Caro Presidente, eccole alcune domande a cui siamo sicuri vorrà rispondere in assemblea!

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Per gestire una società ad azionariato diffuso riteniamo 

sia indispensabile usare massima trasparenza – chiarezza – e fornire ai soci per tempo la documentazione a supporto delle decisioni che sono chiamati a prendere in assemblea. 

Tutto questo non è avvenuto, resta solo l’assemblea, saranno tutte solo parole? 

Noi formuliamo alcune domande fin da oggi, chissà che qualcuno dei  sette consiglieri di amministrazione o dei tre memembri del collegio sindacale non senta il dovere di rispondere … chissà!

Proposta Acquisto ramo d’azienda (punto 2 OdG)

  • In assenza di un bilancio regolarmente approvato e di una situazione patrimoniale aggiornata, noi soci non siamo in grado di poter esprimere alcuna valutazione in merito a qualsivoglia proposta di cessione;
  • In assenza del testo contrattuale, è impossibile per noi soci valutare l’entità dei rischi insiti nel contratto ricco di clausole complesse (vedi anche caso Peverell), tanto più che non si prevede un pagamento integrale e immediato pagamento;
  • Perché far approvare all’assemblea un atto che spetta per Statuto al Consiglio di Amministrazione? (vedi vendita a Peverell) – prenderne semplicemente atto sarebbe cosa diversa, approvarlo scarica il CdA da una possibile azione di responsabilità da parte dei soci;
  • Se la vendita è così “risolutiva” e “nell’interesse della società e dei soci” perché aleggia su di essa questa segretezza?
  • Come facciamo a valutare se l’opzione di vendere è valida, quando non esiste un piano strategico della società, né una relazione dettagliata da parte del CdA;
  • Chi approverebbe la vendita della propria casa firmando una delega in bianco al mediatore, senza indicare con precisione prezzo, condizioni di pagamento e consegna e aver fatto vedere il tutto al proprio legale di fiducia?
  • Perché noi soci non siamo mai stati informati della decisione di vendere (il presidente ha dichiarato alla stampa di lavorarci da ben 18 mesi, ossia molto prima dell’ultima assemblea in cui nulla dice a tal proposito);
  • Per “vendere” bene un asset così importante serve coinvolgere soggetti con una solida reputazione tramite una manifestazione di interesse aperta e non con una sola trattativa segreta;
  • La vendita del progetto di costruzione e gestione del porto comporta la perdita totale del controllo della gestione del porto, del controllo sulle spese portuali, sulla gestione dei servizi, sull’ingresso al porto (via mare e via terra);

Proposta Aumento di Capitale (punto 3 OdG)

  • Un aumento di capitale, cioè una richiesta di denaro “fresco” ai soci, perché abbia successo, si accompagna sempre con una dettagliata relazione del proponente (CdA);
  • Il perchè, quanti soldi servono, come li uso, quali sono gli obbiettivi, i risultati a cui si aspira e i benefici che questo sforzo comporterà. Nella proposta si descrive il punto di partenza e quello di arrivo, i vantaggi e i rischi. Un aumento di capitale non si può gestire come una partita di poker con il “buio”;
  • Perché 27 milioni di euro? In assenza delle già menzionate informazioni è impossibile valutare la correttezza della cifra. Lo stesso CdA ha più volte indicato in 15 milioni l’importo necessario, dato che ha recuperato 14,5 milioni con la “vendita” a Peverell. Nell’ultima assemblea, luglio 2018, il presidente afferma che le banche avrebbero finanziato il 60% dell’importo necessario se i soci avessero investito la quota parte del 40%;

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