Il testo inviato al CdA e l’intervento in assemblea
L’intervento non concesso in assemblea dato che il Presidente non ha mai aperto il dibattito prima delle votazioni.
“Prima di esporre sinteticamente le domande inviate mi sento in dovere di fare un appello.
In passato sono stato uno dei pochi ad esprimere dissenso e votare contro alle proposte cinematografiche di vendita Perverell/Acefoldt e all’approvazione di bilanci in utile pur di sembrare belli e sani.
Oggi siamo laddove avevo avvisato si sarebbe finiti con l’aggravante che in tutto questo tempo nessuno dei problemi allora evidenziati è stato risolto. I soci applaudirono con gioia le promesse degli amministratori. Oggi mi auguro che i soci siano meglio informati e votino secondo il pensiero lento della testa e non quello veloce della pancia. Chi non si ritenesse ben informato, può astenersi.
Sottolineo al CdA e ai professionisti incaricati che le richieste di verifica che il Giudice impone al Commissario sono difficilmente assolvibili dalla nostra spa gravata da pesanti responsabilità.
In merito alla proposta di rinvio a nuovo delle cospicue perdite, lo stesso CdA dichiara di rinunciare al riporto delle imposte anticipate perché non avremo mai utili futuri per usarle. Senza utili, anche le perdite pregresse non sono copribili.
Non si vuol evidenziare ai soci che il valore nominale delle loro azioni si è ridotto a poco più di un terzo?
Questo CdA non ha rimosso i vincoli che impediscono a questa SPA di essere una vera SPA.
L’obbligo di essere soci del circolo nautico, la limitazione per le cariche amministrative. Un progetto da decine e decine di milioni di euro in un settore complesso e particolare, gestiti con regole buone per un circolo.
Impossibile avviare il salvataggio di una spa con queste premesse.
Siamo in stato di crisi e non viene deposita una dettagliata relazione sullo stato della situazione, sulle sue motivazioni, base per capire se ci possa essere una via di soluzione.
Non viene affrontato il tema dell’azione di responsabilità verso chi ha condotto la società in questo stato.
Avete chiesto soldi per un aumento di capitale senza un dettagliato piano su chi pagare e come. Non avete detto che l’aumento di capitale sarebbe stato garantito in prededuzione.
Un modo per farsi dire no. Anticipo quindi il mio voto contrario alle proposte di un CdA che ad oggi non ha risolto nessuno dei problemi storici.”
Il testo inviato al Cda con le domande dettagliatamente illustrate:
Alla cortese attenzione del Presidente del CdA e del Collegio Sindacale
Scrivo la presente in qualità di socio partecipante alla assemblea da Voi convocata per i giorni 3 e 4 settembre pv. Con la presente vi inoltre nr. 2 domande, limite indicato nelle regole da voi decise, chiedendo fin da subito di essere iscritto per poterle esporre sinteticamente in assemblea nel tempo concesso ai soci ed in ogni caso chiedo che il testo delle domande, a Voi anticipato a mezzo pec, sia integralmente trascritto e allegato al verbale dell’assemblea.
Domanda Nr.1
Nella comunicazione ai soci datata 26 agosto si afferma che in relazione alla procedura concorsuale 3/2021 aperta presso il Tribunale di Livorno, è vostra intenzione procedere al deposito di un “Piano in Continuità Aziendale Indiretta fondato sulla cessione in esercizio, mediante procedura competitiva appositamente individuata (un’asta), dell’intero compendio aziendale di cui dispone”.
