La situazione è critica ma non ci arrendiamo! Parola di consiglieri…

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Ringraziamo i consiglieri di amministrazione che hanno accettato di aprire un dialogo franco e sereno con “soci-portodicecina” rispondendo ad alcune domande sulla situazione della procedura concorsuale che è stato avviata ad inizio anno.

I consiglieri che hanno accettato di rispondere sono:

Fabio De Ferrari, Claudio Scali,  Paolo Barbieri, Graziano Giannetti e Valerio Artabano

 

Fabio De Ferrari

D: “De Ferrari grazie per aver accettato l’invito. Sono tante le domande che i soci ci fanno pervenire e partirei, se è d’accordo, dalla proposta di aumento di capitale. So che Lei se ne è occupato in prima persona mettendoci tempo ed entusiasmo. “

FdF: “Purtroppo devo confermare che una soluzione basata su un aumento di capitale appare non più perseguibile. Lo dico con rammarico. Mi sono occupato in prima persona di costruire un piano finanziario e industriale sostenibile con un aumento di capitale tutto sommato modesto abbinato alla vendita dei tanti posti barca ancora di proprietà della spa. L’obbiettivo era di far ripartire subito la costruzione del porto, far rogitare i soci che ancora attendono il loro posto barca e ridurre al minimo possibile le sofferenze per i creditori.”

D: “Fabio, secondo Lei cosa è andato storto?”

FdF: “Da una indagine preliminare svolta tra i Soci, si è riscontrata una disponibilità ad investire assai limitata. Credo ci sia mancato il tempo per spiegare l’operazione e non posso certo farne una colpa ai soci. Quando siamo entrati in carica (febbraio), siamo dovuti partire da zero. Non abbiamo trovato progetti o bozze di progetti da cui partire e questo ha rallentato tutto. La possibilità, allo stato attuale, è stata abbandonata ma resta evidente che sarebbe la soluzione più interessante sia per i soci che per gli attuali creditori e in generale per Cecina perché permetterebbe di riprendere la costruzione del porto e portarla a termine nel più breve tempo possibile.”

 

Claudio Scali

D: “Claudio Scali, un grazie anche a Lei per aver accettato di incontrarci. Se non ricordo male Lei partecipò ad alcuni incontri che organizzammo negli anni scorsi per permettere ai soci di essere informati sulle vicende della spa. Veniamo alla domanda. Abbiamo letto di una soluzione nella trattativa con un possibile soggetto investitore identificato dall’avvocato che rappresenta il Comitato dei Rogitanti Presieduto dal socio Fabio Bombacci (comitato dei soci che hanno acquistato un posto barca ma ancora non hanno potuto rogitare).

CS: “Si, ci sono della possibilità, tuttavia ad oggi non è ancora pervenuta una manifestazione formale di interesse. Posso confermare che nelle ultime settimane l’avvocato che rappresenta il Comitato Rogitanti ha indicato alcuni soggetti che sarebbero interessati a rilevare le attività della nostra società. Come CdA, insieme ai consulenti, abbiamo ribadito che guardiamo con favore a questa possibilità come a tutte le altre che possano portare ad una soluzione della crisi della Porto spa. Come con tutti i soggetti che si sono presentati, sono state consegnate le informazioni per consentire di manifestare formalmente il proprio interesse e poi formulare una proposta.”

D:” Scali questa sembra una buona notizia, ma i tempi sono stretti, a che punto siamo?”

CS: “Nel corso di questa settimana si è svolto un CDA al quale ha partecipato l’avvocato del Comitato. Ci siamo dichiarati potenzialmente favorevoli ad un Concordato Liquidatorio con Assuntore, come a qualsiasi altra forma tecnica prescelta dal soggetto investitore. Abbiamo sottolineato che saremmo lieti di incontrare il soggetto investitore ad un prossimo CDA da tenersi quanto prima, idealmente già il prossimo lunedì. Tuttavia, alla data di oggi, non è ancora pervenuta alcuna comunicazione in tal senso.”

 

Paolo Barbieri

D: “Paolo Barbieri, buongiorno e grazie per la disponibilità. Lei rappresenta uno dei soci più attivi nel contestare la vecchia gestione e, purtroppo, dobbiamo ammettere che ci aveva visto lungo. Ora che ha potuto entrare nella plancia di comando della Porto spa, quale strada ritiene sia percorribile per uscire dalle secche?”

