… _ _ _ … C’è qualcuno in ascolto!?
S.O.S … il segnale è flebile e disturbato ma chi è attento lo sente!
Si percepisce come un lamento nel sottofondo di altri messaggi che spaziano dal tranquillizzante (è tutto a posto) all’illusorio (stiamo procedendo per far ripartire i lavori).
Sotto questi titoloni, il brusio di chi ha sempre sottolineato che troppe cose non tornavano a partire dal non permettere a chicchessia di “vedere” i documenti secretati senza apparenti motivazioni (se non che erano carte leggere), fino al poco rassicurante biglietto da visita di chi era presentato come il salvatore del porto.
Al brusio si è nuovamente aggiunto il messaggio degli organi di controllo … “la continuità aziendale, come per il 2017/2018 … non c’è!” .
Serve un operazione di salvataggio altrimenti si deve “liquidare”.
Un gruppo di soci sta monitorando da vicino la situazione e da alcuni mesi ha incaricato un importante avvocato del Foro di Pisa, il Prof. Avv. Bartalena, per tutelare gli interessi degli azionisti. Sono già diverse le lettere inviate al Collegio dei Sindaci, chiamato a tutelare il patrimonio aziendale.
Questi soci da tempo non hanno più fiducia negli attuali amministratori della società. Società che di fatto, pur essendo rappresentata da un CdA composto da sette membri, è sempre stata amministrata da un unico amministratore (tanto che detiene tutte le deleghe): il da sempre presidente Matteoli.
I russo americani romani grossetani (Peverell – Acefold), sono scomparsi portandosi con se anche i fantomatici svizzeri del gruppo Manz e il filmatino con cui furono presentati in assemblea ai soci.
Le ultime notizie risalgono all’11 settembre scorso quando sul Tirreno fu proprio il Presidente Matteoli ha dichiarare che era tutto a posto e che i ritardi erano imputabili solo al Covid!
Ad oggi ci sono ben 6 nuovi candidati per il CdA e si ha notizie non confermate che diversi imprenditori locali sono stati contattati per un operazione di salvataggio.
L’assemblea dei soci è stata finalmente convocata in modalità telematica per il 6 febbraio (13 in seconda convocazione).
La svolta è in arrivo? Matteoli cederà il comando del porto permettendo così la nascita di un piano di salvataggio credibile con l’accordo dei principali creditori (soci che aspettano il posto barca, banche, Comune e i fornitori)?
Servono non meno di 8/10 milioni di euro e l’appoggio delle banche per ripartire.
In concreto serve sopratutto un’iniezione di credibilità da parte di chi gestirà il porto. Insieme alla credibilità serve correggere l’attuale progetto.
Serve terminare velocemente la costruzione dell’infrastruttura eliminando i progetti faraonici raccontati fino ad oggi e dall’altra serve risolvere i tanti problemi gestionali nati dalle errate scelte di chi ha amministrato fino ad oggi.
Ancora una volta il porto, pur essendo un progetto di interesse pubblico con un consistente parte regolata da una concessione dello Stato, è avvolto da una fitta nebbia “artificiale”.
Restiamo sintonizzati sperando di ricevere presto segnali dai soccorritori.