La Porto di Cecina spa si avvicina ad un giro di boa decisivo per il suo futuro e serve un cambio di vento che aiuti a riprendere la giusta rotta!
Oggi sulla stampa locale (Il Tirreno in edicola), troviamo un ampio articolo che fa il punto sulla situazione e ancora una volta, per aiutare i soci a capire cosa sta succedendo, portiamo il nostro contributo.

L’assemblea

Il Consiglio di Amministrazione della società, dopo i numerosi rinvii dell’assemblea dei soci giustificati

con l’emergenza Covid, ha finalmente accolto il suggerimento di svolgere l’importante assemblea in sicurezza a distanza , ossia in modalità telematica.

Salvo ulteriori imprevisti e sorprese dell’ultima ora, l’assemblea per approvare il bilancio del 2019 e nominare il nuovo Consiglio di Amministrazione si terrà il 6 febbraio prossimo in prima o il 13 in seconda convocazione.

La crisi

La situazione di crisi in cui versa da anni la società costruttrice del porto è certificata dal pesante parere negativo espresso dagli organi di  controllo sulla proposta di bilancio.
Nessun passo indietro in questi lunghi mesi di rinvii da parte del Consiglio di Amministrazione.
Il “loro” bilancio resta quello che i controllori hanno “bocciato” suggerendo espressamente al CdA di modificarlo.

Gli Armatori

Nel frattempo si è aperto un altro fronte con gli armatori sempre più preoccupati per il futuro e che di recente si sono costituiti in un apposito comitato.

Le condizioni in cui versa la struttura portuale e le segnalazioni di disservizi, oltre all’aumento del canone non sono stati digeriti.

Tra gli armatori non sono pochi coloro che hanno già trasferito le imbarcazioni in altre strutture portuali vicine considerate più sicure e con servizi migliori.

Il timore che l’esodo di imbarcazioni possa proseguire solleva forti preoccupazioni anche tra i fornitori di servizi del mondo della nautica cecinese.
Queste aziende, in un momento in cui ogni singolo euro incassato può far la differenza tra sopravvivere e chiudere, temono per i posti di lavoro e per il loro stesso futuro.

I soci e i candidati

Una buona notizia si registra dall’attivismo dei soci.

Sono già sette le nuove candidature presentate ufficialmente per le elezioni all’importante ruolo di consigliere di amministrazione.

Clicca per gli aggiornamenti sui nomi e i curriculum dei candidati

Sette soci che hanno deciso di mettersi a disposizione per portare le loro competenze e quel cambiamento gestionale auspicato da più parti.

Attendiamo ovviamente che esprimano la loro posizione visto che alcuni di loro sono ben conosciuti nell’ambiente e hanno sempre espresso chiaramente la loro posizione (Graziano Giannetti) e di altri non si sa nulla (De Ferrari).

Sembrerebbe una non notizia se non fosse che la Porto di Cecina spa, pur essendo una società ad azionariato diffuso, è governata da sempre da un uomo solo: l’attuale presidente Matteoli.
Matteoli, pur essendo membro di un CdA composto da sette membri, detiene da sempre tutte le deleghe operative assomigliando più ad un padre padrone che ad un presidente di un organo collegiale.

Ancora più sorprendente, ma coerente con il modus operandi opaco della gestione Matteoli, è il fatto che a pochi giorni dall’assemblea non sia dato sapere se i membri uscenti dell’attuale cda si ricandidino.

Matteoli si ricandida per l’ennesima volta o con buon senso e amore per il porto favorirà l’ingresso di nuove forze?
Questa è la domanda che molti si pongono.

Sul sito istituzionale compaiono solo i curriculum dei sette nomi nuovi, nessuna notizia dei consiglieri uscenti, silenti come sempre.

Seppur per molti sia difficile immaginare un porto di Cecina senza Matteoli, è ormai diffusa la convinzione che per iniziare un operazione di salvataggio con l’obbiettivo di concludere al più presto la costruzione del porto, sia assolutamente necessario un cambio di rotta, una svolta.
Ristabilire le relazioni interrotte da anni proprio da Matteoli è il primo passo che dovrebbe affrontare un nuovo CdA.
Rapporti costruttivi con le banche, i fornitori, il mondo della nautica toscana, il Comune, la Regione ed infine con i soci che attendono ancora oggi di rogitare il proprio posto barca, sono essenziali per costruire un serio e sostenibile piano finanziario economico.

Il grande bluff delle promesse vendite 

La scomparsa dall’orizzonte delle fantasiose proposte dei compratori Russo Americani (Perverll e Acefold) o degli Svizzeri (Gruppo Manz), semmai esistite, riapre le porte a proposte più realistiche.
Sarebbe onesta un’assunzione di responsabilità degli attuali membri del CdA per questi fallimenti senza nascondersi oltre.
Ci auguriamo che nuovi membri del CdA, possano richiamare un interessa sano verso il progetto del porto. Servono imprenditori di qualità e servono competenze del complesso mondo della nautica che non si trovano ad ogni angolo di strada senza dimenticare la conoscenza del nostro territorio.

La svolta

L’assemblea potrebbe essere l’occasione della svolta, sempre che al terzo tentativo sia concesso di farla veramente e si dia la parola ai soci pensando al futuro del porto e accogliendo con favore l’aiuto offerto dai questi nuovi candidati.

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