Volterrani (proprietari) difende il concordato e chiede aiuto alla politica
Continuano gli interventi pro o contro il concordato e oggi pubblichiamo quello di Volterrani, rappresentante del Comitato dei Proprietari.
Per correttezza riteniamo doveroso precisare alcuni aspetti della vicenda che nell’articolo sono mal riportati e possono illudere le parti coinvolte.
1.) La Regione Toscana ad oggi NON ha approvato finanziamenti per le opere di messa in sicurezza. Il Consiglio Regionale della Toscana ha approvato un ordine del giorno che impegna la Giunta a trovare una soluzione.
2.) Il Comune di Cecina deve, per legge, tutelare il pubblico interesse prima che l’interesse privato.
Tra questi “interessi” c’è la messa in sicurezza del fiume Cecina e di Marina oggi a forte rischio esondazioni non avendo la Porto di Cecina completato le opere di messa in sicurezza prescritte negli atti autorizzativi della costruzione del porto.
Il porto di Cecina, per tutta la parte a mare, è una concessione pubblica, è demanio e opera pubblica.
Il privato gestore, la Porto di Cecina spa, non ha terminato l’opera portuale nei tempi stabiliti e la stessa VIA è scaduta definitivamente rappresentando gravi violazioni.
3.) Il concordato “ipotizza” che SE si vendesse a oltre 20 milioni di euro si pagherebbero tutti i debiti e chi compra si accollerebbe le opere mancanti… ad oggi nessun compratore si è manifestato lasciando chiaramente intendere che non è una cifra sostenibile.
4.) Il concordato non impone la vendita ad almeno 20 milioni di euro. Se il concordato viene approvato nell’attuale formulazione, il porto viene venduto al prezzo deciso dalla miglior offerta arrivata al tavolo del commissario nelle aste … e i creditori si spartiranno tale cifra, quale essa sia. Cifra che potrà essere anche molto lontana dagli ipotizzati 20 milioni di euro sopratutto se si compara i prezzi realizzati da altri porti in fallimento. Non c’è alcuna garanzia rispetto alla promessa di pagare tutti i debiti.
5.) Ultima nota, mentre il voto al concordato è un atto politico, la revoca della concessione e della convenzione non sono atti “politici” ma tecnici. Le revoche potranno essere attivate anche durante l’espletamento del concordato se gli uffici, che devono rispondere del loro operato anche alla Corte dei Conti, riterranno esserci le condizioni. E finché una tale ipotesi resta sul tavolo, nessun investitore serio rischierebbe l’acquisto, indipendentemente dalla cifra.

Le considerazioni sul concordato e gli attacchi al Sindaco del Comune di Cecina avanzate dal Presidente del comitato del proprietari, mi trovano in totale disaccordo e come proprietario ho intenzione di rispondergli a breve sul Tirreno contestando punto per punto quanto da lui esposto.Il porto è anche una struttura pubblica visto le opere a nostro carico ad esso collegate di cui il Comune può vantarne l’immediata attuazione e noi proprietari non possiamo più permetterci di considerarlo come un bene esclusivamente privato da poter gestire a nostro esclusivo piacimento.