RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO LA REPLICA DEL COMITATO ROGITANTI AL PRECEDENTE RISPOSTA DEL CDA DELLA PORTO DI CECINA SPA

 

 

Firenze 17 agosto 2021

 

Spett.le

Porto di Cecina s.p.a.

Via del Porticciolo

CECINA (Li)

 

Oggetto : replica al Comunicato Soci della Porto di Cecina s.p.a. del 16 agosto 2021

 

In riscontro al Comunicato 16 agosto 2021 del CdA della PdC i cui contenuti sono prevalentemente destinati a replicare agli argomenti svolti nella nostra da Voi richiamata , ci corre l’obbligo di dover esprimere la profonda delusione dovuta alla assoluta carenza di argomenti che possano confortare la forte preoccupazione che pervade trai Rogitanti.

La premessa finalizzata ad inquadrare il ruolo dell’attuale CdA nella crisi della società , non giustifica l’inerzia dimostrata in questi mesi nella ricerca concreta di una soluzione della crisi , confermata dalla incertezza ed indeterminatezza della manovra da perseguire per  la soluzione della crisi stessa.

La Vostra premessa tende unicamente a voler attribuire le responsabilità di quanto accaduto e quanto sta accadendo , ai precedenti CdA , ignorando che la maggior responsabilità di quanto accadrà nei prossimi giorni non potrà che ricadere proprio sull’operato dell’attuale CdA che pur in possesso dei necessari strumenti e poteri per definire le posizioni debitorie della società , ha lasciato che il tempo concesso dal Tribunale di Livorno per la predisposizione della manovra , trascorresse nella più totale indeterminatezza e mancanza di chiare idee sul da farsi.

Non può che imputarsi a questo CdA di non aver preteso dagli advisors incaricati , di ricevere in tempi rapidi e certi dall’insediamento del febbraio 2021, lo schema chiaro e definitivo della manovra che gli stessi avrebbero dovuto indicare , in quanto a tale scopo incaricati , per sottoporla sia al CdA sia ai soci , trattandosi di una manovra che di fatto azzererà il patrimonio sociale e concluderà l’esperienza societaria della Porto di Cecina s.p.a. che al termine della prospettata liquidazione, verrà cancellata con la perdita totale del capitale versato dai soci e del patrimonio pagato dagli stessi.

Non può che imputarsi a questo CdA un incomprensibile brancolare nel buio con estemporanee proposte filtrate come indiscrezioni ai soci , senza mai dare seguito alle stesse con proposte concrete e con una linea chiara che nella attuale situazione di indeterminatezza , confermata dalle parole scritte nel Comunicato del 16 agosto , non preludono ad una soluzione chiara e confortata da fatti e numeri precisi.

Una assenza di chiarezza che sarebbe stata  dovuta nei confronti dei soci , che hanno diritto di essere padroni del loro destino e non portati alle estreme conseguenze nella inconsapevolezza di quanto sta accadendo , con manovre tenute gelosamente nascoste dal CdA , che sia nei confronti dei propri consiglieri non graditi , sia nei confronti dei soci , continua anche in queste ore a non indicare la strada da perseguire ed in quali termini e numeri.

È dovere del CdA riferire puntualmente ed in termini analitici sull’operato degli advisors che , da quanto espresso nel comunicato del 16 agosto , non pare abbiano ancora predisposto la bozza della manovra da presentare fra pochi giorni presso il Tribunale di Livorno.

Con il proprio atteggiamento e comportamento omissivo e privo di trasparenza , il CdA unitamente agli advisors si sta assumendo l’intera responsabilità di quanto avverrà e deriverà dalla manovra che verrà presentata e delle conseguenze che deriveranno a carico dei soci.

Un comportamento che non trova giustificazione se non quello di aver perso il controllo della situazione nella mancanza di idee ed indirizzo progettuale.

Appare del tutto incomprensibile che nel comunicato 16 agosto il CdA sostenga di aver già approvato i bilanci riferiti agli esercizi 2019 e 2020 e di volerli depositare per la consultazione solo il 19 agosto p.v. e che sostenga che il Piano di Concordato sarà predisposto ed illustrato (forse) il 4 settembre p.v. , quando di fatto sarà impossibile modificarlo.

