Parla il presidente del Comitato dei Rogitanti
Buon giorno dott. Bombacci e grazie per aver accettato di essere intervistato.
Come le abbiamo anticipato, vorremmo chiarire alcune questioni che oggi appaiono confuse e Lei, in qualità di Presidente del Comitato Rogitanti, ci sembra la persona giusta per farlo.
Domanda:
Lei è il presidente del Comitato Rogitanti, ci racconta quali sono gli obbiettivi del Comitato e perché è nato?
Risposta:
Il Comitato è nato quasi per necessità non appena abbiamo saputo che la società aveva depositato la richiesta di concordato.
Il perché è semplice: i rogitanti hanno versato nelle casse della società oltre 10 milioni di euro come caparre e acconti sui compromessi per posti barca e posti auto. Molti di noi hanno pagato tutto fino all’ultimo euro ma non hanno mai potuto rogitare per le note vicissitudini e oggi ci ritroviamo ad essere in prima fila nel rischiare di perdere tutto.
D.
Leggendo alcuni interventi sembra che voi siate co-responsabili della crisi finanziaria della spa, cosa ne pensa?
R.
Guardi, è un’affermazione ridicola anche alla luce del semplice dato economico.
Nemmeno le banche hanno dato alla Porto spa oltre 10 milioni di euro come fatto da noi.
Chi afferma che siamo la causa del dissesto ha preso un abbaglio.
Dai conteggi che abbiamo, risulterebbe che se venissero eseguiti tutti i rogiti oggi pendenti, la Porto di Cecina spa incasserebbe intorno ai 2 milioni di euro per i saldi.
Altro effetto di procedere ai rogiti sarebbe l’azzeramento del passivo di oltre 10 milioni di euro per gli anticipi.
La differenza tra le due cifre è talmente evidente che non serve aggiungere altro.
Probabilmente, tra coloro che hanno firmato i compromessi per comprare i posti barca, c’è qualche “furbetto” che, visto la crisi della spa ne ha approfittato.
Spettava e spetta al CdA, come evidenziato dal socio Melosi, far chiarezza e intervenire per non far ricadere su tutti i soci l’onere di sostenere i costi del mancato rispetto degli obblighi contrattuali.
Le posso comunque confermare già ora che i nostri iscritti, ossia coloro che stanno agendo per tutelare il loro diritto al posto barca, sono proprio coloro che hanno rispettato i contratti.
Tutti gli attuali iscritti al Comitato Rogitanti sono in regola con i pagamenti della loro prenotazione di un posto barca.
Questo vuol dire che devono pagare solo l’ultima rata e l’IVA.
D.
Ma perché non è stato fatto quest’ultimo passaggio, ci risulta che altri abbiano regolarmente rogitato.
R.
Il passaggio davanti al notaio per completare l’acquisto non è ancora avvenuto laddove i posti barca non sono stati ancora costruiti.
Dove invece i posti barca ci sono, è successo che ad un certo punto la spa ha gravato di ipoteca i posti in favore di una delle banche creditrici impedendo così di procedere con i rogiti.
Ecco che a sorpresa non abbiamo potuto rogitare malgrado fossimo perfettamente in regola con i pagamenti.
L’inadempienza quindi non è dei rogitanti ma della Porto spa.
Se qualcuno di noi avesse attivato le vie legali avrebbe potuto provocare il fallimento della spa ben prima.
Se non è stato fatto è proprio perché tutti abbiamo a cuore le sorti del nostro porto.
Il valore del nostro posto barca è strettamente legato a quello del progetto, le due cose non sono scindibili, chi ragiona guardando solo al suo giardinetto non si rende conto che l’incendio travolgerà tutti.
D.
Preso atto della situazione, cosa suggerisce?
R.
E’ vero, come asserisce il signor Melosi, che ci sono “rogitanti, NON iscritti al Comitato, che hanno firmato contratti per acquistare posti barca non in regola con i versamenti che avvenivano a scaglioni su richiesta del CDA del Porto.
Alcuni sembra addirittura non abbiano versato neppure il primo acconto.
Per contratto i rogitanti che non sono in regola con i pagamenti, non avrebbero più diritto al posto barca e le somme già versate dovrebbero essere acquisite dalla Porto SPA.
I precedenti CDA della Porto SPA così come l’attuale non hanno fornito informazioni dettagliate su questa vicenda. Perché non siano state attivate le procedure per recuperare gli acconti versati resta un mistero e con le sommarie informazioni che abbiamo appare evidente che sia stato prodotto un danno alla nostra società.
Può essere che tra coloro che non hanno versato, ci fossero soggetti che godevano della “protezione” del vecchio CDA della Porto SPA, è un dubbio legittimo che spero venga chiarito presto. Voci alimentano persino il sospetto che alcuni componenti dei CdA siano in possesso di posti barca senza essere in regola con i pagamenti. Mi auguro che sia fatta chiarezza dal soggetto che oggi può e deve farlo: il Consiglio di Amministrazione.
R.
C’è qualcos’altro che vuole evidenziare?
D.
Si, certamente.
Riteniamo che rogitanti e proprietari abbiamo gli stessi interessi.
Di fatto, noi rogitanti che abbiamo pagato quanto dovuto, siamo proprietari in attesa del solo atto formale.
E’ interesse di tutti tutelare i nostri beni e valorizzare al meglio gli assets della spa.
Per questo mi auguro che si riesca a lavorare insieme, di cose da fare e problemi da affrontare ce ne sono anche troppi per inventarsene di nuovi!
Ringraziamo il presidente del Comitato Rogitanti ricordano che chi fosse interessato a contattarlo può scrivere all’email:
rogitantiportocecina@gmail.com
Ho letto con molta attenzione il contenuto della intervista rilasciata dal dott. Bombacci e anche se non vi ho trovato accenno alle richieste che avevo avanzato nella mia precedente intervista,confesso che ho molto apprezzato la manifestata disponibilità ad aprire finalmente un dialogo tra proprietari e “veri rogitanti” che dentro di me auspicavo. E’ una piccola breccia che ora dobbiamo impegnarci ad allargare affinché entri un forte vento che spazzi malintesi ,sospetti, dubbi e tutto ciò che può ostacolare quello che è il raggiungimento di un obbiettivo comune : finire il porto nel più breve tempo possibile e recuperare il nostro investimento.