Pubblichiamo un intervista al socio proprietario di un posto barca in darsena Mauro Melosi raccolta il 28 dicembre 2023.

Melosi buon giorno e ben tornato.

M:
Buon giorno a lei e grazie, come sempre, per la disponibilità ad accogliere le mie esternazioni anche in questi giorni di festa

Il sito è nato per essere a disposizione dei soci della Porto di Cecina spa e in ultimo dei proprietari dei posti barca vista la poco lieta fine che sta facendo la spa.
Veniamo a noi, cosa ci vuol raccontare in questi ultimi gironi del 2023?

M:
Ho sempre ritenuto, fin dal momento in cui è stato possibile conoscerne il contenuto, che il Concordato sarebbe stato destinato a non produrre alcun effetto e destinato a risolversi in una inutile e onerosa perdita di tempo.
Non occorreva essere dei laureati alla Bocconi per valutare che i conti non tornavano e che la Perizia del Tribunale sul valore del patrimonio e sulla stima dei costi a finire poteva essere non coerente con la realtà.
Comunque, ormai il Concordato è stato approvato ed era doveroso attenderne l’esito sperando in una conclusione miracolosamente positiva.
Così sono passati quasi altri tre anni nei quali il Porto è stato lasciato operare ancora a rischio perché in condizioni di insicurezza, ma nessuna offerta d’acquisto concreta è arrivata a dimostrazione che il prezzo richiesto di 19,4 milioni era troppo alto e quindi che il valore patrimoniale poteva essere sovrastimato e quello dei costi a finire sottostimato il chè rendeva l’affare antieconomico per i possibili acquirenti.
Anche la presunta offerta Setha, mai fino ad oggi concretizzata e forse avanzata con scopi programmatici ben definiti a tempi più lunghi, al momento appare come un déjà vu con le fantomatiche proposte di Acefoldt e Peverell.
Al contrario ho sempre ritenuto che se la crisi fosse stata affrontata in modo serio, costruttivo e nel giusto spirito di tutelare l’interesse di TUTTI i soci, la Porto di Cecina Spa ed il suo Capitale sociale potevano essere salvati.
Per tale motivo ho deciso che è arrivato il momento di fare i conti rispetto all’operato di tutti coloro che hanno avuto un ruolo nella vicenda del porto.

Fin qui tutto chiaro, quindi cosa ha deciso di fare?

M:
Ho presentando in Procura un esposto che documenta almeno circa 6.000.000 di euro di danno economico subito dai soci nel corso degli anni, più altre opache situazioni che andranno accertate e valutate dalla Magistratura.
Se poi aggiungiamo al sopracitato depauperamento gli oltre 2.000.000 di euro che stimo ci costerà il Concordato, si può facilmente dedurre che alla sua scadenza prevista al 30/06/2024 nelle casse della Società potevano esserci circa 8.000.000 di riserve patrimoniali che sarà più o meno la somma con la quale alla fine qualcuno si aggiudicherà probabilmente l’intero porto e questo per me è a dir poco scandaloso.

Quale sarebbe l’obbiettivo del suo esposto?

M:
Il mio esposto mi auguro porti ad un avvio di vertenze per AZIONE DI RESPONSABILITA’ nei confronti di tutti coloro che nel tempo e fino a tutt’ oggi, hanno causato lo stato di crisi attuale.

Conto anche che tutto ciò serva da stimolo affinché fra sei mesi si dia una svolta decisa alla vicenda.
Spero sinceramente che a tale data possa insediarsi una nuova seria, costruttiva e preparata Giunta Comunale che si proponga una volta per tutte di risolvere la questione del porto istituendo, ad esempio, un collaborativo tavolo di trattativa con una rappresentanza dei principali creditori, dei possibili acquirenti locali e della Spa.
Aiuterebbe anche un CDA rinnovato dopo le auspicabili dimissioni del fallimentare Consiglio attuale. Un CDA che resti operativo fino al raggiungimento di un accordo che porti all’immediata ripresa dei lavori di completamento e messa in sicurezza della struttura.

Ha un’idea di come si potrebbe risolvere la questione accontentando il più possibile le parti coinvolte?

M:
Sogno una suddivisione degli assets che contempli il salvataggio della Spa come proprietaria della sola darsena attraverso una piccola ricapitalizzazione e l’emissione di un nuovo pacchetto azionario anche di maggioranza aperto all’ ingresso di nuovi azionisti.
Questa Società rinvigorita e supportata da valida Dirigenza che operi con una corretta gestione del Condominio all’interno di un Supercondominio con i proprietari degli altri assets sarebbe in grado di proseguire la sua missione fino alla vendita dell’ultimo posto barca disponibile per poi sciogliersi rimborsando ai soci le proprie quote del capitale sociale nel frattempo ricostituito.

Non crede sia un sogno?

M:
Può darsi, ma sono i sogni che spingono al cambiamento e che se realizzati danno senso alla vita.

Grazie Melosi e … che l’anno nuovo possa portare almeno alcune delle novità che sollecita.

M:
Grazie e ricambio gli auguri.

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