Chi vuol comprare il porto di Cecina?
Partiamo da un breve resoconto dei fatti salienti dell’anno appena concluso.
Risale al 12 aprile 2023 la comunicazione del Presidente della Porto di Cecina spa in concordato in cui si chiarivano i termini della procedura di vendita degli assets della spa per 19,4 milioni di euro:
- entro le ore 18.00 (ora italiana) del giorno 15 maggio 2023 ( prorogato al 30 maggio 2023 ore 18:00) – termine per la presentazione della manifestazione di interesse;
- entro e non oltre le ore 18:00 del giorno 3 luglio 2023 – termine per la presentazione dell’offerta non vincolante;
Qui terminano le informazioni rese pubbliche sul sito della Società … https://portodicecina.it/archivio_news .
L’8 luglio, sul quotidiano locale Il Tirreno, il Presidente Salvadori informa che
“Dobbiamo ringraziare i nostri advisor per il loro fondamentale contributo e in particolare il professor Antonio Rizzi che ha seguito la procedura competitiva che ci ha portato ad avere in mano un’offerta non vincolante in anticipo sui tempi previsti – dice il presidente della Porto di Cecina Spa Emilio Salvadori – . Abbiamo a cuore la definizione della procedura concordataria nel tempo più breve possibile. Ma ora l’iniziativa non ci appartiene in via esclusiva.”
Il 7 novembre, sempre sul Il Tirreno, il Presidente, scaduti tutti i termini previsti per la presentazione di un offerta d’acquisto vincolante, chiude i canali di comunicazione:
“La società per i vincoli di riservatezza che ha assunto e chiesto di assumere agli interessati, non rilascerà alcuna altra dichiarazione sulla gara fino alla sua conclusione”.
Ad oggi non è pervenuta alcuna offerta vincolante per l’acquisto degli assets alle condizioni proposte dalla Porto di Cecina spa in concordato. Grazie invece alle informazioni circolate lungo le banchine del porto, sappiamo che una sola società avrebbe formalmente inviato una manifestazione di interesse partecipando alla prima fase della procedura senza poi tramutarla in una proposta definitiva e vincolante:
si tratterebbe della Setha.
“Il Gruppo Setha investe in sviluppi e gestisce le attività immobiliari nel Regno Unito e in Italia.
La società acquisisce principalmente attività commerciali e residenziali, con particolare attenzione all’acquisizione di siti dismessi, migliorando il valore ottenendo consensi di pianificazione alternativi che consentono la rigenerazione.
Al momento, Setha è coinvolta in schemi superiori a 1.000 unità + tra Regno Unito e Italia.”
Così viene descritta la loro attività sul loro sito. Un società inglese (a capitale italiano) che acquisisce per conto dei propri clienti siti dismessi e li riqualifca riconsegnandoli “pronti all’uso”.
Da queste poche informazioni purtroppo, non possiamo trarre alcuna conclusione positiva circa l’esito della procedura concorsuale che deve terminare entro il 30 giugno 2024.
L’elemento principale che emerge è l’assenza di soggetti che abbiano manifestato almeno un generico interesse nel rilevare il porto.
Una “stranezza” che meriterebbe un approfondimento attesa la scarsa presenza di infrastrutture portuali turistiche lungo la costa toscana e la difficoltà, nel panorama toscano, ad ottenere nuove autorizzazioni considerando poi che il mercato sembra poter reggere, o meglio chiede, un offerta maggiore di posti barca etc etc …
Preso atto che un solo soggetto, peraltro non proveniente dal settore delle Marine, si è presentato e che nessun player conosciuto si è nemmeno avvicinato, il porto di Cecina, al di la delle sue problematicità, sembra non interessare nessuno.
Questa sarebbe la deduzione logica corretta con questi dati.
Siamo però convinti che non sia questa la giusta conclusione.
Il porto di Cecina è un infrastruttura che interessa molto e potenzialmente a molti soggetti. Solo che ad oggi, per come proposto in vendita nel concordato (vedi prezzo, costo opere da terminare, oneri accessori, situazione rapporti darsena, progetto immobiliare), non è un bene “appetibile” per un soggetto serio che pretenda di investire a fronte di piani industriali e finanziari sostenibili e “certi”.
Partiamo dal prezzo attuale di vendita: 19,4 milioni di euro.
Questo sembra essere stato determinato sostanzialmente da due parametri non scritti nella perizia di stima:
- l’obbiettivo si sostenere una proposta concorsuale in cui vengono saldati al 100% tutti i piccoli creditori e vengono consegnati i posti barca a chi li ha pagati ma non rogitati;
- per raggiungere tale obiettivo serve illudersi che il progetto del porto di Cecina, nelle condizioni in cui si trova oggi, possa valere almeno oltre 40 milioni di euro come certificato dalla perizia.
Ma il porto di Cecina, nell’attuale condizione, li vale 19,4 milioni di euro? Domanda legittima visto che per vendere è indispensabile trovare un compratore e mettermi d’accordo sul prezzo.
I due presupposti se reali, porterebbe a considerare il prezzo di 19,4 milioni di euro, importo che permetterebbe di saldare tutti i debiti al 100%., un prezzo interessante da cui partire con un asta competitiva.
Peccato che nessuno (ad oggi) ha osato mettere nero su bianco un offerta definitiva, nemmeno alla cifra minima richiesta o condizionando l’offerta a qualche altro avvenimento (come fecero i russo americani del duo Acefoldt/Peverel).
Quindi 19,4 milioni, possiamo legittimamente affermare, non è un prezzo che possa rendere interessante ad oggi l’acquisto del porto.Reazione del CDA e della procedura del concordato: SILENZIO DI TOMBA …. sia tutelata la riservatezza!
Il 2024 inizia come è finito il 2023,
nessuno (oggi come ieri) vuole comprare il porto di Cecina.
La befana è attesa in porto con … tanto carbone.
