I soci rogitanti e i rischi di perdere tutto quanto anticipato alla spa …

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I soci rogitanti,
non vorrei essere al loro posto!

Coloro che hanno firmato il compromesso per acquistare un posto barca (a volte anche un posto auto) e hanno versato caparre e anticipi ed ad oggi ancora non hanno potuto rogitare il “loro” posto barca, rappresentano oltre 13milioni di euro di “debiti” per la spa.

Le comunicazioni ufficiali

La prima lettera dell’attuale presidente della società, Emilio Salvadori, è stata indirizzata proprio a loro, ai soci promissari acquirenti.

Era il 21 febbraio 2021, quasi tre mesi fa e Salvadori scriveva:

“…Lo indirizzo a voi perché voi siete, unitamente a tutti gli altri soci azionisti, i veri proprietari del porto.
Come ho avuto modo di dire nella recente assemblea, vi confermo che la vostra (nostra) situazione mi sta molto a cuore.
È nel vostro interesse addivenire quanto prima al rogito del contratto preliminare a suo tempo sottoscritto.
È nell’interesse del porto addivenire quanto prima al rogito del contratto preliminare a suo tempo sottoscritto.
Nell’interesse quindi di entrambi mi adopererò, insieme all’intero CdA a fare in modo che i reciproci interessi vengano soddisfatti…”
(Clicca per scaricare la verisone integraleComunicato-ai-Soci-Promissari-acquirenti)

Non va dimenticato, a tal proposito, che diversi consiglieri attuali e passati, tra cui lo stesso Salvadori, pare siano soci-rogitanti… ossia in attesa del loro posto barca.

Il 22 marzo ca Salvadori informa i soci promissari acquirenti di un incontro avuto con Bombacci, presidente del neo costituito comitato dei soci rogitanti. Nella comunicazione ribadisce la disponibilità a collaborare per addivenire ad una rapida soluzione. Nella lettera si annuncia l’inizio di un importante azione di ricognizione della situazione amministrativa e contabile dei “contratti” in essere e che la Porto spa ad oggi non ha ancora onorato.
(Clicca per versione integrale)

Il 3 maggio ca scorso arriva una laconica e ultima comunicazione in cui si ipotizza un aumento di capitale (aleluja). Nessun dato, numero, progetto … ma la questione preoccupante per i soci rogitanti è la totale “scomparsa” della loro posizione. Nessun ulteriore passo avanti (o indietro) viene citato. Scomparsi …

(Clicca per scaricare versione integrale: Aggiornamento sulla situazione e sui prossimi passi)

Ormai manca un mese alla scadenza del termine per presentare la proposta concordataria, possibile che non vi siano ancora indicazioni concrete di cosa possa succedere al porto e ai soci che sono in attesa del loro posto barca?

Gli scenari

I soci promissari acquirenti hanno tutti firmato un compromesso in cui si impegnano a pagare un importo alla Porto spa. La Porto a sua volta si è impegnata a vendergli un posto barca (in darsena, parliamo di quelli “privati”).
Molti di questi (non tutti), oltre all’acconto, hanno versato dei congrui anticipi come previsto dal compromesso.
La situazione si è “bloccata” allorquando la Porto spa, causa i suoi ritardi nel saldare le banche, è entrata in crisi, ha dovuto iscrivere un ipoteca sui posti barca di sua proprietà per ottenere un nuovo mutuo dalla B. Castagneto Carducci. La Banca ha acconsentito a proseguire con i rogiti fino a che le inadempienze dalla Porto spa e l’aumentare dei suoi debiti in sofferenza non hanno “obbligato” la stessa banca a tutelarsi e non permettere più la cancellazione dell’ipoteca. Tutto questo succedeva oltre tre anni fa …

Oggi i contratti sono ancora “eseguibili” ma essendo in “concordato”, la legge impone un nuovo obbiettivo al CdA: procedere con la soluzione più proficua per saldare i debiti. L’esecuzione dei contratti in essere deve quindi essere valutata alla luce dell’interesse generale di tutti i creditori.

In sintesi:
il Cda o il curatore deve valutare se conviene eseguire i contratti di cui hanno già incassato oltre 10 milioni di euro. Nel caso in cui non si procedesse all’adempimento, gli acconti versati dai soci diverrebbero crediti chirografari verso il concordato (o peggio il fallimento sempre più probabile).

Questo il Presidente Salvadori ha omesso di “spiegarlo” ai soci rogitanti.
I rogitanti rischiano di perdere il loro posto barca e di vedere trasformare il loro anticipo in un mero credito chirografario che nei concordati (ancor più nei fallimenti) viene quasi sempre falcidiato.
Resterebbe parzialmente salva la caparra che potrebbe avere qualche privilegio in più rispetto ai chirografari.

Soci e crediti postergati

Un altro grosso macigno potrebbe abbattersi una volta che i contratti fossero disdetti. I crediti per gli anticipi, sono tutti debiti che la società ha verso i soci e questi potrebbero essere postergati rispetto a tutti gli altri correndo il rischio concreto di non vedersi rimborsare alcunché sopratutto un caso di fallimento.

Perché considerare quest’ipotesi un rischi concreto?

Perché rispetto a poco tempo fa, i posti barca hanno ripreso ad essere appetibili sul mercato  (causa pandemia, paura dell’inflazione e cambiamenti di strategie degli italiani per le vacanze).
Perché per un compratore del porto e per la stessa Porto spa, pagare al 20% (esempio) i promissari acquirenti (creditori chirografari),  vorrebbe dire non solo ridurre di oltre 8 milioni di euro i propri debiti ma anche ritrovarsi con un patrimonio di posti barca liberi da vendere per una cifra addirittura superiore. Un opzione che porterebbe un saldo positivo nei conti del porto per quasi 20 milioni di euro e dato che nessun compratore compra per far beneficenza e se il comparatore è uno dei classici squali che attende il momento più opportuno per fare il proprio affare ….

Cosa fare?

Fidandosi delle comunicazioni di Salvadori, molti hanno scelto la strada dell’attesa. Ora, nell’ultima lettera, pur omettendo di citare la posizione dei soci rogitanti, per la prima volta si menziona l’ipotesi di un aumento di capitale.
Abbiamo più volte indicato che il primo dovere di un amministratore di una società, in caso di crisi aziendale, è rivolgersi ai soci. Sono loro che hanno il diritto di valutare se salvare o meno il loro investimento, se gli conviene o se non gli interessa.
Tra tutti i soci, i soci rogitanti sono palesemente i primi ad essere interessati a salvare la Spa, poi seguono i soci già proprietari che hanno interesse a gestire il loro spazio ed infine quei soci che, pur non essendo interessati ai posti barca, avevano comprato le azioni pensando fosse un buon affare.

E’ salvabile la spa?

Probabilmente si. Il patrimonio della stessa ha un valore ben superiore ai debiti. La gestione di un porto, condotta con competenza generare buoni margini. Ci sono ancora molti posti barca vendibili, tutta la zona della concessione da “gestire”, il cantiere, la parte immobiliare e le infrastrutture a terra. Diverse bozze e idee a tal riguardo hanno iniziato a girare tra i soci.
Purtroppo il tempo scorre, il CdA si nasconde dietro fantomatiche riservatezze inesistenti.

Cari soci rogitanti, siete coloro che rischiano più di tutti, ma questo già lo sapevate. Resta da capire perchè non vi si coinvolge attivamente in una possibile azione di salvataggio del porto … perchè?
C’è qualcuno che non ha interesse a che il porto sia salvato dai soci?

Restiamo in attesa … di sapere..

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