Dicembre 2018 – Aprile 2021.

Sono trascorsi due anni e mezzo da quando è nato il nostro sito soci-portodicecina, costante e paziente “finestra” aperta sulle oscure vicende del porto di Cecina. Interventi e giudizi che purtroppo sono stati confermati dall’evolversi della situazione.
Due anni e mezzo in cui nulla è successo per evitare che la Porto di Cecina spa arrivasse al fallimento verso cui inesorabile sembra dirigersi.
Sono trascorsi diversi mesi dalla nomina del nuovo CdA che ha liberato la spa dall’incubo Matteoli. Dalle scarne notizie giornalistiche, altro incredibilmente non c’è, non si può far a meno di dedurre che anche il nuovo CdA, non riesce a cambiar rotta ed è incagliato nell’emulare il passato.
Avevamo deciso di lasciare un congruo tempo al nuovo CdA e al suo Presidente Salvadori perché potesse lavorare serenamente e proporre ai soci un progetto che potesse risolvere i problemi, questo tempo è scaduto …

Il punto della situazione

La Porto di Cecina spa ha diversi debiti, si sa da anni. Parecchi debiti ma non tantissimi, debiti che hanno insabbiato il progetto.
Debiti verso le banche, verso il costruttore del porto (Sales spa). Verso Miliotti per il terreno della zona cantiere; il fisco; i soci che ancora devono rogitare (che in realtà sarebbero crediti per i pagamenti dei posti barca non ancora saldati) e verso il Comune per le opere in convenzione.
Sono debiti che ammontano a circa 30 milioni di euro da quanto emerge dagli ultimi dati di bilancio conosciuti e ufficiali (2018). Ad oggi il nuovo CdA non ha ancora reso pubblico un elenco esaustivo dell’esposizione debitori, ne sintetico ne dettagliato. Elenco che sarebbe il primo punto da cui partire per studiare una soluzione e quantificare il “PROBLEMA”.
Tra dicembre e gennaio le banche, stufe di attendere, si sono mosse e hanno intimato il pagamento di alcuni loro crediti. Questa è stata la motivazione dell’estromissione di Matteoli.  Essendo la società priva della necessaria liquidità, il vecchio CdA ha scelto la via del concordato, mossa che congela per 4 mesi (+2 mesi al massimo) ogni azione esecutiva (e quindi il fallimento).
Idee di come strutturare il concordato da parte del vecchio CdA che ha avviato la procedura?
Evidentemente nessuna dato che ne il vecchio CdA ne il nuovo, ne ha fatto cenno. Ricordiamo che nel nuovo Cda figurano due consiglieri che sedevano nel CdA governato da Matteoli: Salvadori e Masoni. Due consiglieri che già governavano la Spa e non possono dirsi all’oscuro della situazione e che se avevano una qualche idea di come uscire dalla crisi, avendo conoscenza dei dettagli gestionali, oggi avrebbero dovuto comunicare una possibile soluzione.

Competenze

 

Servono competenze specifiche, è vero, non è facile gestore un opera come un porto turistico. Lo si ripete da anni: un progetto così importante non può essere gestito come il circolino nautico degli appassionati. Lo Statuto vigente della spa impedisce che nel CdA siano eletti non soci e quindi “chiude” la porta ad un apporto di competenze esterne. Premesso che lo Statuto si può cambiare, i manager si possono coinvolgere anche senza nominarli nel CdA, l’importante è mettere sul tavolo le competenze per creare un progetto credibile, sostenibile e che possa rilanciare il porto.

 

 

Posti barca, Miliotti, azione di responsabilità

Come scritto, il primo passo quando si è di fronte ad una crisi finanziaria è diagnosticare esattamente la situazione. Secondo, fatto chiarezza sull’ammontare dei debiti, si passa a fare luce sui punti oscuri ed infine si quantifica l’ammontare di risorse necessarie per sanare la situazione.
Qui abbiamo i buchi neri su cui nessuno vuol far luce: il contratto Miliotti e l’incredibile situazione della miriade di contratti di vendita dei posti barca ancora non eseguiti, ognuno diverso e costruito ad hoc. Forme di pagamento, benefici, prezzi … condizioni negoziate non si sa come ne regolamentate in modo puntuale. Quanto deve incassare la società da queste vendite? Chi ha pagato l’intero prezzo pattuito e non ha ancora rogitato e chi ancora non ha pagato? Chiarezza ancora oggi non c’è! E la vicenda Miliotti? Un debito per un acquisto ad un prezzo stratosferico di un terreno agricolo (soggetto a prelazione agricola) ed in parte in zona esondabile … per farne cosa? Vale la pena proseguire nell’acquisto? Non si sa. Tutto tace.
Due semplici vicende portate come esempi per arrivare alla domanda che emerge sempre quando si affronta una crisi : ci sono responsabilità in chi ha amministrato? I soci che vedono sfumare il loro investimento hanno diritto di sapere e valutare se i loro soldi sono stati amministrati bene e se ci sono responsabilità in chi hanno delegato a gestirli. L’azione di responsabilità è prevista dal codice civile a tutela dei soci, perché non se ne parla?

