Melosi: noi proprietari, siamo stati discriminati!
Pubblichiamo l’intervista concessa dal socio proprietario Mauro Melosi.
Sig. Mauro Melosi buon giorno, abbiamo accolto con piacere la sua richiesta di poter essere intervistato e pubblicato sul nostro sito. Ricordiamo che soci-portodicecina.it, fin dalla sua nascita, è sempre stato “aperto” anche se purtroppo, certi amministratori, hanno sempre evitato di rispondere puntualmente ai tanti dubbi e alle domande che qui sono emerse negli ultimi anni.
Domanda:
Iniziamo dalle presentazioni, Sig. Melosi ci racconti la sua esperienza con il porto di Cecina e le sue travagliate vicende.
Risposta:
Buon giorno, sono Mauro Melosi e avevo piacere di intervenire sulla vicenda del porto per esprimere il mio punto di vista in qualità di proprietario (rogitato) di un posto barca da 14 metri.
Farò una mia breve presentazione.
Ho 73 anni ed ho sempre avuto una grande passione per il mare che mi ha spinto ad immergermi già nei primi anni 60, ad acquistare la mia prima imbarcazione nel 1970 e ad iscrivermi al C.N.F.C. nel 1985; nel 1995 sono entrato come socio fondatore nella SPA Porto di Cecina ed ho vissuto tutto l’iter di realizzazione del porto partecipando ad ogni assemblea.
D.
Quali sono state le sue sensazioni mentre vedeva costruire il porto?
R.
Fin dall’inizio di questa avventura, ho pensato che non sarebbe stato possibile con le sole forze di noi azionisti arrivare a vedere il porto finito.
Con la vendita dei posti barca si contava di poter completare almeno il Marina. Con la vendita del comparto immobiliare o “tesoretto” come lo chiamava il defunto presidente Matteoli, si pensava di ottenere le risorse per il completamento integrale del porto.
Purtroppo, le tante gravi crisi economiche che hanno gravato i primi anni del nuovo secolo, vanificarono tutti questi progetti.
L’allora CDA in carica, pressato anche dai debiti contratti con le Banche, fu costretto a cercare un acquirente poi individuato in società italiane ed estere che si sono dimostrate nel tempo totalmente inaffidabili.
D.
Le vendite Peverell e poi Acefoldt, temi su cui abbiamo scavato a lungo. Che idea si è fatto di queste vicende?
R.
È certo che furono commessi gravi errori da parte di quel gruppo dirigente.
In particolare per non aver ben verificato le credenziali anche finanziarie di questi presunti acquirenti come alcuni soci chiesero in assemblea, ma è anche vero che non si erano presentati al momento altri possibili compratori e quindi non esistevano valide alternative.
L’assemblea approvò la proposta di vendita del CDA sancendo in questo modo la prospettiva della fine di una gestione del porto affidata all’azionariato sociale.
La mancata prospettata vendita portò ad una esposizione finanziaria in progressivo aumento che ha poi spinto le Banche a chiedere un immediato rientro dei debiti contratti sui mutui e l’attuale CDA, dopo uno sterile tentativo di aumento di capitale azionario, non ha trovato altra soluzione alternativa ad una richiesta di concordato peraltro osteggiato da molti azionisti, ma ormai già depositato in Tribunale.
D.
Bene, come proprietario, preso atto della situazione, come si è comportato?
R.
Recentemente si sono costituiti due comitati di soci ciascuno dei quali dedicato alla tutela degli interessi dei propri iscritti. Io, essendo proprietario, sono diventato membro di quello dove sono già confluiti una parte di coloro che hanno effettuato regolarmente il rogito del posto barca.
D.
Inquadrata la vicenda, ritiene ci siano responsabilità precise oltre agli errori gestionali a cui ha accennato prima?
R.
Ci tengo a precisare che qui espongo il mio personale pensiero che non deve considerarsi condiviso da tutti gli altri iscritti al comitato o a coloro che lo rappresentano, ma spero lo diventi almeno per la maggioranza.
Sono una persona schietta e diretta, non ho mai avuto incarichi istituzionali o di rappresentanza e pertanto non sono abituato ad esprimermi con un linguaggio “politicamente corretto”.
