Lasciate ogni speranza voi che entrare nel porto di Cecina …
Sono tanti coloro che ci scrivono da settimane chiedendo aggiornamenti e notizie. Eccoci qui a fare nuovamente il punto della situazione.
Oggi è il 22 giugno 2021, il termine ordinario di 4 mesi per presentare una proposta di concordato è scaduto … e nessuna proposta è stata depositata. Il Cda avrà chiesto al Tribunale i due mesi di proroga previsti dalla vigente normativa, la scadenza ultima resta prossima.
Aumento di Capitale
L’ultima comunicazione da parte della Porto di Cecina risale a circa un mese fa e prospettava ai soci l’ipotesi di un aumento di capitale per “mettere” in sicurezza la
società.Avevamo elencato una serie di domande per poter valutare meglio e capire se l’investimento chiesto ai soci era sostenibile e valido, nessuna risposta. La conseguenza è ovvia, senza un piano strategico chiaro e solido, nessuno sottoscrive un aumento di capitale.
L’aumento di capitale rappresentava sulla carta la soluzione meno dolorosa sopratutto per i soci creditori (rogitanti). A fronte di un piano industriale serio, avrebbe permesso di mantenere in vita la spa con la sua storica mission “sociale” rappresentata dall’azionariato diffuso.
Argomento chiuso visto che ad oggi non si ha notizia alcuna e non è pensabile che si chieda ai soci di partecipare ad un aumento di capitale nel mese di agosto!
Concordato
Per ristrutturare il debito esistono varie strade “legali”, dal concordato in continuità, liquidatorio, con assuntore, la rinegoziazione dei debiti ex art. 182 LF e altre ancora. Se entro agosto non si trova chi sostiene finanziariamente una di queste ipotesi, il Tribunale sarà costretto ad aprire la procedura di fallimento.
Un concordato ha il vantaggio per chi interviene di “chiudere” i debiti circoscrivendoli a quelli accertati dalla procedura stessa. Pone quindi un limite certo agli importi che un eventuale subentrante si dovrebbe impegnare a saldare. Insomma nessuna possibile sorpresa. I creditori sarebbero chiamati a partecipare alla ristrutturazione con un sacrificio del proprio credito, sacrificio che avrebbe come suo limite inferiore il valore di liquidazione dei singoli assets della società indicato dai periti nominati dalla procedura.
Per intendersi: se i debiti accertati sono ipoteticamente 50 e il valore periziato degli attivi arriva a 25, i creditori non possono aspettarsi di ottenere un offerta che superi il 50% del loro credito perché il massimo importo su cui i creditori si possono soddisfare è appunto 25.
Chi sono i creditori che oggi rischiano il maggior danno? Principalmente i soci rogitanti ossia coloro che hanno firmato i compromessi di acquisto e che ad oggi hanno versato anticipi e caparre per circa 13 milioni di euro. In caso di fallimento costoro da debitori (del saldo per comprare) diverrebbero creditori degli acconti e come creditori parteciperebbero alla falcidia. Difficile pensare che un investitore “rischi” i propri soldi in un concordato o in una ristrutturazione per salvare l’investimento di questi soci in attesa di rogito. Ecco perchp l’aumento di capitale interno era la strada più interessante per tutelare i rogitanti (aiutati che Dio ti aiuta).
Giusto ricordare che i soci (rogitanti inclusi ed escluso pochissimi tra cui il sottoscritto) hanno sempre ratificato l’agire di Matteoli e dei passati consigli di amministrazione che hanno portato la Porto spa a questa situazione.
A questo punto, scartata l’ipotesi dell’aumento di capitale, i sacrifici da parte dei soci e dei rogitanti saranno giorno dopo giorno inevitabilmente sempre più “importanti” ed è strano che nessuno se ne preoccupi.
Comitati
Due i comitati costituitosi in questi mesi. Quello dei proprietari e quello dei rogitanti (proprietari in attesa di diventarlo). Nessuna particolare mossa o proposta è stata comunicata dai rappresentanti dei comitati. I proprietari si ritrovano ancoro oggi senza un condominio. I rogitanti che hanno pagato tutto il loro posto barca avrebbero potuto provare a liberare l’ipoteca bancaria per procedere al rogito, anche questo non risulta esser stato fatto.
Responsabilità
Chi è responsabile di tutto questo? Senza ombra di dubbi in primis chi ha guidato la nave portandola sulle secche su cui si trova oggi. Nota curiosa, i consiglieri di amministrazione in carica fino a Febbraio hanno circa 900 mila euro di crediti per emolumenti non percepiti. Nessuno, ad oggi, ha mai accennato all’ipotesi di iniziare a ridurre questo debito della spa, un gesto non risolutivo ma sicuramente importante dal punto di vista simbolico.
Il caso Peverell/Acefold, il caso Miliotti, i debiti per i canoni concessori, le imposte e l’iva non versata aggravano i bilanci già pesanti … qualcuno ne risponderà mai?
Bilanci
Già, i bilanci… chi se li ricorda?
Sono ancora una volta due i bilanci che attendono: 2019 e 2020 … siamo ancora in attesa che il CdA li porti in assemblea perchè i soci possano approvarli. Bilanci sulla carta semplici da redigere visto che le attività della Porto spa sono ridotte da tempo. Bilanci importanti per capire come sono stati gestiti gli interessi sociali fino ad oggi. Bilanci di cui non si ha notizia.. perché?
Una delle ipotesi che circola è che il bilancio 2019, quello contestato dai revisori contabili e dai sindaci perché mancante della cosiddetta condizione di continuità aziendale, abbia una perdita ben superiore a quella che era stata presentata ai soci (e non messa in votazione).
E ora?
La promessa di una miglior comunicazione e trasparenza verso i soci …per ora non ha trovato realizzazione neanche con il nuovo CdA. Di compratori interessati a rilevare il porto, escludendo qualche intermediario che ha sondato il terreno e poi è scomparso, non se ne ha notizia. Di un progetto che preveda l’intervento della Sales, attuale creditore e costruttore di quello che c’è, prospettato nell’ultima assemblea dei soci non vi è traccia alcuna nelle scarse comunicazioni della Porto di Cecina spa.

Quindi? … allacciatevi le cinture di sicurezza perché le conseguenze di un ormai quasi certo fallimento saranno molto pesanti primis per i soci e creditori ma poi per tutto il comparto nautico e turistico cecinese che aveva visto nel porto un importante volano per le proprie attività … nel caso si arrivi al fallimento, la conclusione della costruzione del porto dovrà attendere parecchi anni!
Lasciate ogni speranza voi che entrare nel porto di Cecina sembra la frase più azzeccata per descrivere il momento che vive questa importante infrastruttura che da speranza per un futuro migliore sta trasformandosi in un incubo per molti !
Vi salutiamo e ci auguriamo di potervi dare presto qualche notizia migliore …