatti la dichiarazione di fallimento della società che sicuramente andrebbe ad impattare negativamente per tutti.

Per questo riteniamo che l’interesse di tutti coloro che sono parte della vicenda sia quello di ottenere l’omologa del concordato che consentirà agli organi della procedura concordataria di avviare gli esperimenti finalizzati alla cessione degli assets della Porto di Cecina con il cui ricavato verrebbero soddisfatti i creditori nella misura proposta con la domanda proposta dalla società.

Riteniamo che solo a fronte della certezza di poter acquistare gli assets dalla procedura , qualsiasi soggetto interessato potrà concretamente avanzare la proposta di acquisto, poiché qualunque proposta avanzata nella fase attuale rappresenterebbe una mera manifestazione di interesse che non potrebbe essere confortata dalle garanzie che si rendono necessarie a garantire l’adempimento della proposta stessa.

Il fatto che non siano pervenute proposte nelle more della approvazione della domanda di concordato appare del tutto naturale , dal momento che
qualunque proposta , anche se vincolante , avrebbe valore ed efficacia solo dopo l’omologa del concordato le garanzie offerte possono essere concesse e rese valide solo dopo l’omologa del concordato che rende certa ed efficace la proposta vincolante , seppur subordinata alla apertura della procedura competitiva obbligatoria per la vendita degli assets gli organi della procedura dovrebbero a quel momento avviare la procedura competitiva richiedendo le garanzie di pagamento nei tempi e modi previsti dal piano di concordato solo con l’assegnazione degli assets al termine della procedura competitiva , l’acquirente avrebbe titolo per negoziare con il Comune , ancorchè solo per la parte degli aspetti convenzionali che riguardano gli assets acquisiti , dal momento che con la vendita degli assets , il soggetto attuatore , obbligato principale nei confronti del Comune , rimane la Porto di Cecina s.p.a. .

Appare evidente come la dichiarazione di fallimento della Porto di Cecina spa avrebbe un impatto negativo per tutti i creditori.

I promissari acquirenti richiederebbero al Curatore fallimentare l’adempimento dei contratti preliminari stipulati previo pagamento di quanto ancora dovuto ed il Curatore ed il Tribunale potrebbero ritenere conveniente l’adempimento e non la risoluzione dei contratti stessi

I soci proprietari dei posti barca perderebbero le somme versate , ma non la proprietà dei posti acquisiti
Il ceto bancario sarebbe ammesso al passivo in chirografo e quindi otterrebbe una somma percentualmente molto più bassa rispetto a quella proposta nella domanda di concordato

I fornitori sarebbero ammessi in chirografo ed otterrebbero una somma di molto inferiore a quella proposta nella domanda di concordato

Il Comune relativamente ai crediti scaduti otterrebbe una somma nettamente inferiore rispetto a quella proposta nella domanda di concordato

Il Comune , qualora dovesse impugnare l’efficacia della Convenzione e della concessione demaniale , dovrebbe affrontare un contenzioso amministrativo con la Curatela che avrebbe interesse al mantenimento della efficacia degli atti convenzionali e di concessione e comunque dovrebbe attendere la vendita degli assets con la procedura competitiva fallimentare

La gestione del Porto passerebbe al Curatore fallimentare fino alla vendita degli assets

Il fallimento provocherebbe incertezza ad ogni possibile acquirente che si troverebbe ad acquistare i beni nello stato in cui si trovano con i contenziosi in essere ed un valore complessivo ridotto al minimo.

Una diversa proposta di concordato con la previsione di soddisfacimento dei creditori per un importo inferiore a quello oggi proposto , potrebbe essere presentata solo ove la Porto di Cecina ritenesse di dover ritirare quella attualmente alla votazione dei creditori e verrebbe sottoposta preliminarmente al giudizio di ammissibilità del Commissario e del Tribunale , prima di essere sottoposta alla votazione dei creditori che si troverebbero a dover accettare una proposta diversa e peggiorativa rispetto a quella attuale che già trova difficoltà di accoglimento.

