Ammissione Concordato: primo via libera e il sogno prosegue
Tutto a posto…apparentemente
A metà ottobre il Tribunale si è pronunciato sulla ammissibilità formale della domanda concordataria presentata dai professionisti incaricati dalla Porto spa. Come atteso, considerando anche il peso (e la parcella) dei professionisti incaricati, la verifica degli aspetti formali della domanda è stata superata.
Adesso inizia il percorso vero che prevede una azione di merito da parte del Commissario in vista dell’adunanza dei creditori che potrà essere fissata solo quando la verifica di ogni aspetto della proposta concordataria sarà esperita positivamente.
Primo passo: la verifica incrociata dei debiti con i creditori.
Il Commissario comunicherà ai creditori presenti nei libri contabili della Porto spa l’importo iscritto chiedendo di confermare se questo è coerente con le loro risultanza. Ove fosse necessario invita a trasmettere le proprie osservazioni per apportare eventuali correzioni.
Terminata la quadra degli importi, operazione che conoscendo la situazione di disordine contabile presente nella Porto spa non sarà facile, si entra nella verifica di chi potrà partecipare e con quale peso (voto) all’assemblea dei creditori che dovrà valutare se approvare o meno la proposta concordataria.
Nel merito della proposta, dalle prime indiscrezioni che vedono confermata la presenza di diversi classi emerge quando segue:
– il porto (assets) sarà messo in vendita ad un importo minimo di circa 20 milioni di euro come da valore rilevato dalla perizia e ridotto al minimo di legge.
Ad oggi il compratore ancora non c’è … (quindi per ora sono tutte ipotesi sulla carta);
-il concordato si basa sulla promessa di pagamento integrale praticamente a quasi tutti i creditori;
-gli Amministratori vedranno ridursi al 20% i propri crediti per i compensi degli esercizi passati;
-i rogitanti rogiteranno;
-le banche vedranno ridursi di molto il loro credito;
-Stato ed enti locali incasseranno tutto;
-i soci perdono il valore delle loro azioni;
-è rescisso il contratto capestro per l’acquisto dei terreni oltre strada;
-allo stato degli atti non si fa cenno ad azioni di responsabilità per accertare chi ha causato il dissesto;
Tutto questo, lo ripetiamo, è sub iudice: succederà solo se si venda il porto nello stato attuale ad almeno circa 20 milioni di euro.
Se ieri Matteoli prometteva con la fantasmagorica Acefoldt/Peverel di finire il porto e persino di ritornare ai soci quanto pagato per le azioni… oggi con il concordato proposto sulla base di una perizia che lascia il tempo che trova, si racconta che si pagheranno praticamente tutti e tutto.
Vien da chiedersi … ma allora il problema dov’è?
Tutto va bene …
Già,
basta che molti ci credano come han voluto credere all’offerta Acefoldt e se molti ci credono finisce che nessuno avrà da ridire e più passa il tempo, più le prescrizioni insabbiano gli errori e la ferite delle perdite.