PB: “Sono sempre stato molto critico non per partito preso ma alla luce dei fatti che, epurati delle ripetute narrazioni fantasiose e vacue di Matteoli, erano assolutamente allarmanti. La prima incomprensibile scelta dell’allora CdA è stata la rottura dei rapporti con Sales. La Sales è stata scelta da Matteoli stesso come principale fornitore, partner industriale e costruttore del porto. Aveva e ha le competenze e la solidità per farlo, non solo in termini di know how costruttivo ma anche gestionale come dimostrano i porti di San Vincenzo e dell’isola dell’Elba che gestisce in proprio. Oggi è anche il maggior creditore ed ho sempre indicato la necessità di un percorso chiaro e trasparente in cui venisse fatto tesoro proprio dell’esperienza della Sales nel settore. Purtroppo, ad oggi, per una serie di scelte strategiche a mio parere errate, la Sales è stata tenuta in scarsa considerazione.”

D: “Ritiene che la il rapporto con Sales possa essere ancora proficuo?”

PB: “Sono passati 4 mesi, purtroppo la mia sensazione è che sotto traccia qualcuno lavori o abbia lavorato perché non si creassero le condizioni per un rapporto proficuo. Di più, oggi, non posso dire sperando sempre di sbagliarmi!”

Fabio de Ferrari

FDF: “Scusate se mi intrometto ma ci tengo a fare una precisazione sul tema Sales. I contatti con la Sales ci sono stati, ci sono e continuano. La decisione finale però non può che essere presa da Sales stessa che ben conosce la situazione. In ultima analisi sarebbe chiamata a fare un investimento per rilevare il Porto.”

 

Graziano Giannetti

D: “Graziano Giannetti, tocca a Lei. Grazie di essere qui ed ecco la domanda: ritiene ci siano possibilità di trovare altri soggetti interessati oltre a quello citati dai suoi colleghi?

GG: “Intanto grazie di averci concesso questo spazio per cercare di spiegare meglio ai soci cosa sta succedendo e a che punto siamo. Teoricamente rimane ancora possibile presentare offerte, ma tale possibilità diventa sempre più difficile per questioni tecniche perché la procedura attivata (concordato in bianco) ha una scadenza improrogabile a metà agosto. Per tale data dobbiamo aver preso una decisione sulla base di quanto raccolto in questi sei mesi, non sono possibili altre proroghe.”

D: “Tecnicamente, se arrivasse un soggetto interessato, quale strada si sentirebbe di suggerire?”

GG: “Il CDA ha sempre evidenziato la totale disponibile ad interloquire con chiunque si presenti interessato a formulare una proposta. Io ho sempre sostenuto che la Porto spa sarebbe e ritengo sia ancora, salvabile con una ristrutturazione del debito che preveda una immissione di capitale, anche dall’esterno. L’aumento di capitale permetterebbe di mettere in sicurezza la società e poter aver il tempo per mettere in moto il piano migliore per ristrutturare il debito valorizzando gli assets da vendere e prevedendo una gestione più efficiente di quelli che non è necessario vendere. Un piano così concepito avrebbe garantito al meglio i creditori, i rogitanti, i soci proprietari ed il Comune. L’aumento di capitale si potrebbe incastrare con un concordato liquidatorio o un accordo di ristrutturazione del debito o un eventuale piano di continuità aziendale diretta o indiretta. Al momento però è confermato che nessuna delle interlocuzioni effettuate si è concretizzate in una proposta percorribile.”

 

Valerio Artabano

D: “Valerio Artabano buon giorno e grazie per essere qui. I suoi colleghi hanno fatto un sommario quadro della situazione, non ci resta che chiedere a Lei, per chiudere il quadro, cosa ci possiamo aspettare se non si concretizzasse nessuna delle soluzioni oggi ancora aperte.”

VA: “Fin dall’inizio i consulenti della società ci hanno presentato il concordato liquidatorio come l’unica soluzione possibile in mancanza di altre proposte. Io non sono un esperto di procedure fallimentari o di ristrutturazioni del debito ma mi è parso chiaro da subito che un concordato liquidatorio non sia altro che un fallimento semplificato da tutte le procedure burocratiche giudiziali. Il nostro obbiettivo, per lo meno quello condiviso nelle nostre riunioni del CdA, oltre a tutelare i creditori, è sempre stato quello di non perder di vista l’oggetto sociale della Porto spa che è di costruire il porto di Cecina tramite una società ad azionariato diffuso.”

D: “Bene ma a questo punto cosa pensa possa succedere?”

VA: “Se non si manifesta un soggetto dalle credenziali serie e veramente interessato, accantonata anche la strada dell’aumento di capitale, non resta che il concordato liquidatorio per evitare una procedura fallimentare che potrebbe creare ulteriori danni.”

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