Quello che dirò non sarà apprezzato da tanti altri soci, ma lo ritengo giusto e corretto e sono pronto a confrontarmi civilmente con tutti coloro che non lo condividono.
Ritengo che una parte delle responsabilità che hanno portato a questa grave crisi finanziaria sia da addebitarsi a quei soci promissari acquirenti, i cosiddetti “rogitanti”, che non hanno onorato fino in fondo gli impegni presi con la Società al momento della firma dei preliminari di acquisto dei posti barca.
È ormai noto che molti di loro hanno versato poche delle rate previste e anche coloro che hanno completato i pagamenti, ma non hanno successivamente provveduto al rogito, hanno lasciato a carico della Società e quindi di tutti gli azionisti, il pagamento dell’IMU per quei posti barca che sarebbe dovuto gravare interamente su di loro.
Tutto questo ha causato un decremento nell’atteso flusso di entrata finanziaria nelle casse della Società ed un aggravio dei costi erariali sostenuti dalla stessa che non sarà difficile quantificare per gente di mestiere.
Voglio ricordare che il pagamento dell’ultima rata era prevista dai preliminari nel 2015 ed il blocco ai rogiti attuato dalle Banche è avvenuto nel 2018.
C’è stato quindi tutto il tempo per stipulare il contratto notarile come hanno fatto tutti gli attuali proprietari e non vedo quali motivazioni, se non quelle del tutto inaccettabili perché probabilmente legate a calcoli meschini o a totale ingenuità, possono giustificare un simile atteggiamento da parte di questi soci che così facendo hanno provocato un grave danno a tutti gli altri di cui se ne devono assumere la responsabilità.
D.
Cosa ritiene si debba fare a tal proposito?
R.
Trovo estremamente scorretto nei nostri confronti che l’attuale CDA, peraltro costantemente impegnato alla ricerca di nuove risorse economiche, continui l’atteggiamento dei precedenti consigli tollerando questa discriminazione.
Per questo lo invito caldamente a mettere in atto tutte le azioni possibili atte a recuperare questi crediti, arrivando, se necessario, ad applicare le norme indicate nei preliminari e accettate dai firmatari, che prevedevano in caso di mancata regolarità nei versamenti, l’esclusione degli stessi dalla prenotazione dei posti barca con trattenimento da parte della Società degli importi precedentemente versati.
Chiedo inoltre al CDA, che le tariffe condominiali riservate ai soci che hanno completato i pagamenti omettendo il rogito, siano ricaricate annualmente degli importi IMU relativi ai loro posti barca che continueranno a restare a carico della Società.
Avverto infine che se non sarà data soddisfazione a queste mie richieste, studierò con un legale la possibilità di chiamare a rispondere il CDA su questo atteggiamento.
D.
Cosa prevede possa succedere ora?
R.
La situazione del porto è al momento critica, ma personalmente sono ottimista nella prossima individuazione di un acquirente per due principali fattori:
1) le aste di vendita previste nel concordato, subiranno progressive riduzioni che faciliteranno le offerte.
2) i milioni di euro in arrivo dall’Europa andranno a quegli imprenditori che saranno capaci di completare opere ben definite nel settore pubblico e privato.
L’unico problema su cui possiamo e dobbiamo ora intervenire è il reperimento delle risorse che consentano almeno il normale funzionamento della gestione del porto per tutta la durata di questo periodo transitorio.
D.
Per concludere, vuol dire qualcosa ai suoi colleghi proprietari e soci?
R.
Il recupero finanziario sopra esposto può aiutare la società di gestione a continuare a svolgere il suo ruolo e magari far si che i servizi erogati siano di qualità migliore.
Invito pertanto TUTTI I PROPRIETARI DI POSTI BARCA non ancora iscritti al nostro comitato a farlo rapidamente contattandolo direttamente o inviando la richiesta al mio indirizzo email: mauro.melosi48@gmail.com che girerò ai coordinatori i quali provvederanno a fornirvi il mandato di iscrizione gratuita naturalmente.
Ringraziamo Mauro Melosi per il tempo che ci ha dedicato e la chiarezza con cui ha espresso il suo pensiero e ricordiamo che il sito soci-portodicecina.it è sempre a disposizione di chi volesse intervenire sulla vicenda del porto di Cecina.
