Mauro Melosi: solo navigando insieme e uniti possiamo salvare il nostro porto!
Melosi buon giorno, il suo precedente intervento ha aperto un ampio dibattito.
E’ importante confrontarsi e scambiare le idee per avere quante più informazioni e punti di vista possibili, cosa rara nella travagliata vicenda del porto di Cecina.

Domanda:
Immagino voglia proseguire riallacciandosi al suo precedente intervento o sbaglio?
Risposta:
Prima di entrare nel merito delle motivazioni che mi hanno spinto a rilasciare questa nuova intervista, vorrei rivolgermi al sig. Marco Simoncini che aveva sollevato il problema della nautica minore dei piccoli azionisti o soci del CNFC, con un commento alla mia precedente intervista.
Io ero uno di voi. Per lunghi anni, all’inizio del cinquantennio che mi ha visto “marinaio”, ho avuto piccole imbarcazioni e quindi conosco bene le necessità della nautica minore.
Credo che anche noi proprietari, insieme al Comune, dovremo cercare e trovare anche per loro, magari nella zona del terreno Miliotti o dove c’è il distributore o le capanne dei pescatori, un ricovero dove possono essere ormeggiate in sicurezza evitando interferenze con il porto vero e proprio.
Certo non è un problema sul quale possiamo concentrarci adesso, ma questa è “gente nostra” che dobbiamo impegnarci a tutelare.
E vengo all’oggetto di questo mio nuovo intervento.
Nei giorni scorsi ho esposto motivandolo, quel senso di discriminazione nei confronti dei rogitanti che so essere comune a molti di noi proprietari.
Leggendo le successive dichiarazioni del dottor Bombacci, coordinatore del gruppo che chiamerò “rogitanti a pieno titolo”, ho potuto constatare la loro disponibilità ad un confronto di chiarimento tendente ad un tentativo di rappacificazione con noi proprietari che non possiamo lasciare cadere nel vuoto.
D.
La sensazione è che ci sia stata molta confusione e poca unità, cosa ne pensa?
M.
Ho riflettuto a lungo su questo arrivando alla conclusione che quelli che hanno veramente a cuore la sorte del porto perché lo amano e lo hanno amato profondamente fin dall’inizio, sono coloro che si sono esposti totalmente per la sua realizzazione, a volte anche con grandi sacrifici.
Questo per me li qualifica come I VERI PADRONI DEL PORTO ed io credo non si possa negare che fra questi debbono essere compresi anche quel tipo di rogitanti.
Allora dico ai miei compagni proprietari che se questi FRATELLI ci dimostrano con un gesto significativo che intendono realmente ritrovare quello spirito di coesione che ci ha contraddistinto nel corso dei primi 20 anni di vita del porto allora dobbiamo accoglierli senza alcuna ombra di dubbio.
Come ho già in precedenza sostenuto, c’è un solo elemento ancora divisivo fra noi: L’IMU ipoteticamente spettante ai loro posti barca e che invece resta a carico della Società e quindi di tutti noi.
Per questo torno a chiedere ai rogitanti di accollarsi quel piccolo importo annuo che gli permetterebbero di presentarsi con un’immagine “pulita” e totalmente alla pari con i proprietari.
Facciano questo gesto ed a noi proprietari non resterà che stringergli la mano.
D.
Fatto questo gesto, quale potrebbe essere il passo successivo?
R.
IO HO UN SOGNO come disse un grande uomo, ed è quello di vedere la nascita di un nuovo grande comitato unito di proprietari e rogitanti guidato dalle migliori menti presenti fra le loro file, persone serie, capaci, creative, tenaci ma soprattutto “trasparenti” che possano interfacciare il CDA per indurlo a quell’atteggiamento di equità e trasparenza annunciato al momento della loro investitura, ma che fino ad ora ha ben poco dimostrato.
Io non sono di Cecina e non ho conoscenze importanti in zona che possono influenzare o peggio ancora condizionare il mio pensiero, ma sono una persona ormai anziana che conosce il mondo e immagina che 25 anni di vita possano aver creato sul porto una rete di convivenze, clientelismo, nepotismo e trame occulte che potrebbero anche aver influito negativamente e forse anche provocato un notevole impatto sulla crisi in essere.
D.
E sul concordato che idea si è fatto?
R.
Penso che il concordato ora presentato debba rimanere valido, ma considerato come ultima chance, e che si si debba avviare subito un processo di revisione delle condizioni che lo hanno reso attuabile ed una analisi approfondita per la ricerca di nuove possibili e migliorative vie d’uscita dalla crisi.
Questo è un DIRITTO dei veri padroni che secondo me dovrà essere esercitato anche attraverso un nuovo e continua processo di confronto in simbiosi tra gruppo dirigente di questo nuovo comitato ed il CDA che dovrà accettarlo perché alla fine è un organismo eletto e come tale deve considerarsi precario.
D.
Quali sono i pericoli che vede all’orizzonte?
R.
Prima di tutto voglio fare un appello a quei proprietari che stanno alla finestra a vedere il fiume in piena che scorre e dico loro: attenzione perché l’acqua sta salendo ed entrerà anche nelle vostre case. Svegliatevi dal vostro torpore perché anche noi ci troviamo in cattive acque.
Il concordato comporterà una risoluzione in tempi lunghi di almeno 6/7 anni e molti di noi, ormai attempati, rischiano di non poter coronare il sogno di vedere il porto finito.
Avremo sul collo la spada di Damocle della convenzione con il Comune e del possibile mancato rinnovo della Concessione.
Il problema più grosso per molti, sarà l’impossibilità di poter vendere il proprio posto barca dato che il suo valore, oggi ridotto del 60/70 % rispetto al costo d’acquisto, si manterrà tale per tutto questo periodo.
Quindi li invito a ricompattarsi perché coesi e determinati avremo la possibilità di governare meglio il nostro destino.
D.
Melosi intanto grazie per le sue indicazioni, ha qualcosa da aggiungere prima di congedarci?
R.
Vorrei finire questo mio discorso in modo scherzoso e lieve dicendo che nel settecentesimo anno dalla morte del nostro grande Dante Alighieri e parafrasando i fatti ricorrenti in quell’epoca, è giunto il momento di porre fine alle guerre cittadine fra guelfi e ghibellini e di cercare di avviare insieme quel percorso che porterà al RINASCIMENTO del nostro bel porto.
Buongiorno Dott. Melosi, non credo sia l’importo dell’IMU non pagata il problema per noi, invece lo è non essere oggi proprietari di quanto lautamente pagato. Credo che se ci prospettassero l’ipotesi di rogitare quanto ci appartiene, assolveremo ai nostri obblighi nei confronti dell’IMU. Inoltre da parte del nostro comitato c’è assoluto desiderio per una proficua collaborazione con il comitato proprietari al fine di risolvere la complessa situazione in cui il porto si trova, che potrebbe portare anche alla fusione delle 2 associazioni.
Fabio Bombacci
Comitato Rogitanti PdC
Grazie dott. Bombacci per la sua risposta.Il fatto di poter rogitare al più presto è senz’altro auspicabile ed è per questo che dico uniamo le forze per trovare una strada per risolvere il vostro problema e quello del porto nel suo insieme. Io sono solo un semplice singolo proprietario che vi chiede di incontrarvi fra presidenti e, armati di reciproca buona volontà, trovare il modo di superare i contrasti, ritornare ad essere coesi e studiare e concordare le azioni comuni da mettere in atto.