Verso l’assemblea 2020 e … la crisi aziendale.
Cari soci,
la data dell’assemblea si avvicina.
Fissata dal CdA per il 21 novembre in prima convocazione e subito indicata come fittizia nello stesso avviso, se nulla cambierà, si svolgerà il 13 dicembre pv.
Il percorso preventivo di informazione dei soci procede come sempre: totale oscurità.
Ad oggi, nel sito della Porto spa, malgrado l’appello rivolto al presidente Matteoli e al Sindaco Lippi pubblicato sul Tirreno, non compare alcun documento.
Niente prospetto di bilancio, niente relazione degli amministratori, niente relazione del collegio sindacale, niente relazione della società di revisione.
Restiamo in attesa.
Come sempre, almeno ad oggi, la Porto spa concede ai soci il solo “accesso” al fascicolo dell’assemblea depositato in sede ed essendo la Toscana zona arancione, ai soci di altre Regioni o Comuni è precluso l’accesso.
Servirebbe quindi andare di persona, leggere e prendere appunti visto che gli attuali amministratori non concedono neppure di far copie o fotografie dei documenti.
Una iper riservatezza perseguita neanche da società multinazionali o quotate.
Difficile anche solo immaginare una valida ragione per cui i documenti di un progetto di interesse pubblico e che una volta approvati finiscono comunque pubblicati alla Camera di Commercio, per di più documenti appartenenti ad una società ad azionariato diffuso, debbano essere secretati.
Riepiloghiamo i fatti noti:
1.) La crisi finanziaria della Porto spa è conclamata da anni e lo stop ai lavori di costruzione del porto lo hanno (purtroppo) certificato;
2.) Tutto il comparto della nautica italiana vive un periodo difficile (e non per il Covid). Vedi relazione Assomarinas alla Camera dei Deputati.
3.) La vendita dell’intero progetto (comprensivo dei tanti debiti) alla fantomatica Acefoldt Service Company Ltd, come prima alla Peverell Ltd, non si è conclusa e non è stata nemmeno incassata la caparra (fidejussione rilasciata alla firma del compromesso dal promissario acquirente). I nostri tanti dubbi espressi con trasparenza fin dall’inizio, purtroppo, si sono rilevati fondati (vedi i Cecina Papers);
4.) I debiti della Porto spa continuano ad aumentare maturando interessi;
5.) La gestione quotidiana del porto vive dei soli versamenti per le spese fatte dai proprietari dei posti barca e manifesta sempre più sofferenze oltre a non essere trasparenti le tariffe pagate o gli affitti pagati;
6.) La mancata omologa del porto (ancora zona di cantiere) e la mancata esecuzione delle opere di messa in sicurezza del fiume Cecina sono una miscela esplosiva che nessuno è riuscito, finora, a disarmare;
7.) Sono ancora tanti i soci che hanno versato quote per acquistare il posto barca e che attendono di poter rogitare;
8.) AI proprietari effettivi, ancora oggi, non è concessa la gestione del condominio e quindi il controllo sulle spese relative;
9.) Le cause legali e i contenziosi in cui è coinvolta la Porto spa aumentano di anno in anno;
10.) I rapporti con le banche sono interrotti da anni e nessun piano di rientro è stato concordato;
11.) L’ultra decennale presidenza di Giuliano Matteoli, rilevatosi un regno a vita che prevede da sempre la delega di ogni potere di straordinaria e ordinaria amministrazione ad una sola persona, al di la dei meriti e demeriti, impedisce di riallacciare i rapporti con i creditori e di ricreare la necessaria credibilità con le banche e quindi di costruire un piano di salvataggio sostenibile;
Infine la questione della continuità aziendale.
La stessa manca da anni. L’anno scorso fu “riconosciuta” dagli enti di controllo (Sindaci e Revisori), legandola alla promessa di cessione del progetto e dei debiti alla Acefold. Oggi che la vendita alla fantomatica Acefold Ltd non si è concretizzata, al di la delle responsabilità, si ripone in maniera ancora più grave la questione della continuità e le conseguenti responsabilità degli organi amministrativi e di controllo previste dalle vigenti norme.

Attendendo le relazioni al bilancio dei controllori, “sparite” nei mesi scorsi, possiamo affermare senza alcun timore di essere smentiti, che di fatto la Porto spa è in una situazione di crisi aziendale da diversi anni.
“Di fatto” perché formalmente nessuno ha interesse a farla fallire e quindi resta immobilizzata in un limbo dove si vive solo di rinvii .
Così come nessuno ha interesse ad affrontare le conseguenze di un fallimento, nessuno ha interesse a rifinanziarla oggi nello stato in cui si trova, mentre l’emergenza Covid aggrava il quadro generale.
Il progetto nautico, parlando della gestione del porto e dei suoi servizi, continua ad avere un suo appeal pur dovendosi confrontare con i tanti problemi della nautica da diporto toscana. La gestione del porto, al netto delle spese straordinarie per gli interessi sul debito, è in equilibrio e potrebbe persino essere migliorata con la presenza di un gestore che metta a disposizione le giuste competenze come la vicenda della Marina Cala de Medici (Rosignano) dimostra.

La gestione del progetto immobiliare, le cui ultime variazioni sono costate alla Porto spa altri decine e decine di migliaia di euro di notule dei progettisti per accontentare le richieste inutili di Acefold Ltd, è destinato a vedere la luce tra anni e anni, se e quando il comparto immobiliare si riprenderà e sicuramente necessita di essere “ricalibrato” sulla realtà cecinese.
Questi, in linea di massima, i punti principali per inquadrare la vicenda in attesa che si verifichino le condizioni minime per iniziare a costruire un serio piano di salvataggio del porto che non può non partire da un rinnovo “importante” del CdA.
Proposte:
iniziamo a pretendere dal CdA di essere più trasparenti!
Un problema può essere affrontato e quindi risolto solo se si ammette di avere un problema e lo si mette sul tavolo permettendo a chi può aiutare di fare le sue considerazioni.
Lo ripetiamo da anni … non è l’arrivo ne la soluzione, è solo un inizio, ma è conditio sine qua non.
Non voglio deludere nessuno, ma purtroppo il porto è destinato a fallire.
Sono anni che si parla di grandi progetti, ma come al solito manca la serietà da parte degli amministratori e allora cosa si aspetta a cambiarli?