Una assoluta mancanza di rispetto nei confronti dei soci di una società ad azionariato diffuso , nella quale la volontà dei soci è sovrana per l’assunzione di qualsiasi iniziativa che determini le sorti societarie.

Proprio per questo ultimo motivo l’attuale CdA è e sarà l’unico responsabile di quanto accadrà nell’immediato futuro , proprio per non avere in questi mesi di gestione , aver voluto tener conto del pensiero , delle aspettative e delle legittime richieste dei Rogitanti che in questi anni , oltre alla quota sociale , hanno versato , tra caparre ed anticipi ben € 9.758.769,68 , non sapendo ad oggi se ritenersi creditori o debitori della società.

I Rogitanti sono i veri azionisti di riferimento della Porto di Cecina s.p.a. a cui il CdA proprio per il capitale versato e per i versamenti effettuati tempo per tempo e ad essi il CdA aveva l’obbligo di rivolgersi nel rispetto del ruolo che di fatto essi rivestono e per i sacrifici finanziari a cui i Rogitanti sono stati chiamati nel tempo anche da consiglieri che ancora oggi fanno parte del CdA , consapevoli che a quanto versato non sarebbe corrisposto quanto promesso.

I Rogitanti avevano indicato al CdA ed agli advisors fin da marzo 2021 la strada della ristrutturazione del debito ex art.182 bis l.f. per preservare le legittime aspettative dei Rogitanti ed onorare le posizioni debitorie verso chi aveva manifestato piena disponibilità a definire un accordo anche mediante la forma della datio in solutum.

Al silenzio manifestato a fronte di tale proposta solo ora a pochi giorni dal termine concesso dal Tribunale , viene indicata la strada estrema del concordato liquidatorio , come estrema ratio , alternativa solo alla dichiarazione di fallimento.

Una soluzione inaccettabile ancor più nella mancanza assoluta di indicazioni precise e di una chiara rappresentazione della manovra e del destino che soggetti estranei come il CdA e gli advisors intendono assegnare ai Rogitanti ed ai creditori della società.

Una mancanza gravissima che non può certo attribuirsi ai CdA precedenti , così come imperdonabile è la mancanza di rapporti mai intrattenuti direttamente o attraverso gli advisors , con i creditori che nell’ambito della prospettata ristrutturazione dei debiti attraverso una procedura ex art.182 bis l.f., avrebbero potuto prestare il proprio consenso , consentendo alla società , al termine della manovra concordata , il mantenimento di parte del patrimonio e la continuità nella gestione del porto.

Una mancanza senza spiegazioni alla ipotesi prospettata dai Rogitanti come soluzione più adatta alla situazione , confortata dalla disponibilità della stessa Sales e dei cessionari dei crediti bancari più rilevanti , alla definizione di un accordo stragiudiziale e tramontata nel nulla a favore della soluzione liquidatoria solo oggi prospettata , pesantemente falcidiante nei confronti di tutti i creditori, con costi di procedura che andranno ancor più a mortificare le aspettative di chi ha versato soldi buoni per non ricevere niente.

Le risposte fornite nel comunicato del 16 agosto sui singoli punti sono al limite dell’offensivo nei nostri confronti e sono conferma della Vostra assoluta inaffidabilità gestionale ed amministrativa.

Le risposte in merito alla approvazione dei bilanci e delle relazioni mensili confermano la volontà di volerVi assumere la piena responsabilità delle decisioni senza coinvolgimento dei soci , circostanza di cui prendiamo atto e che non Vi consentirà di nasconderVi dietro i precedenti CdA o dietro la volontà mai espressa , per Vostra consapevole scelta , da parte dei soci della PdC.

La risposta in merito alla mancata presentazione della fidejussione è altrettanto priva di ragionevole considerazione.

Non potrà essere sfuggito alla Vostra attenzione e tanto meno a quella degli advisors che la mancanza della fidejussione o della esecuzione delle opere di urbanizzazione previste nella Convenzione stipulata con il Comune , rende inagibile il porto e quindi i posti barca , coobbligando ai sensi di quanto disposto dall’art.18 della stessa convenzione , gli acquirenti dei posti barca al pagamento di quanto dovuto al Comune per l’esecuzione delle opere pattuite.

