La nautica locale, investimenti e sviluppi parla l’AD della porto di Rosignano

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Mentre il concordato che dovrebbe “salvare” il porto di Cecina continua a languire nel sabbie mobili senza che un vero e solido compratore si esponga, arrivano dal Cala de Medici alcune notizie interessanti per lo sviluppo della nautica da diporto della nostra zona.

L’annuncio arriva direttamente dall’amministratore delegato del Cala de Medici, Matteo Italo Ratti.  Il porto, tra i diversi interventi, prevede anche un piano per adeguare il piano ormeggi ai maxi yacht di cui si è gia visto un primo cliente attraccare per fare rifornimento come testimoniano le foto.

L’ad del CdM Ratti con alle spalle un maxiyacht

“La sosta in porto vale oro per il territorio” rileva Ratti. “In un giorno di sosta una barca di 75 metri genera sul territorio di oltre 45mila euro di spesa.”

Tutti gli indicatori economici e i market monitor delle principali società di rilevamento economico, rilevano la crescente richiesta di produzione di navi da diporto tra i 40 e i 100 metri. La Toscana con il distretto di Viareggio, ma anche l’ambito di La Spezia con il “Miglio blu”, sono i leader mondiali per la produzione di questo naviglio.
È quindi di importanza strategica nazionale mettere in atto strategie e politiche di sviluppo che permettano ai maxi yacht, di rimanere nel territorio italiano.
Un maxi yacht che costa 100, nella sua via genera un moltiplicatore di 6 volte sul territorio.
La pianificazione strategica della portualità e politica dei territori dove sono localizzati i principali Marina italiani, dovranno prendere velocemente in considerazione progetti che prevedano l’evoluzione del mercato del prossimo futuro.
Le nuove tecnologie e i nuovi materiali, hanno permesso di immettere sul mercato imbarcazioni più lunghe e più larghe, per questo è imprescindibile avviare dei processi di rimodulazione delle concessioni demaniali che prevedano l’adeguamento degli ormeggi alle nuove realtà anche per le imbarcazioni da diporto e naviglio minore o sociale.
È fondamentale quindi agevolare i processi e gli investimenti che permettono ai territori e alle loro infrastrutture portuali di essere adeguate, competitive e innovative al fine di poter intercettare il mercato del futuro.
Le linee guida dei piani strategici delle regioni, individuano come indirizzo la riduzione per la costituzione di nuove infrastrutture, ma la necessità immediata di adeguare quelle esistenti.
Il Tirreno

 

Nel mentre che gli altri porti crescono, il porto di Cecina resta immobile, incompiuto… in attesa che qualcuno con le dovute competenze sia incaricato di occuparsene seriamente.

1 ha pensato a “La nautica locale, investimenti e sviluppi parla l’AD della porto di Rosignano”

  1. Purtroppo gli attuali persone che si trovano ai vertici del Porto di Cecina si sono trovate coinvolte senza esserne all’altezza.
    Sono seguiti da costosi Consulenti legalmente validi ma non del settore.
    Consiglio la nuova Sindaca a fare un un tavolo di crisi co consulenti esperti come il dott Ratti, presidente del Porto Cala dei Medici e delle Marine Toscane, Navigo e l’avvocato Zambernardi, AD del vicino Porto di San Vincenzo.
    Vediamo se la Sindaca tiene alla soluzione e lo farà…..?

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