Considerano le vigenti Linee guida del Tribunale di Livorno in merito alle procedure concorsuali ed in particolare alle verifiche preventive all’omologa che il Commissario del Concordato è tenuto a svolgere per conto del Giudice, sono a chiedere al Cda, al Collegio Sindacale e ai professionisti incaricati se nel corso delle loro attente e approfondite valutazioni, in cui sono sicuro avranno svolto anche una rigorosa verifica della contabilità, hanno preso atto e verificato quanto segue:
- – dai bilanci già approvati (2018/2017) così come dai due progetti (2019 e 2020) sottoposti ora all’approvazione dei soci, si evidenzia l’esistenza di cospicui debiti tributari formatesi nel corso degli ultimi 5 anni. Si chiede se è stato verificato da una parte che non vi siano stati occultamenti di perdite di capitale e dall’altra se il non pagamento dei debiti tributari, certi, esigibili e non contestati, abbia permesso alla società di continuare ad operare quando andava messa in liquidazione. Si evidenzia che la scelta di non pagare tali debiti ha provocato l’irrogazione di sanzioni creando così un ulteriore danno e riduzione del patrimonio sociale posto a tutela dei creditori.
- – nel percorso di verifica attenta della situazione di crisi della società, si chiede se sono state indagate le cause del dissesto, le eventuali causazioni o gli aggravamenti ed infine se sono stati fatti tutti gli accertamenti per verificare se sono esperibili azioni risarcitorie nei confronti degli amministratori (e sindaci) a tutela del patrimonio sociale e se la eventuale verifica patrimoniale della società e dei suoi assets, ha riguardato non solo i beni esistenti ma anche a quelli dismessi negli ultimi 5 anni. Il commissario giudiziale, quale pubblico ufficiale, dovrà indagare le cause del dissesto, accertando se ci sono state condotte suscettibili di integrare i reati fallimentari e inserendo le informazioni nella sua relazione al Giudice e poi inserita nel fascicolo della proposta concordataria con tutte le conseguenze ostative al procedere nel concordato. Si ricorda inoltre che agli atti della società, ci sono diversi esposti ex art. 2408 CC.
Domanda Nr.2
Dai progetti di Bilancio 2019 e 2020 sottoposti all’approvazione dei soci, a fronte di un capitale sociale nominale di Euro 3.882.647,00 si evidenziano gravi perdite d’esercizio e per l’esattezza:
2019 (2.218.588,00 Euro)
2020 (1.028.034,00 Euro)
Per un totale di Euro 3.246.622,00 Euro .
Il patrimonio netto al 31 dicembre 2020 risulta essersi ridotto a soli Euro 1.062.524,00 a cui andrà quasi sicuramente detratta anche la perdita maturata in quest’esercizio e di cui non ci sono comunicazioni da parte vostra.
Pur consci che il deposito della domanda di concordato in bianco ha sospeso gli obblighi di cui al 2446 CC, si evidenzia come il valore contabile delle azioni si sia di fatto ridotto a meno di un terzo del suo valore nominale. La scelta del Cda di rinunciare ai benefici fiscali delle imposte anticipate negli esercizi fiscali precedenti (dalla Nota Integrativa Bil 2021: “Non sono state rilevate imposte anticipate in quanto non esistono più le condizioni del loro ragionevole recupero negli anni successivi”), certifica che non ci sono più i presupposti perché la società produca utili d’esercizio. Tale ultima considerazione del CdA si trova quindi in palese contrasto con la proposta fatta dallo stesso CdA di rinviare a nuovo le attuali perdite mancando il presupposto di una possibile futura copertura con gli utili d’esercizio. La proposta comporta altresì un aggravio inutile di costi dato che la vigente normativa permette di coprire le perdite con la riduzione corrispondente del capitale sociale in fase di approvazione del bilancio senza alcuno costo aggiuntivo evitando la convocazione di un’assemblea straordinaria.
Al fine, dunque, di una corretta rappresentazione ai soci del valore delle loro azioni, dell’applicazione del principio di trasparenza e in generale di operare secondo i principi del buon padre di famiglia e con correttezza nei confronti del mandante, visti i documenti redatti dal CdA, la copertura delle perdite con il capitale sociale appare la proposta doverosa e necessaria.
Si consideri questa mia ultima affermazione come proposta. Ringraziandovi per l’attenzione
A.Lucibello Piani