Non risulta che sia nella prospettiva di definizione di un accordo di ristrutturazione ex art.182 bis l.f. od in quella di presentazione di domanda di concordato preventivo , siano state intrattenuti rapporti con il Comune per la definizione di tale posizione che preoccupa i Rogitanti che non potrebbero procedere all’acquisizione del posto barca in assenza di manleva a quanto disposto dal menzionato art.18 della Convenzione , ma che di fatto renderebbe non fungibile e vendibile il patrimonio sociale nella fase di procedura competitiva in sede di liquidazione , con esiti disastrosi per il ricavato concordatario.

Non può sfuggire infine che di tale aspetto e circostanza i periti non abbiano fatto menzione e/o tenuto conto nella loro perizia , nella quale non compare alcun accenno né in merito alla situazione convenzionale , né alla mancanza di agibilità del porto dovuta alla carenza del rilascio della fidejussione e/o di esecuzione dei lavori convenuti, né alla imminente scadenza della convenzione stessa , né al fatto che per i posti barca in zona demaniale il periodo di concessione si sia ridotto di fatto a 20 anni.

In merito alla richiesta di chiarimenti in ordine alla  gestione e l’utilizzo del Porto in assenza di agibilità e delle dovute garanzie assicurative per danni o rischi derivanti dall’utilizzo / gestione del porto da parte di terzi ,  non è stata fornita alcuna risposta concreta.

L’attestazione di agibilità c’è o non c’è e se esiste è rappresentata da un documento sottoscritto da professionista all’uopo abilitato e depositato presso il Comune di Cecina.

Se esiste se ne richiede copia , se non esiste si richiede che venga espressamente dichiarato dal CdA.

Lo stesso dicasi per la copertura assicurativa del porto.

Qualora non venga fornita copia di tali documenti , il CdA si assume le relative responsabilità nei confronti dei soci e di coloro che pagano per i servizi e per l’utilizzo del porto.

Non si comprende cosa altro i Rogitanti potrebbero dettagliare in un incontro diretto , dal momento che la richiesta di copia dei documenti è chiara e circostanziata.

  • Attestazione di agibilità del porto;
  • Copia delle polizze assicurative a copertura dei rischi verso terzi

In merito al pagamento dei canoni demaniali , viene confermato che , ancorchè l’importo risulti ridotto per effetto di una pronuncia giudiziale , il corrispondente dovuto non sia stato corrisposto.

La responsabilità per l’eventuale revoca della concessione non potrà che ricadere su chi non ha adempiuto.

Sulla questione della scadenza degli effetti della Convenzione appare inutile un incontro dal momento che la Convenzione , stipulata in data 27 ottobre 2011 , ha validità decennale e scadrà quindi il 27 ottobre 2021 con gli effetti conseguenti alla sua decadenza , che gli advisors Vi avranno indicato.

Abbiamo richiesto se è stata presentata la proroga ex D.L. 76/2020 che consente una proroga di diritto alla validità della Convenzione.

La risposta è determinata da un documento che , se sussiste , chiediamo che venga consegnato in copia.

Omettiamo di replicare alla questione dei compensi.

Ci corre l’obbligo soltanto di sottolineare come sette promissari acquirenti di posti barca e posti auto risultino essere stati amministratori della società e non abbiano mai versato alcuna caparra e/o anticipo , benchè si siano impegnati ad acquistare beni per complessivi € 733.000,00.

La falcidia concorsuale per questi promissari non avrà alcun impatto quali rogitanti , anzi , secondo quanto indicato nel Vostro comunicato verranno premiati con il pagamento dei compensi nella misura del 20%.

Disgustoso!

In merito alla struttura della manovra , quanto viene riferito è privo della concreta determinatezza e non pone i soci nella condizione di poterne valutare i contenuti.

È indispensabile poter verificare nei prossimi giorni e non oltre il 25 agosto p.v. i contenuti della manovra ed in particolare la bozza di attestazione del piano per conoscere tutti gli aspetti e poter assumere le necessarie decisioni che , in assenza di tale possibilità di verifica dovremmo assumere a tutela degli interessi dei Rogitanti , non esclusa fin d’ora la richiesta di dimissioni dell’intero CdA.

Attendiamo copia dei documenti richiesti e della bozza della attestazione del piano che riceveremo con l’impegno alla sua non divulgazione , da utilizzare per gli esclusivi fini  suesposti nella massima riservatezza.

Tanto dovevamo.

Associazione “ Comitato Rogitanti PdC”

 

 

 

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