Alla ricerca del cavaliere bianco
Il piano concordatrio presentato dall’attuale consiglio di amministrazione della Porto di Cecina spa, prosegue il suo iter tra rinvii e progetti industriali assenti e sopratutto sulla base di alcuni presupposti ad oggi … totalmente mancanti.
Uno in particolare risalta:
il prezzo di realizzo degli asset messi in vendita (circa 20 milioni di euro) per il quale ad oggi nessuno si è fatto avanti.
Zero proposte di acquisto compatibili con la proposta concordataria dimostrano che il concordato vive ed è costruito su cifre irrealistiche. Per andare avanti nella procedura si ipotizza (senza dire perchè) che il compratore si materializzi nei prossimi anni.
Nel mentre passa il tempo e le inadempienze della Porto di Cecina spa nei confronti degli enti locali sono documentate e certificate mettendo a rischio gli atti autorizzativi e quindi il valore (quale esso sia) di tutto il progetto.
La conclusione, non detta da chi scrive l’articolo per conto del Tirreno, è che ancora una volta, dopo le esperienze fallimentari Peverell ed Acefoldt, l’unica soluzione pensata è quella di prender altro tempo sognando ancora una volta il cavaliere bianco.
D’altro canto il presidente della Porto di Cecina spa, Salvadori Emilio, rappresenta la continuità con il cda che approvò le fallimentari operazioni Peverell e poi Acefoldt e non ha alcun interesse a verificare le responsabilità nella gestione passata e per primo continua a vendere la favola che tutti saranno risarciti grazie al cavaliere bianco.
Il cero rresta in mano sopratutto ai rogitanti, detentori di circa 10 milioni di crediti per gli anticipi versati per i posti barca mai consegnati, la Sales, esecutrice dei lavori di costruzione e il Comune che ancora oggi, tra le tante altre cose, lamenta la mancata messa in sicurezza degli argini del fiume Cecina.
Nulla di nuovo …

Non mi aspettavo niente di eclatante dalla relazione del Commissario Dott. Paganelli e concordo in pieno che il cavaliere bianco non arriverà, anzi, non sarà secondo me neanche grigio,ma totalmente nero. E forse, dato questo stato di cose, sarebbe meglio che arrivasse subito e non dopo altri 3 anni d’agonia. Purtroppo ci sono stati fin dall’inizio clamorosi errori commessi da noi soci fondatori della SPA perpetrati per ben due volte nel 1997 e 1998 quando avallammo la sciagurata decisione dell’allora Presidente Matteoli di rinunciare alle offerte avanzate dal Presidente della Regione Vannino Chiti e dal Sindaco Claudio Vanni, in carica nel periodo, per la costituzione di una Società mista pubblico / privata che avrebbe potuto costruire e gestire il porto. Forse oggi non saremmo in questa situazione, ma purtroppo gli errori si pagano.