Sales

Altro aspetto incredibile di tutta questa vicenda è la gestione del rapporto con il costruttore : la Sales. Indicato da Matteoli come la causa della crisi (pur ammettendo di non averla pagata), compare nell’ultima assemblea dei soci invitata dal neo presidente Salvadori e manifesta la propria disponibilità ad essere “presente” e “aiutare” in un piano di salvataggio. Poi più nulla, nessun piano di salvataggio bello o brutto è stato presentato da questo CdA.

I soci

I soci sono coloro che  hanno sottoscritto il capitale sociale versando i soldi perché il progetto di costruzione del porto di Cecina potesse prender vita. Oggi che il porto è quasi finito, esiste ed ha un valore,  ancora una volta i soci, i proprietari veri del porto, vengono sistematicamente ignorati. Non sono messi a conoscenza della situazione economica e patrimoniale della loro società (il bilancio 2019 – lasciamo perdere quello 2020 – ancora non è stato sottoposto ad approvazione). Non hanno mai potuto leggere le vendite annunciate e mai realizzate alle fantomatiche società Acefold e Peverell.
Un buon padre di famiglia, quando ci sono problemi finanziari, è ai membri della famiglia che si rivolge chiedendo un sacrificio. Un Presidente di un Cda di una spa ad azionariato diffuso, prima che all’esterno è ai soci che si dovrebbe rivolgere.
Anche solo per rispetto del ruolo, ai soci andrebbe proposto un aumento di capitale per l’importo necessario a sanare i conti. I soci sono liberi di bocciarlo o non sottoscriverlo, ma almeno sarebbero coinvolti nella decisione di cosa fare del loro investimento.
Ragionando su un arco temporale di 3/5 anni, escludendo i 10 milioni di euro di debiti per gli anticipi versati sui posti barca (basta rogitare i posti barca e il debito scompare), rinegoziando i debiti bancari a 5 anni sulla base di un progetto credibile portato avanti con manager competenti e non amministratori capitati per caso, accordandosi con Sales per terminare i lavori ed essere pagata con la vendita dei posti barca in concessione, ottimizzata la gestione annua del porto, per ripartire quanto servirebbe come gesto di fiducia  da parte dei soci? Sicuramente molto meno, ma molto meno, dei 30 milioni di euro indicati anni fa da Mattoeli. Ma se non chiedo, non progetto, non creo relazioni, è impossibile che qualcuno mi dia questi soldi.

Nulla

Nulla, ad oggi ancora non esiste neanche un accenno all’opzione di un aumento di capitale, ne ad una nuova vendita a terzi. Vendita che se prima appariva irreale, lo è

Salvadori , attuale Presidente del Cda

ancora più oggi visto che nessun investitore serio metterebbe un euro in un progetto poco chiaro e così ricco di cassetti oscuri e chiusi a chiave.

Ai soci doveva essere esposta la situazione debitoria, il valore patrimoniale immobilizzato nella società e quanto serviva per terminare i lavori e valorizzare il proprio bene. Esiste un ampio valore per i posti barca della zona in concessione; il cantiere vale qualcosa; ci sono gli importi ancora da incassare per i posti in proprietà della darsena; anche tralasciando il faraonico progetto immobiliare, il porto vale , ma quanto?
Ancora non si sa. Tre anni di interminabili trattative di vendita ricche di rinvii, due diligence internazionali e firme di nuovi preliminari e definitivi non sono stati sufficienti a capirlo? Ma allora cosa è stato firmato ?

Salvadori ha dichiarato alla stampa che attende le perizie … a pochi giorni dalla scadenza per presentare un concordato ancora non sa … !!??

Presidente Salvadori e consiglieri, se ci siete, battete un colpo, il tempo è scaduto …

 

 

Matteoli ha gestito come padre padrone il porto, impedendogli di crescere e diventare “maggiorenne”, Salvadori, silente e mesto, sembra lo stia accompagnando al funerale …

 

 

 

 

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