Mauro Melosi: il sindaco ha ragione, anche noi piccoli proprietari dobbiamo lavorare per il porto!

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Prosegue il dibattito sulla proposta di Concordato che deve essere votata entro pochi giorni. Questa volta abbiamo raccolto l’opinione di Mauro Melosi, un proprietario che ribadisce, in controtendenza rispetto al Comitato, l’importanza di vedere un porto finito.

Le dichiarazioni rilasciate dal Presidente del comitato proprietari con gli attacchi al Sindaco di Cecina e l’invito a votare a favore del concordato mi lasciano sconcertato.
Allontanando i pensieri di coloro che cercano nelle parole del signor Volterrani interessi personali o privati nella vicenda, cosa che non ci è data sapere e non voglio neanche perder tempo ad indagare conoscendo la persona, non vedo come si possa seriamente ritenere l’approvazione del concordato “cosa buona e giusta”.

Cercherò quindi di analizzare e commentare punto per punto quanto asserito nell’articolo.                                                                                   

1) L’accusa rivolta al Comune di non tutelare i soci del porto, in grande maggioranza cecinesi.
Ho sempre pensato che un Comune, se ben amministrato, si sforza di tutelare principalmente l’interesse diffuso di tutti i suoi cittadini, non una minima parte, tanto più quando questa si presenta come una parte privata, di un progetto privato in cui tutelano un loro interesse, legittimo, ma privatistico.
L’interesse pubblico nell’opera portuale può essere garantito dal Comune solo in un modo: pretendendo il rispetto degli impegni presi. Le opere pubbliche a carico dei proprietari del porto, in particolare la messa in sicurezza del fiume, devono essere realizzate al più presto. Questione che peraltro dovrebbe interessare tutti gli armatori che hanno un barca ormeggiata in un porto oggi non omologato e a rischio idraulico.
Mi sembra quindi del tutto legittima e doverosa la pretesa del Sindaco di non avallare il concordato in mancanza di un offerta concreta e supportata da fidejussioni bancarie a garanzia della realizzazione di tali opere. 

2) Approvare il concordato faciliterà il reperimento delle fidejussioni.
Il Presidente del CDA Salvadori asserisce di avere le risorse a garanzia delle fideiussioni ma non riesce a trovare una banca che si assuma il rischio del rilascio. Questo fatto non può che significare che non c’è più alcuna fiducia in questa Società e si devono cercare altre strade.                                                     

3) La Regione ha approvato i finanziamenti per le opere pubbliche gravanti sui proprietari.
A me non risulta e non ho trovato alcun atto che lo confermi. Poi quali opere? Il ponte, gli svincoli stradali. la messa in sicurezza del fiume o …?

4) Il comitato proprietari/rogitanti ha a disposizione 2 milioni per un aumento di capitale da trasformare in cessione di posti barca.
Mi chiedo se c’è un elenco ufficiale con nomi e importo di contribuzione che porti a tale importo o è solo un auspicio. Come mai lo dice solo oggi? Quando fu lanciata la proposta di un operazione interna di salvataggio, la risposta fu misera e da allora non c’è sentore che la situazione sia cambiata.                                                                                                                         

Avallare il concordato come presentato oggi ha solo una certezza: qualcuno guadagna tempo, noi interessati al porto finito ne perdiamo altro ancora e resto convinto che la situazione peggiorerà ulteriormente, che il porto diverrà sempre più decadente e svalutato.

Nessuno comprerà a oltre 20 milioni.
Le opere pubbliche del Comune non verranno realizzate e l’immagine del porto e della città sarà sempre più compromessa.
Di questo ne è un esempio il vicino porto di Pisa che pur essendo totalmente completato, collaudato, funzionale e con più di 280 posti barca a disposizione per la vendita, partito da una richiesta di concordato di 32,5 milioni verrà ceduto forse a 10.

Allora dico, come possiamo pensare che il nostro porto con 35/40 milioni di costi previsti per il completamento possa fare di meglio? Mi piacerebbe avere delle risposte a questa domanda ed aprire un costruttivo confronto di idee,pareri,suggerimenti.

Concludo quindi dicendo che visto che c’è una società di imprenditori locali (Inmar/Sales) dove tra l’altro sembra stia entrando anche un nuovo solido partner (Italmobiliare) che ha manifestato un interesse all’acquisto, credo che non dobbiamo farci sfuggire questa opportunità a condizione che garantiscono che il porto sarà messo in sicurezza e finito e portate a termine le opere del Comune.   

Pertanto invito caldamente il Sindaco a proseguire nella strada da lui intrapresa di tutelare l’interesse di tutta la comunità respingendo il concordato come già preannunciato e qualora questo non fosse sufficiente, avviando le procedure di ritiro della concessione per la zona a mare da riassegnare ad un nuovo proprietario qualificato e garante del soddisfacimento rapido di tutte le opere pubbliche in sospeso.

Mauro Melosi
Proprietario di un posto barca

 

2 pensieri su “Mauro Melosi: il sindaco ha ragione, anche noi piccoli proprietari dobbiamo lavorare per il porto!”

  1. Nella nostra qualità di promissari acquirenti e quindi interessati alla approvazione del Concordato preventivo proposto dalla Porto di Cecina , non possiamo che concordare per quanto asserito dal Sindaco che ponendo come elemento pregiudiziale al voto favorevole del Comune , la garanzia che le opere di interesse pubblico vengano garantite ed eseguite , non possiamo dimenticare che l’approvazione del concordato preventivo concorre a preservare il valore dei beni aziendali che compongono il porto e sui quali , in caso di revoca della convenzione , il Comune ha diritto di rivalersi, fermo restando che comunque il Comune è garantito per l’adempimento delle obbligazioni convenzionali assunte dalla Porto di Cecina spa , dalla coobbligazione illimitata degli oltre 170 soci (tra cui Melosi) che sono divenuti proprietari dei posti barca con atto notarile, in conformità di quanto disposto dall’art. 18 della Convenzione , talchè in caso di mancata approvazione del concordato preventivo e quindi di fallimento della società e di revoca della Convenzione , il Comune avrà diritto/dovere di escutere in primis proprio i proprietari dei posti barca che oggi si oppongono alla approvazione del concordato per ottenere l’adempimento economico a soddisfacimento delle proprie ragioni di credito.
    A tutela dei diritti di tutti , l’approvazione del concordato preventivo è auspicabile ed indispensabile per consentire agli interessati di intraprendere il percorso virtuoso degli accordi con il Comune e l’ultimazione del porto che solo in questo modo potrà far valere le proprie potenzialità.
    Per questo chiediamo a chi non ha ancora votato di votare a favore della approvazione della domanda di concordato proposta dalla Porto di Cecina spa.

  2. Egregio signor Bombacci non tutti i 170 soci proprietari sono andati a tirare la giacca al Sindaco per avere un trattamento di favore anche se molti di essi sono cittadini cecinesi, e se ci sarà da pagare,pagheremo.Di certo non possiamo permetterci di perdere altri 3 anni in attesa di un compratore ideale che garantisca la piena soddisfazione delle condizioni previste a concordato e per questo chiediamo al Sindaco di non avallare il concordato in mancanza di garanzie certe e ben documentate su eventuali offerte depositate prima del voto,consapevoli che un fallimento faciliterebbe l’arrivo di offerte a valori più bassi.Spero che ci saranno proposte che soddisfino tutti i creditori, ma credo anche che in mancanza di esse, i proprietari che hanno pagato beni non rogitabili e rogitanti che a loro volta non hanno rogitato per ragioni varie poche delle quali giustificabili, debbono assumersi la propria responsabilità degli errori commessi.

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