Desidero rettificare quanto enunciato nella intervista in merito alla mia appartenenza al comtitato dei proprietari di cui da oggi non faccio più parte per divergenze di vedute sulla opportunità di formulare le mie dichiarazioni. Avverto i proprietari che mi hanno contattato sulla mia email personale e tutti quelli che non lo hanno ancora fatto, ma condividono la mia posizione decisionista, di rimanere o mettersi in contatto con me per portare avanti liberamente e in proprio le richieste motivate che ho espresso. Grazie.
Il Comitato Rogitanti risponde all’intervista del Signor Melosi
Tutti gli iscritti al Comitato Rogitanti sono in regola con i pagamenti della loro prenotazione del posto barca.
Questo vuol dire che molti nostri iscritti, hanno pagato anche i posti auto e garage e altri devono pagare solo l’ultima rata e versare l’IVA come prevista al rogito.
Il passaggio davanti al notaio, per completare l’acquisto, in molti casi, non è ancora avvenuto perché il posto barca non è stato ancora costruito oppure perché il posto barca è gravato da ipoteca in favore di una delle banche che hanno fornito prestito al Porto adesso rilevata da Sales spa, nonostante le numerose richieste di definizione dell’acquisto, in tempi non sospetti.
D’altra parte è vero, come asserisce il signor Melosi, che ci sono soci titolari di un preliminare di acquisto, NON iscritti al Comitato, non in regola con i versamenti che avvenivano a scaglioni su richiesta del CDA del Porto.
Alcuni addirittura non hanno versato neppure il primo acconto.
Per contratto i promissari acquirenti che non sono in regola con i pagamenti, non hanno piu’ diritto al posto barca, e le somme gia’ versate vengono acquisite secondo contratto, dalla Porto SPA rientrando in possesso del posto barca.
Sarebbe interessante sapere come mai il vecchio CDA non ha richiesto i versamenti ai soci inadempienti e perché il presente CDA della Porto SPA , non abbia fornito informazioni dettagliate su questa situazione contabile e non abbia ancora recuperato gli acconti versati.
Fabio Bombacci
Comitato Rogitanti PdC
Prendo con piacere atto che tutti gli iscritti al comitato rogitanti hanno regolarmente pagato la quarta rata e sono debitori del solo saldo il cui versamento era previsto al rogito già nel contratto preliminare. Sorvolo sul fatto di analizzare se sono state rispettate anche le tempistiche sulle date di versamento prefissate perché in ogni caso ritengo che questo è un’aspetto secondario e trascurabile e che i veri rogitanti (quelli iscritti al comitato) non possono essere certamente considerati come tutti gli altri inadempienti. Credo e sono convinto che fra persone di buona volontà si debba raggiungere accordi che portino tutti sulla stessa strada : completare al più presto il porto.
Tutto il mio rispetto per i soci proprietari ma é stato recato un grave danno anche ai vecchi soci del CNFC titolari di posto barca che non avendo possibilità economiche verranno in futuro ESCLUSI dalla realtà nautica di Cecina, senza possibilità di alternative possibili……lLA PICCOLA NAUTICA A CECINA VERRÀ UCCISA E NESSUNO NE PARLA!
Condivido Marco,
purtroppo sono anni che lo evidenzio senza alcuna reazione.
Il primo soggetto che dovrebbe intervenire a difesa degli interessi della comunità e del territorio e di quelli “sociali”, ossia il Comune, fa orecchie da mercante mascherandosi dietro la falsa rappresentazione che si tratti di una questione tra “privati” … ahimè!
É vero, da anni interpello i sindaci che si sono succeduti ma tutti se ne sono fregati, a partire da Pacini……quello che però veramente non capisco é il non volere riconoscere dalla porto spa il diritto alla piccola nautica, da SEMPRE presente sul territorio, di continuare a vivere il mare, noi abbiamo sempre pagato, nel nostro piccolo, quanto dovuto senza chiedere troppo in cambio……sembra che i nostri soldi non valgano quanto quelli dei proprietari …..io penso che senza noi ex CNFC il porto forse non sarebbe mai partito, quel porto nato dalle ceneri di un circolo ucciso da faccendieri senza scrupoli.
