Arriva la risposta dell’attuale consiglio di amministrazione alla lettera inviata pochi giorni fa dal Comitato Rogitanti.

(potete scaricarla in pdf a fondo pagina)

La maggior parte delle questioni indicate dal Comitato restano nodi irrisolti testimoniando di fatto che la situazione non ha subito sostanziali modifiche da quando il CdA è stato eletto.

Sottolineiamo quanto di più rilevante emerge nella risposta:

 

1.) Nel merito alle eventuali responsabilità per la grave crisi in cui versa la spa, viene  integralmente rimandata ai precedenti CdA ogni responsabilità;

Su questo aspetto giova sottolineare che ben due degli attuali consiglieri (il presidente Salvadori ed il consigliere Masoni) erano membri dei passati consigli di amministrazione. L’attuale Cda che fino ad ora non ha voluto affrontare la quesitone sembra ora dividersi;

2.) Alcuni degli attuali consiglieri avrebbero dichiarato di rinunciare al loro compenso;

Vista la situazione, un gesto di fair play sincero sarebbe stata una delibera del CdA in tal senso fatta fin da subito. Indicare alcuni senza dire quali è evidente indice di una spaccatura nel CdA. Dunque ci sarebbero consiglieri che non rinunciano ai propri compensi nemmeno in questa situazione di crisi.

3.) Emerge per la prima volta pubblicamente la conferma che è intenzione del CdA proporre un Concordato in liquidazione;

Primo effetto, le azione della Porto di Cecina spa valgono ZERO. Secondo effetto,  non essendoci ad oggi un “compratore” degli assets, si fa un salto nel buio totale. Il target di valore indicato dalla perizia (che già sappiamo essere contestata) difficilmente potrà essere il prezzo che un compratore è disposto a pagare visto i notevoli costi residui per terminare il porto e adempiere agli obblighi previsti nella convenzione.

4.) Nulla si dice delle posizioni dei rogitanti;

I contratti dei rogitanti, per cui loro ad oggi sono formalmente debitori dei saldi per rogitare, potrebbero essere portati a termine solo in una ipotesi di continuità aziendale. In caso di liquidazione concordataria l’obbiettivo è solo quello di tutelare i creditori. I contratti verrebbero sciolti, i rogitanti, persi i loro promessi posti barca, diverrebbero creditori dei loro anticipi e quindi parteciperebbe come tutti i creditori chirografari al riparto finale in proporzione a quello che la liquidazione incasserebbe dalla vendita. Questo passaggio è “di legge” e non si capisce perché fino ad oggi è stato taciuto.

5.) Compensi CdA passati

1 milione di euro circa è il credito per emolumenti dei precedenti consiglieri. Un importo considerevole anche se non determinante per le sorti di una procedura di salvataggio. Certamente considerevole dal punto di vista etico. Quale socio (o compratore) sarebbe disposto a rifinanziare la società per pagare, tra gli altri debiti, un milione verso coloro che hanno portato la società alla crisi attuale?

6.) Irregolarità varie autorizzazioni

Nella lettera del CdA si ribadisce in merito al problema omologa, concessione in scadenza, fidejussione etc etc che “non  ci risulta..” . Risposta grave e incomprensibile dal punto di vista gestionale. O le irregolarità ci sono o non ci sono … il “non ci risulta…” è un lavarsene le mani alla Ponzio Pilato. Un CdA non può lavarsene le mani …

7.) Relazioni periodiche al Tribunale

Documenti, afferma il cda, sostanzialmente privi di contenuti dato l’attività specifica della società. Al che ci si chiede perchè il Presidente Salvadori abbia opposto un netto rifiuto al consigliere Barbierei che ne richiedeva copia?

Altre considerazioni ci sono e non sono poche ma una conclusione ci sentiamo di ribadirla ancora una volta:

La Porto di Cecina spa e gli interessi dei diversi stake holders (soci, rogitanti, creditori) possono essere tutelati solo con un “salvataggio” dall’interno (aumento di capitale) che permetta di sviluppare un piano di dismissioni degli asset secondari valorizzandoli nel tempo e non svendendoli di corsa.
Nessun investitore sano di mente comprerebbe oggi con un quadro di incertezze ampio come quello attuale.

Il concordato liquidatorio si traduce, per i soci, nell’azzeramento del valore delle azioni, per i rogitanti, nella perdita del posto barca promesso e in una fortissima riduzione del credito per gli anticipi già versati.

Clicca qui per scaricare il pdf

 della risposta del CdA della Porto di Cecina spa

1 ha pensato a “Cda-Comitato Rogitanti: botta e risposta”

  1. Le responsabilità dei membri del CDA vecchi e nuovi sono indiscutibili ed il fatto che gli stessi consiglieri non rinuncino ai loro compensi è semplicemente vergognoso anche se la legge glielo consente. Detto questo purtroppo nessuno prima o adesso, ha voluto rilevare la Società ed anche il tentativo di aumento di capitale è andato come prevedibile fallito.Il destino del Porto è quindi segnato con l’azzeramento del capitale sociale ed un concordato liquidatorio che probabilmente avrà tempi lunghi e tali da consentire agli assuntori dello spezzatino di acquisire a costi molto ridotti. Non vedo quale altra soluzione sia possibile e per quanto riguarda i soci rogitanti mi sento di dire, che anche loro hanno delle responsabilità, in quanto se avessero versato le rate nei tempi previsti e rogitato quando era possibile, forse adesso non saremmo in questa situazione. Mi auguro solo che questa storia tormentata si concluda al più presto affinché i lavori di completamento siano ripresi e si possa finalmente vedere un marina bello ed accogliente.

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