Salvare il porto: arriva una prima controproposta all’ipotesi di liquidare la Porto spa.
Hanno nome e cognome, sono italiani e di Cecina.
Avevano raccontata la loro vicenda nella prima riunione del nostro comitato soci. Avevano provato ad aprire un tavolo con l’attuale management della società per verificare se c’erano le condizioni per dare la liquidità necessaria alla società per finire la costruzione del porto ma, dopo mesi e mesi di attesa senza riuscire ad avere i dovuti approfondimenti sullo stato della spa, si sono dovuti arrendere all’evidenza che in quel momento non c’era la volontà di chiudere un accordo.
Ora ribadiscono la loro posizione confermando quanto sosteniamo da tempo: ci sono alternative possibili alla vendita di tutto il progetto a soggetti esterni al nucleo di soci che hanno dato vita al progetto.
Perché questo succeda serve però trasparenza e tempo …
i soci convocati all’assemblea straordinaria del 10 febbraio senza poter conoscere i contenuti della proposta di vendita ed in assenza di un bilancio approvato o comunque di una situazione patrimoniale aggiornata non sono messi nelle giuste condizioni per decidere e ora che ci sono alternative concrete, la vendita del progetto non è più l’unica possibilità.
(dal Tirreno di oggi)
