Nuovo CdA: azioni azzerate e trasparenza mancata
A gennaio di quest’anno,
alla notizia della revoca della presidenza e di tutte le deleghe a Matteoli, avevamo tirato un sospiro di sollievo. Finalmente succedeva qualcosa e qualcuno provava a cambiare rotta alla nave anche se era chiaro a tutti che non era cosa facile.
Uno dei primi messaggi del nuovo Consigli di Amministrazione riguardava la comunicazione, sempre poco trasparente nel recente passato e al centro di molte critiche (spesso partite da questo sito).
Il nuovo CdA si impegnava fin da subito a comunicare in modo trasparente con i soci. Una buona notizia.
Poi, dalle promesse ai fatti deve essere successo qualcosa perché di questa gran trasparenza se ne è vista poca poca.
Le comunicazioni con i comitati, poco chiare e prive di sostanza.
Le dimissioni del consigliere Barbieri, comunicate in forma stringata e senza alcuna spiegazione. Mancando la tipica chiosa della “motivazioni personali/impegni sopraggiunti/ragioni famigliari” non è difficile immaginare che ci sia sotto qualche motivazione ben più pesante che attendiamo di conoscere.
Arriviamo all’ultimo atto “non trasparente”. I Bilanci.
Il CdA ha convocato l’assemblea dei soci per approvare i Bilanci 2020 e 2019 per il 3 o 4 settembre. La norma di legge impone che i documenti delle assemblee siano depositati in sede 15 giorni prima della assemblea.
Deve, dice la legge, 15 giorni prima… termine minimo per tutelare l’interesse dei soci ad essere informati. Nessun divieto a comunicare i documenti anche molto prima di tale scadenza. Un CdA che non ha nulla da nascondere e ha approvato i Bilanci li mette subito a disposizione dei soci, con orgoglio.
Anzi, non pochi mandano via email i documenti a tutti i soci.
Dunque ancora una volta ci si chiede:
perché il CDA della Porto di Cecina spa che ha approvato il bilancio da sottoporre ai soci, aspetta l’ultimo momento utile per renderli noti?
C’è forse qualcosa nel bilancio che è meglio comunicare ai soci all’ultimo momento utile?
Abbiamo provato a porre domande, abbiamo riguardato le comunicazioni del CdA e rianalizzato quanto già era trapelato nell’ultima assemblea quando fu rinviata l’approvazione del bilancio 2019 già approvato dal precedente CdA.
Il bilancio 2019 fu rinviato perché si dovevano controllare i valori degli attivi e, presumo io, dei passivi.
Ad oggi, le poche voci che circolano tra le banchine, raccontano che i bilanci approvati dal nuovo CdA sono presentano forti perdite, pare persino superiori ai 2 milioni di euro.
Effetto di tali perdite: il patrimonio netto della società si avvicina alla zero.
Se consideriamo che alla pesante situazione che sarà sottoposta ai soci nella prossima assemblea si deve aggiungere la gestione 2021 inevitabilmente in ulteriore perdita e a cui si aggiungo i costi dei tanti professionisti incaricati di valutare e predisporre l’eventuale proposta concordataria (si mormora di importi complessivamente superiori a 500 mila euro), non è difficile immaginare le conseguenze considerando che la procedura concorsuale tutela i creditori e non i soci.
Il valore delle azioni sarebbe dunque praticamente AZZERATO. I soci hanno perso tutto l’investimento.
Nel mentre appare per lo meno imbarazzante che l’attuale CdA non abbia mai fatto cenno al tema dei compensi dei precedenti consigli. Circa un milioni di euro di debiti verso coloro che hanno portato la società dove si trova di oggi. Forse il nuovo CDA condivide le scelte e l’operato dei precedenti CDA?
Se i soci perdono tutto, è cosa giusta che non siano individuate le responsabilità di quanto successo?
Un altra indiscrezione che andrebbe verificata è legata ai disaccordi nel CdA stesso.
Le dimissioni di Barbieri sono ora note e sembra che anche l’approvazione dei bilanci non abbia trovato un CdA unanime.
Questo il quadro della situazione quando ancora non è dato sapere cosa è stato deciso per ristrutturare i debiti e salvare la società e tutelare gli interessi dei soci.