Le mie parole lo riconosco, sono pesanti , ma é quello che penso e che pensano altre centinaia di persone che non hanno la voglia o il coraggio di parlare..,.quando qualcuno mi dimostrerà il perché REALE di questa politica chiederò scusa, fino ad allora aspetterò e dalla finestra guarderò lo smembramento di questo obrobrio…….
Lei signor Simoncini ha tutta la mia comprensione e penso di darle una risposta più esplicita su come affronterei il problema sollevato in un prossimo intervento che intendo fare su questo sito.
Buongiorno signor Melosi, ho apprezzato la sua risposta, altri non hanno neanche preso in considerazione il solo ascolto di queste nostre perplessità, detto questo vorrei comunque puntualizzare un paio di aspetti:
non capisco il termine “interferenza con il porto” …..noi non vogliamo interferire con il porto, il porto siete voi, noi siamo quelli che perderemo tutto …..alla fine dei giochi voi rischierete di perdere soldi, noi quei posti barca che in tanti anni di attesa ci eravamo conquistati.
A me andrebbe bene anche essere segregato in un angolo, non ho alcun interesse a intrufolarmi in un mondo che non mi appartiene, a me ( e agli altri come me) interessa continuare a vivere il mare, con semplicità, utilizzando quelle strutture che ci eravamo conquistati con il tempo, strutture che ci sono state tolte con votazioni di soci proprietari/CNFC ……noi il posto barchetta lo avevamo ….era la vecchia darsena….ora é vostro……noi non vogliamo avere interferenze con il porto, vogliamo riconosciuti i nostri diritti di marinai, non ci interessa essere ricchi proprietari, noi vi rispettiamo e consideriamo, chiediamo rispetto e considerazione.
Il secondo aspetto riguarda la tempistica…….ora é il tempo di mettere tutto in ordine, tutti insieme senza figli e figliastri…..
CORDIALMENTE.
……Dimenticavo…giusto per approfondire ulteriormente….in altri porti nati dalle spoglie di vecchi circoli, i posti sono stati in qualche modo riconosciuti es. San Vincenzo.
Rosignano, nato su una scogliera disabitata ha fatto come dice Lei…….perché la porto di Cecina spa non ha fatto come Rosignano cercandosi un posto dove avrebbe potuto fare tutto senza danneggiare nessuno? Io un’idea ce l’ho, per questo chiedo di essere considerato con il dovuto rispetto dalla Porto. Spa.
Grazie signor Simoncini per aver precisato ulteriormente il suo punto di vista, ho sempre ritenuto che parlarsi fra persone di buona volontà porta sicuramente ad effetti positivi. Lei non può coinvolgermi come proprietario sulle scelte fatte nel 1995 dall’allora CDA insieme al Comune ed alla Regione che prevede un porto con posti barca a partire da 8 metri, ma io ho in mente una soluzione tipo Scarlino ad esempio che veda la coesistenza di un porto privato dove ormeggiano quelli con la “puzza sotto il naso” e mi creda non sono io, con accanto seppur separata, la nautica minore. E allora le dico mi dia una mano lei e tutti quelli che possono trovarsi nelle sua situazione a cambiare almeno le teste dei soci azionisti che dovrebbero avere più interesse al porto come ho scritto nell’intervista, per governare questo processo critico e trovare il modo di andare avanti al meglio e con soddisfazione per tutti. Ho fatto un richiamo all’unità dei soci proprietari in realtà per aprire un dibatto pubblico che si allarghi anche a tutta la comunità cecinese perché questa città tutta dovrebbe avere interesse al ritorno di immagine ed alle ricadute economiche sul suo territorio che il suo porto ben gestito può portare. E quindi le chiedo fatevi sentire anche voi anche chiedendo nuovamente un più stretto intervento da parte della Giunta comunale ad esempio, che non dovrebbe avere solo interesse al rispetto della convenzione, cosa difficile da ottenere anche dal fallimento,ma bensì puntare lo sguardo al vero interesse per tutta la collettività come ho esposto in precedenza. Un cordiale saluto.