Per questo ci auguriamo che tutti creditori usino il buon senso per il bene di ognuno di loro e della società e contribuiscano alla approvazione della proposta di concordato con il loro voto favorevole.

Il Comitato Rogitanti”

4 pensieri su “Il Comitato Rogitanti risponde ai dubbi sorti sull’efficacia del Concordato.”

  1. Comprendo bene le ragioni dei rogitanti solventi che rischiano, in caso di non approvazione del concordato, di andare ad un fallimento che potrebbe fargli perdere gli anticipi versati e per questo ho tentato di fare in passato il possibile per trovare una possibile soluzione “interna”, ma questo non è accaduto anche per mancanza di buona volontà da parte di tutti. Ora però devo necessariamente far rilevare che per i proprietari che hanno regolarmente rogitato la situazione è un pò diversa da quella dei rogitanti o dei creditori. Noi proprietari regolari dobbiamo necessariamente auspicare che il porto sia al più presto rilanciato per risolvere i nostri due problemi principali : 1) Il rapido recupero dell’investimento di particolare importanza specialmente per coloro che intendono rivendere al più presto il bene. 2) Liberarci dall’impegno preso con il Comune in merito al pagamento delle opere pubbliche collegate al rilascio dei permessi di costruzione del porto. Per queste ragioni ritengo che il concordato vada respinto in modo da agevolare l’arrivo di offerte a prezzo ribassato senza perdere altri anni inutili. Se come si dice ci saranno delle proposte, queste potranno essere analizzate e discusse nell’ottica che “é meglio un uovo oggi che un pulcino (la gallina non ci sarà mai)” domani. Mi auguro solo che la INMAR o chi altri interessati, tengano ben presente che i rogitanti solventi hanno comunque contribuito alla costruzione del porto e conseguentemente riservino delle condizioni particolarmente favorevoli per il riacquisto dei posti barca a coloro che saranno interessati. Per tutti gli altri creditori, essi sanno bene che non potranno mai recuperare gli importi previsti a concordato e forse anche per loro può essere conveniente recuperare qualcosa presto e magari contare sulla continuità futura di lavoro con un porto rilanciato.

    1. Tutti i porti italiani, che oggi rendono sono passati attraverso un fallimento.
      È ormai palese che i costi di costruzione, non si ammortizzano poi con la normale Gestione.
      In tutti gli altri porti hanno aspettato il fallimento, preso, poi prendere a pochi soldi, un porto costruito con i soldi , nel nostro caso, degli Azionisti, di chi ha versato anticipi per box e posti auto, dei Rogitanti, dei Creditori, Banche, fornitori eccetera. Sales compresa.
      Poi se chi compra sarà la Inmar, composta da imprenditori locali, o dalla Sales che è compagna di sventura insieme a noi, sono certo che terranno conto dei Rogitanti Solventi, proponendogli sacrifici ragionevoli.
      Ma se i Rogitanti, mal consigliati gli fanno la guerra sin da ora, le agevolano a non farsi scrupoli, scrupoli che uno che verrà da fuori estraneo alla vicenda, non si farà.

  2. Due domande?
    1. Se passa il concordato, è vero che si mette una pietra sopra sul passato e non si potrà più richiedere i danni ai reali colpevoli di questo disastro economico?
    2. Se si vota si al concordato, per la cifra per cui si è stati ammessi al voto, è vero che gli altri importi si perdono, anche la differenza, fra il reale credito per gli importi realmente versati e quello accettato nell’ammissione al voto?
    Si è sentito il parere di un legale?

  3. Mi permetto di correggere, l’avvocato che ha aiutato il Comitato Rogitanti a redigere questa risposta.
    Confermo che i proprietari non perdono la proprietà del posto barca, ci mancherebbe, per gli anticipi dati per futuri lavori, rimarrebbero creditori chirografari.
    Caro avvocato, bisognerebbe scrivere e parlare meno, ma sbrigarsi a trovare chi ci mette € 22,6 mio euro, perché dubito che il Tribunale omologhi un concordato senza assuntore.

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