Il Tirreno conferma: niente aumento di capitale

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Porto di Cecina, sfuma l’aumento di capitale. Piano da presentare entro agosto

Il presidente Salvadori: «Concordato o, in alternativa, liquidazione. Ma resto fiducioso»

CECINA. Si allontana la possibilità di un aumento di capitale, mentre è fissata per il 10 agosto la presentazione del piano per il porto al tribunale di Livorno. A quel punto si aprono due prospettive: il concordato o l’avvio del percorso verso la liquidazione. Perché su altre ipotesi il presidente della Porto di Cecina spa Emilio Salvadori è fiducioso: «mi sentirei di escludere il fallimento».

Sotto la lente di ingrandimento c’è quindi una data: 10 agosto, giorno in cui scadranno i due mesi di tempo (in proroga) assegnati dal tribunale per poter presentare una proposta di concordato. «Prima del 10 agosto bisognerà arrivare a una soluzione», spiega Salvadori. Bisognerà cioè definire tutti quei soggetti che dovrebbero inserirsi nella procedura di concordato sostenendo i debiti.

Se per qualche motivo non si trovasse la quadra e non si riuscisse a presentare il piano in tribunale, l’altra opzione è la liquidazione della società. «Se riusciamo ad arrivare a un concordato faremo la proposta, altrimenti andremo verso la liquidazione».

Perché i debiti in qualche modo devono essere sanati: o con qualcuno che li estingue o vendendo «gli asset», cioè tutti quegli elementi di cui il progetto per il porto è composto. «Ci sarebbe la possibilità di vendere tutto insieme o di vendere le singole parti», per esempio la parte demaniale o quella immobiliare. E se chi compra avesse l’intenzione di stravolgere il progetto originario per il porto? «In quel caso dovrà chiedere le autorizzazioni per un eventuale nuovo progetto e ricominciare da capo». In tutto questo l’opzione fallimento è considerata improbabile.

«Mi sentirei di escludere questa possibilità – dice Salvadori – i periti del tribunale hanno fatto una stima sul valore degli asset del porto ed è risultato superiore al passivo (quindi al debito ndr)». Tra prospettive di concordato ed eventualità di liquidazioni, sembra invece tramontata la possibilità di un aumento di capitale, che «al momento non ha sortito le previsioni che ci aspettavamo – dice il presidente della Porto spa – Perciò non proseguiremo su questa strada, a meno che qualcuno non arrivi con una proposta. Perché al momento abbiamo alcune interlocuzioni (soggetti che potrebbero inserirsi nell’aumento di capitale ndr) ma nessuna sembra avere concretezza». Ricordiamo che in ballo che l’intero progetto per la riqualificazione del porto di Cecina, compresi posti barca e opere annesse. —

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