L’APPROVAZIONE DEL CONCORDATO E’ COSA BUONA E GIUSTA PER TUTTI ?
Riceviamo e pubblichiamo un primo commento di un proprietario
Mi preme dire ai proprietari ciò che avrei espresso alla loro assemblea per la quale hanno inutilmente pagato 5 euro a testa per non ascoltarmi ..
Premesso che sono favorevole che si dia la possibilità di procedere rapidamente (FORSE) all’individuazione di un nuovo acquirente del porto (SETHA ?) così che si riprendano al più presto i lavori di completamento e si metta in sicurezza tutto il porto, tengo a ribadire, spero per l’ultima volta, ciò che da oltre un anno affermo e cioè che questo concordato è a favore di pochi soci che lo hanno voluto e manovrato.
E andiamo in analisi per vedere a chi è andata bene e a chi no.
Sicuramente è andata benissimo ai promissari acquirenti che vedono così riconosciuto, chiunque sia il futuro acquirente, il diritto al rogito cioè il recupero al 100% del loro credito.
Ma c’è di più,questi signori, almeno coloro che hanno utilizzato un posto barca dal 2012 versando poche rate di acconto, oltre a tenersi in tasca i propri soldi, hanno goduto per gentile concessione del CDA , della riduzione tariffaria riservata ai proprietari e dell’esenzione al pagamento IMU che è rimasto per quei posti a carico dell Società e quindi di tutti gli azionisti peggiorando in tal modo quel flusso di cassa che sarebbe stato necessario.
E, ciliegina sulla torta, questi risparmi goduti dai promissari acquirenti che a titolo di esempio su un posto barca di 14 metri ammontano a 5.800 euro l’anno e che portano ad un totale ad oggi di quasi 60.000 euro, faranno si che il loro posto barca alla fine gli costerà la metà di quanto è costato ai proprietari.
Va decisamente bene anche ai vecchi e nuovi membri del CDA che possono ora scrollarsi di dosso il rischio di un’azione di responsabilità per tutti gli errori commessi nelle passate gestioni oltre al fatto che alcuni di essi potranno anche godere di tutti i vantaggi già descritti per i promissari acquirenti.
E’ ancora tutta da verificare invece come andrà agli altri creditori perché se la Setha si dimostrerà attendibile potranno ricevere un discreto indennizzo del loro credito, ma se così non fosse e si avviasse una serie di offerte a prezzo decrescente, subirebbero un progressivo taglieggiamento.
Sicuramente non va assolutamente bene a tutti gli azionisti, proprietari compresi, che hanno perso in questo percorso due anni di tempo nel quale il porto è rimasto in queste penose condizioni, 1,5 milioni di euro per il costo dell’operazione gravato sulla Società ed infine vedono bruciato il valore delle loro azioni.
Tutto ciò senza considerare che il principale creditore, la Sales, potrebbe fare opposizione e, nel caso la vincesse, si andrebbe comunque al fallimento. Infine rilevo che il CDA che poteva fare almeno un ultima operazione che andasse nell’interesse di tutti e cioè nominare un Amministratore della darsena che stilasse un regolamento condominiale giusto ed equo per noi anziché farlo fare dall’acquirente che lo imposterà sicuramente a suo favore, si rifiuta perché spendere 2.000 euro dopo lo sperpero del concordato è troppo !
E allora chiedo ai proprietari, c’è da essere contenti dello stato delle cose?
Si poteva fare di meglio prima di infilarsi nel concordato ?
Mauro Melosi