Oggi è il giorno dell’assemblea … probabilmente l’ultima.

Alle ore 15 di oggi, sabato 13 febbraio 2021, in seconda convocazione e in modalità telematica come auspicavamo mesi fa, dopo tanti rinvii, è arrivato il giorno in cui i sacerdoti dell’attuale CdA permetteranno ai discepoli soci di sapere (indicativamente) quale futuro attende il loro (ex) porto.

Svaniti tutti i precedenti racconti e rinvii, con il concordato è iniziato un conto alla rovescia che nessuno può più interrompere o rinviare.
Il percorso può durare solo un termine stabilito dalla legge e si concluderà comunque entro fine anno, con il concordato liquidatorio o con il fallimento della società.

Oggi si discute e approverà la proposta di bilancio chiuso al 31 dicembre 2019 (oltre un anno fa e si dovrebbe già discutere del bilancio 2020 ma non è all’ordine del giorno).
I Consiglieri in carica hanno approvato questa proposta un anno fa, da allora non l’hanno cambiata, hanno solo sempre rinviato l’assemblea tenendo celate le relazioni negative degli organi di controllo.
Tra i circa 30 milioni di euro di debiti, ben 13 milioni sono verso quei soci che, versati gli anticipi per il posto barca, attendono da anni di rogitare.
A gennaio 2021 è successo qualcosa che non ha più permesso ulteriori rinvii ed eccoci qua.

Oggi si deciderà per i nuovi e vecchi amministratori:

-per l’ex “presidente da sempre” Giuliano Matteoli, sfiduciato dai suoi stessi compagni di consiglio a pochi giorni dall’assemblea e ri-candidato “nascosto”;
-per il suo fido scudiero Paolo Gorgone;
-per Emilio Salvadori, Presidente forse per pochi giorni e indicato come il referente degli ormai ex fedeli di Matteoli e ora oppositori dell’ex presidente padrone;
-per i soci nuovi candidati, tanti, che hanno deciso di dare il proprio contributo al rilancio del porto con energie fresche e nuove. Candidati che hanno scoperto solo dopo essersi candidati che la loro società aveva presentato istanza per un concordato e quindi se eletti non andranno ad occuparsi di come gestire il porto come pensavano ma di come “chiudere” la società.

Auguriamo il meglio possibile a tutti costoro. Agli eletti amministratori (7 saranno gli eletti), a tutti i loro consulenti, ai soci che devono ancora rogitare, agli armatori che avevano scelto Cecina come riparo per le loro amate imbarcazioni, ai dipendenti del porto (pochi ormai).

Auguriamo il meglio possibile a tutti coloro che oggi, nelle diverse responsabilità, nella società, nel Comune, tra i soci e cittadini amanti della nautica, continuano in prima fila la battaglia perché il porto di Cecina resti “il porto di Cecina”, aperto a tutti, grandi e piccini, volano ed energia per un rilancio  economico di tutta Cecina e che Cecina attende da anni e anni.

Vogliamo ringraziare e sopratutto perdonare, anche quelli che con il loro agire da amministratori hanno affondato il progetto del porto senza dimenticare quelli che hanno contribuito con il loro silente non agire.

Vogliamo perdonarli perché, senza nulla togliere alla giustizia, l’obbiettivo primo di chi sarà chiamato a gestire da domani la Porto di Cecina spa, deve essere quello di permettere il completamento e rilancio del porto e non di punire chi ha sbagliato e che già si è punito da solo intestandosi per sempre e senza appello il risultato fallimentare della gestione.

Oggi alle 15:00, voi discepoli iscritti e ammessi, sarete chiamati probabilmente all’ultima assemblea della Porto di Cecina spa in concordato.

Da Lunedì i soci cesseranno di essere discepoli attivi e le loro azioni si volatilizzeranno.

Però, la vita del porto non finisce qui.

Se il percorso della Porto di Cecina spa terminerà entro l’anno, il porto c’è, ci sarà e continuerà ad esserci.

E’ quindi giunto il tempo di svegliarsi ed impegnarsi per decidere quale futuro si vuole per il porto.

Il passo da “porto di Cecina” a “porto di uno” ,è breve e determinerà molto del futuro di Cecina.

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